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ANIMALI E ANIMALI

di Licia Colò

Moria di delfini: è colpa

del morbillo. O dell’uomo

Riaffacciandoci tutti al mare, in queste prime settimane di incerto caldo, avremo una doppia fortuna a incrociare dei delfini. Negli scorsi mesi, in particolare le coste laziali e toscane sono state teatro di ritrovamenti di molti di questi animali senza vita. Ora, finalmente, la strage dei cetacei è in netta diminuzione.
Si rafforza l’ipotesi che a causare la moria sia stato il morbillivirus del delfino che, riscontrato nel 30-40% dei corpi analizzati, avrebbe aperto la strada all’azione di infezioni e altre malattie. Lo ha reso noto il ministero dell’Ambiente, che cita il nuovo rapporto elaborato dalla Banca dati spiaggiamenti.
“Il tasso di mortalità appare bruscamente calato - si legge nel rapporto - e mantenendosi questo trend potrebbe esaurirsi a breve”. Ai ricercatori era stata affidata la responsabilità di trovare risposte alla moria di delfini della specie stenella striata che ha colpito con un’incidenza straordinaria dall’inizio dell’anno. L’epidemia animale di questi mesi ha interessato una popolazione di stenelle giovani, di età inferiore ai 15-20 anni, cioè animali nati dopo la moria del 1990-92 determinata da morbillo e quindi privi di anticorpi specifici per difendersi dalla malattia. I cetacei erano fortemente indeboliti dal virus del morbillo e le loro difese immunitarie erano ridotte: questo, dicono gli scienziati, avrebbe aperto la strada all’azione di infezioni e altre malattie responsabili effettive della loro morte.
Altra ipotesi, la moria potrebbe derivare da più cause legate a un indebolimento degli animali per la scarsità di cibo: in quasi tutti gli animali analizzati non ne sono state trovate tracce nello stomaco. Ciò potrebbe renderli facilmente esposti a malattie e parassiti. È anche possibile che l’aumento demografico delle stenelle negli ultimi anni le abbia esposte ad habitat costieri con acque meno salubri rispetto al mare aperto.
Da un mare più a nord, quello ligure, arriva invece una bella notizia. Nel GeoParco del Beigua sono in aumento le specie, e anche delfini oltre che balene. Un incoraggiamento per far aumentare comportamenti positivi e virtuosi di noi cittadini e delle amministrazioni pubbliche. Ognuno deve fare la sua parte. Altrimenti al mare potremo trovarci su una Penisola deserta.

Via la “lista nera”
Rinnovare l’ordinanza sull’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, affidando alle associazioni animaliste un ruolo più propulsivo nell’organizzazione dei percorsi formativi delle famiglie con cani. Lo hanno chiesto le associazioni alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Il provvedimento, non trasformato in legge nella passata legislatura, ha rappresentato infatti un positivo atto concreto per la tutela degli animali, la responsabilizzazione di chi vive con un cane e la prevenzione delle aggressioni. Tra i “punti positivi” dell’ordinanza c’è “l’importanza dell’abolizione della inutile e dannosa ‘lista nera’ delle razze considerate pericolose”.

E Cremona tutela i nidi
Il sindaco di Cremona ha firmato l’ordinanza che tutela gli “annunciatori della primavera”. Prevede sanzioni fino a 500 euro per chi distrugge i nidi di rondini, balestrucci, rondoni, rondoni pallidi eccezionalmente presenti nel centro storico, e di pipistrelli, tutti uccelli che, nutrendosi di insetti, svolgono sul territorio un’importante funzione di equilibratori. Sono ammesse deroghe solo per restauri o ristrutturazioni di fabbricati e unicamente fuori dal periodo di nidificazione (15 settembre-15 febbraio). Lipu e Archeoclub hanno proposto di riaprire piccoli fori nei vecchi muri per lasciare libero accesso a questi migratori e ai pipistrelli (ma non ai piccioni), perché possano nidificare indisturbati.



Ultimo aggiornamento: 03/06/13

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