GRATTA & PERDI, È MATEMATICO (O QUASI)
"Il salvagente" in edicola calcola tutte le probabilità. Pessime per chi li acquista.
La fortuna è cieca? Se siete tra gli appassionati di gratta e vinci, aprite gli occhi. I biglietti non sono tutti ugualmente generosi. Anche spendendo la stessa cifra, le probabilità di vittoria cambiano e molto. È quello che ha scoperto il Salvagente, pubblicando le possibilità di vittoria di tutti i concorsi. L'inchiesta è stata ripresa ieri sera dal
Tg de
La7 nell'edizione dell 20 ed è destinata ancora a far scalpore perché
squarcia il velo del calcolo delle
probabilità di vittoria. Che non sono le stesse per i diversi tagliandini.
Lotteria equa
“Non è mai esistita, e mai esisterà al mondo, una lotteria perfettamente equa”. Non è una scoperta di ieri: lo scriveva Adam Smith, il primo economista della storia, nel sedicesimo secolo, aggiungendo che “nessuno uomo, per quanto sano, è immune dall’assurda fiducia nella propria fortuna”. E non aveva mai visto i Gratta e vinci: trenta milioni di giocatori che acquistano regolarmente almeno un biglietto e spendono poco meno di otto miliardi di euro all’anno. Per intenderci: una cifra simile al prodotto interno lordo dell’Etiopia.
Trainate dalla speranza di realizzare vincite immediate, come quella che ieri ha fatto felice una anonima signora che ha grattato un milione di euro al bar “Gelsa” a Galleno, proprio sul confine con il comune di
Altopascio, le “lotterie istantanee”, sono all’apice del successo. Più di qualsiasi altro gioco di fortuna con premi in denaro (per dire “azzardo”, quando ci sono di mezzo i Monopoli di Stato, si usano queste perifrasi). Il Lotto è passato di moda, perde miliardi di euro all’anno. Il Totocalcio, ormai, esiste solo per gli appassionati. Ma il Gratta e vinci non è mai stato così giocato. Perché somiglia alla “lotteria equa” di Smith: piccole vincite, ma frequenti, alla portata di tutti, da riscuotere subito. Ecco perché edicole e tabaccai sono tappezzati di biglietti colorati da grattare, per tutti gusti, con simboli scaramantici e mazzette di banconote, dadi e carte, roulette e ruote della fortuna. Se va male con il Gratta e vinci astrologico, restano i quadrifogli e i ferri di cavallo. Se i lingotti non portano fortuna, si può tentare con le uova d’oro.
Sostiene il Codici
Per il Codici, Comitato diritti dei cittadini, si tratta di cifre da capogiro: il "segnale che gli introiti derivati dai giochi continuano a fruttare a scapito del cittadino che è incitato anche dalla pubblicità a spendere in media almeno un terzo dei suoi guadagni in giochi e scommesse".
Il Codici ha documentato che nella sola Capitale di Roma e provincia, nel 2006, si è speso solo per la lotteria Italia il doppio del 2005: 12 milioni e 936 mila euro. Per i biglietti istantanei del gratta e vinci, grande passione per gli italiani anche al di sotto dei 16 anni, si è arrivati a 225 milioni a fronte dei miseri 89 milioni dell'anno prima. Nelle scommesse sportive si è toccato quota 260 milioni. La situazione non cambia per il resto d'Italia che, se si analizza la spesa pro- capite, detiene il primato mondiale con oltre 500 euro a persona spesi per giochi e scommesse. La spesa per il gioco d'azzardo degli italiani è aumentata ben del 19,7% nel 2007 rispetto al 2006, con una raccolta complessiva di 42,2 miliardi di euro (2% del prodotto interno lordo).
I consumatori attaccano
Eppure non tutti le guardano con benevolenza. Non lo fanno, per esempio, associazioni dei consumatori come Codici, che accusa: "L'implementazione da parte dello Stato dell'offerta di una vasta gamma di giochi, solo apparentemente giustifica la progressiva sottrazione dei cittadini al gioco illegale”.
“Non è tollerabile - commenta il Segretario nazionale
Ivano Giacomelli - che in uno Stato civile si sfrutti la debolezza della gente, incoraggiando al gioco. Tra gli utenti catturati dalla voglia di tentare la fortuna ci sono persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese penalizzate drasticamente dal carovita, le quali vengono sfruttate e manipolate come pedine".
Chiacchiere da bar?
Ma, budget familiare a parte, con quali biglietti si vince di più? Quali sono i più fortunati? Esistono varie correnti di pensiero: nei bar se ne discute parecchio. Chi ascolta queste conversazioni e non condivide la passione, magari, ne sorride. E sbaglia. Perché i Gratta e vinci, in effetti, non sono tutti uguali.
È quello che ha scoperto Il Salvagente che nel numero in edicola dal
10 al 17 luglio presenta, per ogni tipo di Gratta e vinci, le probabilità di vittoria e la percentuale degli incassi destinata ai premi per i giocatori. Sono le informazioni più importanti, che offrono un colpo d’occhio su ogni gioco, e permettono di stabilire quali vale la pena giocare.
Quale vince di più
Con l’aiuto di un matematico, elaborando le informazioni contenute nei decreti che autorizzano l’emissione di nuovi biglietti , abbiamo anche calcolato la probabilità di vincere un premio superiore alla cifra investita. E questo, forse è il dato di maggior interesse per il giocatore. Chi scommette due euro (facciamo un esempio) non ha alcun interesse di ricevere indietro la stessa cifra. Se la ottiene, molto probabilmente, si farà dare un altro biglietto. Per questo più che il pay off (ossia la cifra del montepremi che viene restituita come premi) è importante capire
quanti sono i premi veri, quelli che superano il prezzo del biglietto, che iIl Salvagente in edicola da oggi indica pubblicando apposite
tabelle con le relative probabilità di vittoria.
Probabilità top secret
Appare subito chiaro che alcuni giochi sono più “fortunati”. Altri, molto meno. Anche se la fortuna, a ben guardare, c’entra poco. Le lotterie istantanee sono un meccanismo a orologeria, il “banco” non corre alcun rischio. Lo Stato ha affidato l’appalto di questa fabbrica di profitti a una sola azienda, il Consorzio lotterie nazionali, controllato da Lottomatica, di proprietà del gruppo De Agostini. Che stampa tutti i biglietti nello stesso luogo, ad Atlanta, negli Stati Uniti. Cambiano i nomi, l’aspetto, i prezzi e le probabilità di vittoria, che sono ben note a Lottomatica e ai Monopoli di Stato, ma non vengono messe a conoscenza dei giocatori. Per quale motivo?
Dai Monopoli ci spiegano che sarebbe complicato, sul retro delle schede, accanto a ogni premio, fornire questa informazione. Forse, però, sarebbe stato opportuno, visto che parliamo di un gioco d’azzardo gestito in esclusiva da un’azienda privata, che muove abbastanza denaro da mandare avanti uno Stato africano.
Colpo vincente
Se i giocatori avessero conosciuto, ad esempio, la casistica dei premi di
Megamiliardario, probabilmente avrebbero smesso di comprare i biglietti, che costano la bellezza di 10 euro. Perché le probabilità di vincere, allo stesso prezzo, sono molto più alte con un altro gioco, Colpo vincente che nel 18,32% dei casi consente di vincere più di 10 euro (con Megamiliardario ci si ferma al 10,77%). E non è l’unica differenza. “Megamiliardario”, infatti, permette di vincere, in totale, il 75% degli incassi, e il premio più alto è un milione di euro. Ma per i giocatori di “Colpo vincente”, a quanto pare, il “banco” ha un occhio di riguardo, perchè possono vincere di più (circa il 78% delle giocate) e in palio ci sono ben due milioni di euro.
Chi meno spende
Le tabelle pubblicate sul Salvagente, comunque, offrono molti spunti di lettura. Ad esempio, vale la pena comprare biglietti da 1 euro, come
Sette e mezzo, che annunciano vittorie “fino a 7mila euro”? La probabilità di vincere questa cifra, come si vede dall'inchiesta in edicola domani con Il salvagente, si confonde facilmente con lo zero, ma anche sui premi più bassi le speranze non migliorano. E non è un caso: su questo biglietto, il “banco” ha deciso di guadagnare parecchio, visto che trattiene il 66% delle giocate. Stesso discorso per il Gratta e vinci da 2 euro dedicato all’estate,
Tutti al mare. Lottomatica trattiene il 40% degli incassi, lasciando ai giocatori scarsissime probabilità di vittoria. Solo chi ha una “assurda fiducia nella propria fortuna” può scegliere deliberatamente questo Gratta e vinci, preferendolo ad altri, molto più promettenti, allo stesso identico prezzo. È vero che ogni gioco ha le sue regole. Ma i giocatori le devono conoscere.
Ultimo aggiornamento: 06/08/08