SALVAGIOVANI
di Delia Vaccarello
La violenza “fa scuola”
ma contrastarla è possibile
I ragazzi che assistono a episodi di abuso espliciti o subdoli non restano indenni
Quanti sono i volti della violenza? Perché odiamo e maltrattiamo coloro che amiamo? Sono interrogativi ai quali è molto difficile rispondere. Ma della violenza possiamo dire, purtroppo con una discreta certezza, che “fa scuola”. I ragazzi che assistono a episodi di violenza esplicita o subdola non restano indenni. Il clima che si respira e che troppo spesso tende a dare per scontato un concetto di forza sinonimo di sopraffazione diventa terreno fertile nel quale germogliano gesti di abuso anche in adolescenza.
Il rapporto 2012 di Amnesty International Italia individua le regioni del Nord come le più colpite: le donne meno propense a subire la disparità di potere sono maggiormente esposte a subire violenza maschile. I dati del Centro antiviolenza di Lodi non smentiscono il pericolo per le giovani. Aperto il 25 novembre del 2010, il Centro conta già 15 denunce di ragazze sotto i 18 anni e 10 tra i 18 e i 27. Dunque, 25 ragazze sotto i 27 anni hanno avuto il coraggio di denunciare i maltrattamenti subiti. Non solo. Da settembre a febbraio le esperte del centro hanno seguito 10 ragazze di IV e V superiore vittime dei fidanzati.
L’adolescenza si rivela un periodo di alta vulnerabilità nel quale il ragazzo che vive un conflitto sentimentale, che si trova per la prima volta preda delle ambivalenze dell’amore, può non frenare la rabbia se l’ambiente in cui vive gli indica, attraverso parole e comportamenti, la strada dell’abuso come una ovvietà. Il percorso da intraprendere è quello della sensibilizzazione: l’attività in classe è fondamentale come azione preventiva. Nel 2012 le esperte del Centro hanno incontrato 3mila studenti. Non è facile scardinare gli automatismi che fanno sentire il ragazzo dalla parte giusta se imita gli adulti che abusano. Come si può fare?
Conduco nelle scuole di Venezia “progetti antidiscriminazione” tesi a liberare gli adolescenti dalla gabbia dei pregiudizi. Nel corso di uno dei seminari con gli studenti abbiamo affrontato il tema dello “schifo”. Poco prima di introdurlo uno di loro, “palestrato”, aveva detto “le donne se la vanno a cercare”, frase che è stata lasciata da noi operatori volutamente in sospeso, da riprendere, certamente. Poi arriva “lo schifo”.
Il palestrato in gruppetto con altri dice: “I barboni per strada mi fanno schifo, i rom mi fanno schifo, i gay quando si baciano mi fanno schifo”. Allora lo guardo e gli chiedo: “Tu ti fai schifo?”. Lui tace qualche secondo, poi: “Io cerco di mascherare i miei lati che mi fanno schifo”. “Quali sono?”. “Quando non mi controllo e mi arrabbio senza motivo”. Una frase detta a voce alta che ha procurato al ragazzo un vero sollievo.
Allarme per le spose bambine
L’Unicef ha lanciato l’allarme sulle spose bambine. Quasi 70 milioni di donne nel mondo in via di sviluppo (esclusa la Cina) tra i 20 e i 24 anni, oltre una su tre, si sono sposate prima dei 18 anni. Stiamo parlando di 14,2 milioni di bambine sposate ogni anno, 37mila ogni giorno. Gli effetti del matrimonio precoce? Nega l’infanzia, compromette l’istruzione, mette in pericolo la salute e aumenta il rischio di essere vittima di violenze e abusi. La violenza ha una logica contorta e non sempre prevedibile: le donne in Italia vengono violentate se “fuori controllo”, le spose bambine vengono violentate perché il controllo non basta mai.
La posta di Delia
“E' qualcosa di più
sottile e mi spaventa”
Cara Delia, so che oggi fa notizia la violenza vera, quella efferata e spesso mortale. Io che faccio l’insegnante ho a che fare con qualcosa di più sottile quasi borderline che mi preoccupa però e mi spaventa, protagonisti i miei alunni maschi tra i 15 e i 16 anni. Futuri picchiatori o assassini di compagne mogli e fidanzate? non so. I miei colleghi minimizzano. Giudichi lei... Entro in classe e li sento sghignazzare divertiti. Poiché la cosa si prolunga ne chiedo il motivo, risposta: “Sa prof come è divertente col motorino schizzare di acqua e fango le donne anziane?”. Sono allibita, basita, mentre le ragazze scuotono la testa e fanno il segno col dito: “Sono cretini”. Rispondo che trovo il tutto disgustoso. Vengo a sapere durante l’intervallo, dalle femmine, che di solito lo fanno a gruppetti di due che su due motorini investono in successione con l’acqua delle pozzanghere la stessa malcapitata. Mi dispero. D’altra parte pochi giorni prima al parco avevo assistito a comportamenti odiosi di un gruppo di ragazzi sempre di quella età ai danni della “Piccionara”, una donna che ama dare da mangiare ai piccioni, e sempre conditi da risa sguaiate. Per cortesia non mi dica che sono solo riti di iniziazione all’adultità, perché non ci credo. Anna
Gentile Anna, sento l’eco dei risolini dei maschi adulti e le loro minimizzazioni. Vedo l’espressione delle ragazze che definiscono i coetanei “cretini”. Il quadro dipinto nella sua lettera è fortemente condizionato dagli stereotipi come se la violenza fosse parte di un kit di attrezzi da maneggiare a seconda del genere: i maschi devono agirla, le femmine subirla. La piccionara e la donna anziana sono varianti del femminile che “deve” essere inferiorizzato: non solo donne, anche “vecchie” e “fuori di testa”. Io non minimizzo affatto. Sono comportamenti emblematici, esercizi di violenza in cui i suoi studenti riescono bene, che cadono in un vuoto di attenzione o ricevono l’approvazione complice di qualche prof. Lei è una professoressa, dunque faccia non solo lezioni ma promuova progetti - difficili, e anche osteggiati, si prepari - per dare sollievo a quelli che oggi sono ancora “solo” teppistelli.
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Succede così, ti tieni, ti tieni, ti tieni, e poi sgarri. e, dopo una settimana di rispetto delle regole, c'è l'invito alla festa, in cui sballi di nuovo. infine scopri cosa dicono di te.
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Trecento chilometri, da firenze a roma, tra momenti di smarrimento e inaspettate conoscenze. Camminare fa volare la mente e lenisce l'anima. E anche una passeggiata può far ritrovare il sorriso.
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Scoperta del valore di stare insieme, di affermare la propria idea di cultura, di parlare, di sentirsi lontani dagli adulti e al tempo stesso bisognosi di mantenere aperto con loro un discorso fruttuoso.
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A sedici anni si somigliavano molto, le scambiavano per sorelle, ma qualcuno mormorava di una storia fra loro. poi qualcosa cambiò. Una si prese una cotta per un ragazzo. E l'altra Infine si sposò...
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"Io morta clinicamente per 11 ore dopo un'operazione all'addome", dice Silvia. Poi le funzioni vitali e il cervello riprendono e lei ricorda come le sembrava di assistere soltanto a quello che le stava succedendo. E senza provare dolore.
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Il padre che ti odia e ti picchia. Gli amici che ti abbandonano. La disperazione che ti porta sull'orlo del suicidio. Ma a poco a poco ti riprendi, ritrovi te stesso, e senti che anche tu sei degno della vita. Come tutti.
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la madre è assente. il padre mangia e beve con gli amici, poi si mettono a canzonare un collega disabile. il giorno dopo a scuola il figlio li imita molestando un compagno più debole.
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La misura del seno fa la differenza nell'apprezzamento dei ragazzi. E persino di qualche insegnante. le ragazze se la ridono. Ma incassano il vantaggio.
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(14-21/5/2009)
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Lei è una sedicenne delusa dalle esperienze precedenti, lui un bel ragazzo intraprendente. Lei immagina una storia di sentimenti, lui sesso senza complicazioni. Lei si ritrova incinta. E lui scompare dalla sua vita.
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La sorpresa di una ragazza che di pomeriggio nel pub osserva movimenti strani, la fila davanti al bagno, e poi gli sguardi allucinati, e un silenzio collettivo.
(11-18/6/2009)
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Ci si parla "Via" sms per paura di parlarsi davvero e dei momenti forti. E un Messaggino "svogliato" può anche annunciare la fine di un amore.
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La casa lasciata libera dai genitori, le festicciole con gli amici, la quasi convivenza con la fidanzata. poi arriva "lei". E tutto cambia.
(9-16/7/2009)
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"Aveva i tuoi occhi": la vista di una sconosciuta, al ristorante, fa erompere i ricordi di carezze mai date. E annulla la distanza generazionale.
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In fondo a un bicchiere di Caipirinha, il ricordo di un grande affetto perduto. Una vita spesa per chi non ha mai avuto nulla. E le vite "perse" di chi ha tutto e non ha niente.
(6-20/8/2009)
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Il racconto di una ragazza che s'inventa di tutto col suo fidanzato. Lui scopre la verità, ma lei lo convince a tacere.
(27/8-3/9/2009)
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I ricordi e le riflessioni di un ragazzo. Era così sfigurato dopo un incidente che a scuola non lo guardavano e non gli parlavano.
(10-17/9/2009)
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Arrivano attirati dal bigliardino, sono volgari e aggressivi. finché, parlando, non scoprono quello che hanno dentro.
(24/9-1/10/2009)
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una ragazza nata qui da genitori immigrati si sfoga: "al telefono sono tutti gentili poi, quando ti vedono, tutto cambia".
(8-15/10/2009)
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Ci si sposa in fretta e furia senza riflettere, per emanciparsi e andarsene da casa. Dopo un anno è tutto finito.
(22-29/10/2009)
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Una quasi-ventenne rimane delusa per il comportamento sottomesso di lui nei confronti della dominante, sua madre.
(5-12/11/2009)
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C'è chi preferisce vivere nel silenzio la propria diversità. Ma un film, "Il ragazzo dai capelli verdi", arriva a cambiare le cose.
(19-26/11/2009)
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A vent'anni, i protagonisti della nostra storia si sentono "due marziani": si amano, stanno bene insieme, ma a letto...
(3-10/12/2009)
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Il pasticcio linguistico, la confusione e il disagio di Aldo di fronte ai commenti dei familiari su fotografie da lui scattate.
(14-21/01/2010)
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Ci si conosce, e diventa più facile Superare la diffidenza che nasce dallo stereotipo. Anche quando una brutta esperienza...
(28/1-4/2/2010)
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(11-18/02/2010)
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(dal 25/02 al 04/03/2010)
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Un evento inaspettato e grave, come la perdita di una persona cara, può far smarrire il contatto con la realtà. E cambiare la vita.
(11-18/3/2010)
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A scuola Carlo ricorda tutto, ma sbaglia la data del compleanno della sua ragazza. Eppure ha fatto uno di quei corsi...
(25/3-1/4/2010)
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La realtà può riservare sorprese difficili da accettare. Farlo costringe a crescere in fretta.
(8-15/04/2010)
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Ultimo aggiornamento: 25/03/13