TELETU'

Stampa questa pagina stampa articolo Invia articolo invia articolo

  • Favorites
  • Yahoo MyWeb
  • OKNotizie
  • Google Bookmarks
  • StumbleUpon
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Twitter
  • condividi:

PIT STOP

di Eugenio Manca

 

Il futuro dei giovani affidato

a chi ha gli ha tolto la speranza

Noi, almeno quanti fra noi hanno la ventura d’essere stati ragazzi nella seconda metà del secolo scorso, onestamente non possiamo non riconoscere che essere giovani oggi è assai più faticoso. Lo è sotto il profilo materiale (per l’assenza di lavoro, il difficile accesso al welfare, la calante qualità dell’istruzione), ma lo è soprattutto sotto l’aspetto “civile”, alludendo non solo allo sfascio politico e istituzionale che ci circonda ma alla stessa speranza di vivere in una società inclusiva, di sentirsi parte di un mondo in grado di accogliere e valorizzare le capacità e i talenti di ciascuno sulla base di regole spesso eluse ma non per questo disconosciute. Sarebbe apparsa una bestemmia qualche decennio fa ma oggi non lo è più: non solo in Italia ma in quasi tutta Europa, alle nuove generazioni si presenta un futuro assai più precario di quello che si apriva davanti alle generazioni dei padri.
BARRIERA. “Noi abbiamo vissuto meglio dei nostri genitori, i nostri figli devono vivere meglio di noi”, ripete giustamente in radio un’associazione professionale. Ma tutti sanno che non sarà così, almeno non per l’immediato. Mai prima, nella storia moderna, s’era data una situazione simile, e la faccenda è tremenda da qualunque lato la si esamini. Il dato peggiore che tutti li riassume è quello della disoccupazione giovanile. In Italia ha l’aspetto di un muro invalicabile, una barriera alta e ostile all’ombra della quale intere generazioni stanno consumando anni di rabbia impotente.
PRECARI. L’Istat ha appena confermato che se la somma dei disoccupati raggiunge il 12,8% (oltre 3 milioni di persone, il dato peggiore dal 1977), fra i giovani sotto i 25 anni la quota sale al 41,9, e fra le ragazze del Sud sfiora il 53. Per qualcuno che riesce a salvarsi per merito o fortuna, a migliaia sono i sommersi, sicché è ormai incalcolabile il numero di giovani che non lavorano, non studiano, non frequentano corsi d’alcun genere e rinunciano perfino a iscriversi al collocamento. Se non c’è lavoro per i figli, al tempo stesso crolla l’occupazione per le generazioni adulte, colpite esse pure da licenziamenti a valanga, fallimenti, cassa integrazione, stretta del credito, calo di committenza per i pochi che ancora resistono. L’impiego pieno si riduce e si trasforma in rapporti a tempo determinato o lavori precari.
Di episodi funesti sono piene le cronache e talvolta c’è da chiedersi fino a quando la capacità di sopportazione del popolo italiano riuscirà a contenere i colpi di maglio di una crisi di cui non si intravede la fine. Quali che ne siano le cause - dall’assenza di programmazione illuminata alla voracità dell’economia di carta che si mangia l’economia reale, dalla scuola separata dai bisogni sociali alla insensata espulsione degli investimenti umani - conta poco qui compilare graduatorie. Essenziale ora sarebbe ribaltare la logica complessiva che ci ha portati al disastro, rovesciare totalmente la tendenza se ancora si è in tempo. Ma al di là delle chiacchiere, c’è questa volontà? Che un’inversione sia raggiungibile con l’attuale compagine di governo è cosa di cui c’è da dubitare fortemente. Quale rassicurazione offre il constatare che dentro e intorno alla maggioranza politica siedono molti fra i responsabili dello sfascio, i teorici del ribaltamento delle regole della Costituzione?
REGOLA. Non ha torto il famoso pedagogista Benedetto Vertecchi quando indica come insanabili le contraddizioni che si manifestano. E già nella scuola, allorché ai ragazzi si trasmette un messaggio educativo che nei testi parla di uguaglianza e rispetto mentre poi li si catapulta in una realtà devastata, ingiusta, repellente. Ciò vale a iniziare dall’articolo 1 della Costituzione, ma a seguire per ogni altra regola - onestà, solidarietà, moralità - che la società adulta puntualmente infrange. E si chiede: possiamo tollerare oltre una tale ipocrisia?

In versi

            Immanenza

L’idea di una vita
migliore
/è come forza
storica che ha
/ valore

È un’idea per noi
qua in vita e non
promessa di un /aldilà

Nelo Risi
Da “Amica mia nemica”, in DI CERTE COSE (poesie 1953- 2005),
Mondadori, 2006



Ultimo aggiornamento: 07/06/13

Disdetta, recesso, ripensamento: i moduli per ''liberarsi'' delle compagnie telefoniche

Le lettere da inviare per disdire un contratto non richiesto (e non solo), con l'aiuto di Trovatariffe.

Multa ingiusta? Contestatela

Avete ricevuto una multa ingiusta e pensate di contestarla? Ecco come si presenta l'istanza al Giudice di pace.

Gli indirizzi utili

Authority e dintorni. Questi sono gli indirizzi di cui potreste aver bisogno..

I Portali delle Regioni e altri siti utili

Molte delle Regioni italiane hanno portali "dalla parte del consumatore". Tenerli d'occhio conviene sempre. Assieme agli altri che vi segnaliamo..

RUBRICHE

SALVA CASA - di Patrizia Pallara LE PAROLE - di Luisella Costamagna IO, UN CITTADINO - di Antonio Lubrano ANIMALI E ANIMALI - di Licia Colò COSE DA PAZZI! - di Barbara Cataldi SALVAGIOVANI - di Delia Vaccarello RECENSIONI - di Rocco di Blasi PIT STOP - di Eugenio Manca