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''Chiavette'' ricaricabili, vantaggi e tariffe: 9 modelli a confronto

Sul Salvagente in edicola da oggi (acquistabile in Pdf fin a 1 euro) un test d'attualità.

Lorenzo Stracquadanio
Lente, poco trasparenti e ancora meno convenienti.
Le internet key nel nostro paese hanno ancora molta strada da fare.
Nonostante siano oramai milioni gli utilizzatori italiani di questi dispositivi, le chiavette Usb per la connessione mostrano molti punti deboli, anche se spesso si tenta di nasconderli. Il Salvagente ne ha messe a confronto 20 nel numero in edicola da oggi (ma il numero, al costo di 1 euro, potete acquistarlo in Pdf nel nostro negozio virtuale).
 
 

 

Una panoramica fra le più usate

Una panoramica fra le più usate nelle due tipologie più diffuse: in abbonamento e ricaricabili. E ha registrato tutti i difetti che, nonostante i molti richiami delle Authority italiane e le condanne dell’Antitrust, continuano a farla da padroni in questo settore.Il primo dei punti deboli è la scarsa velocità di navigazione, tanto reclamizzata come “alta” negli spot quanto deludente nella realtà.

Da lepri a tartarughe

Il protocollo di connessione utilizzato dalle key è l’Hsdpa (High speed downlink packet access) che garantisce una velocità massima fino a 7,2 Mbps in download (scaricamento file) e 2 Mbps in upload (caricamento). Si tratta di una velocità teorica condizionata da molti fattori: dalla copertura di rete dell’operatore, dal numero degli utenti connessi in quel momento, perfino dalla distanza dall’antenna. Questo standard non è neppure supportato su tutto il territorio nazionale e quando è assente la connessione viene trasferita su altre reti più “lente” (nell’ordine Umts, Edge e Gprs).
Se a questo si aggiunge una massiccia presenza di utenti nell’area da dove si effettua la connessione, va da sé che la capacità totale della cella di rete deve essere suddivisa in più parti limitando così la velocità di scambio dei dati. Il risultato, in soldoni, è che le performance di navigazione promesse dagli operatori sono spesso e volentieri un miraggio.
 

Il rapporto preliminare Italian Broadband Quality Index

Nel rapporto preliminare Italian Broadband Quality Index (ottobre 2009) si legge non a caso che “le misure effettuate sulle tecnologie Hsdpa/Hsupa in fortissima crescita e commercializzate tipicamente con valori fino a 7,2 Mbps mostrano un dato medio inferiore a 2 Mbps in download e valori di upload attorno ai 250 Kbps”.
Le alternative? Faticano a decollare. Vodafone ha recentemente lanciato sul mercato una internet key che promette di far navigare alla soglia di 28,8 Mbps, salvo precisare che la chiavetta “naviga con velocità fino a 21,6 Mbps, ma è pronta per supportare i 28,8 Mbps con un upgrade del software”. E che “la velocità fino a 14,4 Mbps è disponibile su buona parte della rete mobile e verrà progressivamente estesa a tutta la rete Umts”. I 28,8 Mbps in altre parole rappresentano una performance di picco e non di media reale.

Nota dolente: il salasso italiano

L’altra nota dolente delle chiavette modem è il costo. Un recente studio condotto da SosTariffe ha confrontato i prezzi medi in Italia con quelli di 17 paesi europei evidenziando che all’apparenza nella penisola ci sono canoni allineati con la media europea, ma che il costo reale è invece superiore.
“Le tariffe dei servizi mobile internet destinate all’utenza privata - si legge nello studio - sono fra le più care d’Europa se si considera il costo per singolo GB o ora di navigazione”. Analizzando le tariffazioni di un consumo medio (100 ore al mese o 1 GB di traffico) viene fuori che l’Italia è al quintultimo posto - superando di 14 volte il costo unitario di Austria e Finlandia. Ancor peggio nell’ipotesi di uso intensivo (300 ore o 4 GB) che ci vede all’ultimo posto nella classifica di convenienza.
 
 

15 minuti che disotrocono il mercato

A distorcere ulteriormente il mercato contribuisce la tariffazione, tutta italiana, di 15 minuti con scatti anticipati che penalizza fortemente gli utenti costringendoli a pagare più di quanto consumino (16 minuti di navigazione, per esempio, costano come 30 e leggere la posta per un minuto quanto per un quarto d’ora). “Le tariffe a tempo sono state concepite per far spendere di più al consumatore e meno all’azienda”, spiega Mauro Vergari, responsabile Nuove tecnologie e Tlc di Adiconsum. “Ma lo scatto anticipato di 15 minuti è contrario a ogni principio perché l’utente paga anche quando il suo computer non scambia alcun dato con la rete”.
 
 

La tariffazione più giusta è quella a consumo

“Al contrario, la tariffazione più giusta è quella a consumo, in quanto da un lato è più trasparente e dall’altro non penalizza chi usa internet in modo corretto, cioè non per il file sharing massiccio”, spiega il responsabile di Adiconsum, che sulla questione ha chiesto all’Agcom di intervenire e agli operatori di aprire un tavolo di confronto. “Il punto è che c’è ancora una scarsa conoscenza di questi strumenti da parte dei consumatori, che preferiscono orientarsi su soluzioni più pratiche come le tariffe a tempo, ma decisamente più costose, ignorando il fatto che con 1 GB di traffico è possibile navigare, controllare la posta, chattare e altro ancora”.
 
 

Solo 3 offerte (tra le esaminate) prevdono il tempo effettivo

Eppure, nonostante il fuoco di sbarramento contro la tariffa a scatti, pochi operatori rinunciano a tanto “ben di Dio”. Anzi, tra quelli esaminati dal Salvagente, solo 3 nelle offerte a tempo prevede una tariffazione a secondi effettivi di navigazione senza scatto iniziale. L’unico aspetto negativo è quello del roaming: quando la rete 3 non è disponibile - la copertura del territorio non è totale - l’utente passa sull’infrastruttura di un altro operatore con un costo superiore a quello previsto dal piano tariffario (l’opzione può comunque essere disattivata dall’utente).




RICARICABILI  A CONFRONTO


Tim Internet 30 ore
Traffico disponibile    30 ore al mese
Tariffa    10 euro al mese
Costo attivazione    5 euro
Tariffazione    Sessione da 15 minuti
Velocità connessione    Fino a 7,2 Mbps
Avviso sforamento traffico    No, il cliente deve inviare sms

Vodafone Internet Small
30 ore al mese
10 euro al mese
10 euro
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
No, il cliente deve inviare sms

Wind Mega Ore
50 ore al mese
9 euro al mese
4 euro
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
No, il cliente deve inviare sms

Tim Internet 100 ore
100 ore al mese
20 euro al mese
5 euro
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
No, il cliente deve inviare sms

Vodafone Internet Large
150 ore al mese
25 euro al mese
25 euro
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
No, il cliente deve inviare sms

Wind
Mega 100 Ore
100 ore al mese
15 euro al mese
4 euro
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
No, il cliente deve inviare sms

Wind Easy Internet
A consumo
50 cent l’ora
No
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
-

3 Super Web Time
A consumo
90 cent l’ora (1euro/MB su rete altro operatore)
No
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
-

Fastweb    Naviga Mobile 5 GB
A consumo fino a 5 GB (dopo 0,07 Cent/KB)
17 euro al mese
No
Sessione da 15 minuti
Fino a 7,2 Mbps
-




Ultimo aggiornamento: 04/03/10

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