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Il Salvagente

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''Comunisti, vergogna'', Berlusconi si sente assediato e attacca una parte della piazza che lo contesta: ''La sinistra mi fa pena e disgusto''

Ieri sera a Cinisello Balsamo, il premier è sembrato decisamente in affanno davanti alle nuove rivelazioni che arrivano da Bari.

E alla fine è sbottato. C'era solo una piccola parte della piazza di Cinisello Balsamo che lo contestava. Prima ha cercato la strada dell'ironia: "Bravi, continuate pure a fischiare". Poi quella dell'ammonimento: "Noi siamo dei liberali, non andiamo nelle piazze a contestare i vostri leader". Alla fine è sbottato e con la voce strozzata ha gridato: "Vergogna, siete solo dei comunisti" e ha pronunciato l'ultima parola con tutto il disprezzo di cui è capace.
Un leader sotto assedio, questa la verità che è emersa anche dalla giornata di ieri di Berlusconi.
La verità è che è assediato dai fatti, non dall'opposizione che, anzi, negli ultimi giorni non ha alzato i toni più di tanto. 

Antropologicamente diversi

"Evviva!", prova inizialmente a ironizzare il premier, sottolineando che la presenza dei contestatori dimostra che "siamo antropologicamente diversi", visto che "noi siamo uomini di libertà e non ci sogneremmo mai di disturbare" un comizio. E ancora: "Non avete dignità, non sapete cos'é la democrazia e la libertà, siete ancora, oggi come sempre, dei poveri comunisti".
Dai contestatori l'attenzione si sposta alla sinistra più in generale e alle ultime vicende di cronaca che si intrecciano con la sua vita privata nell'inchiesta di Bari. "E' inutile che sperate di buttare giù il governo e la maggioranza con trame giudiziarie e attacchi mediatici. Siamo la maggioranza del paese e in democrazia la maggioranza governa". Sottolinea poi che gli attacchi non fanno che motivarlo ancor di più: "Continuate così", è l'invito, perché "non fate che convincermi a restare". E, in ogni caso, "mi fate pena e disgusto", siete degli "analfabeti della libertà".
 
 
 

"Indignato" per le contestazioni in Abruzzo

L'altro tema che fa infuriare Berlusconi sono le proteste di piazza contro il governo per la gestione dell'emergenza terremoto in Abruzzo. Il presidente del Consiglio di essere "indignato", perché - nonostante l'impegno del govenro a rendere disponibili 15.000 nuove case entro fine novembre "hanno organizzato delle manifestazioni sul nulla, mandando gente che non aveva nulla da chiedere in piazza e strumentalizzando le speranze, la paura e i morti. Vergogna!".
Le ultime battute del comizio sono per i ballottaggi: il presidente del Consiglio chiede un voto per il candidato del Pdl alla presidenza della provincia di Milano, Guido Podestà, per garantire "sintonia" fra le istituzioni. Promette che dalla settimana prossima potrà parlare anche di calcio, "per me è una religione laica", e del presidente dell'Inter. Ma, sottolinea con un ultimo attacco alla sinistra, "sempre con toni civili e non come questi che non sanno cos'é la democrazia, il rispetto e la libertà".
 
 

E c'è anche tempo per le barzellette

C'é tempo per un'ultima barzelletta su Berlusconi che spiega al Padre Eterno come organizzare il Paradiso in una società per azioni, ma Dio si domanda perché dovrebbe essere solo vicepresidente. Il bagno di folla finale, con strette di mano e foto, è tale che non consente ai giornalisti di avvicinarsi per chiedergli un commento alle parole di Gianfranco Fini che, sulla vicenda pugliese, ha avvertito sul rischio non per la stabilità del governo ma per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.


"Nessun complotto nel Pdl"

La giornata di Berlusconi, del resto, era stata lunga. E la prima confrenza stampa c'era stata alla fine del Consiglio europeo: "Quando leggo sui giornali di complotti dentro il Pdl - veva detto - sono storie di fantapolitica". Aggiungendo, con la solita sicumera comn cui evita, fin dal caso Noemi, quei pochi chiarimenti che gli ha chiesto l'opinione pubblica:  "Non c'é niente da chiarire. E' tutto chiarissimo: è tutta spazzatura. A Napoli già l'ho fatta fuori e farò fuori anche questa". 
"Vi dovreste vergognare, siete degli spioni... io non ci sto a una Italia di questo genere": così il premier Silvio Berlusconi risponde a una domanda dei giornalisti sulla telefonata con Ghedini registrata da una telecamera di Sky e rilanciata dalle agenzie di stampa. "Io ho detto una serie di frasi in questa telefonata - ha proseguito - a proposito di giornali che mi hanno attribuito cose che non ho mai dai come il fatto che risponderò colpo su colpo. Io invece continuo a lavorare per il bene del Paese. Io - ha sottolineato - ho in tal senso un ruolo strategico"


Povera Italia, se andiamo avanti così...

"Povera Italia, se andiamo avanti così va a finire che quello che dice una moglie al marito sul cuscino del letto sarà inserito nelle prime pagine dei vostri eccellentissimi giornali...". Silvio Berlusconi, quasi al termine della conferenza stampa tenuta a Bruxelles subito dopo il Consiglio europeo, non perde l'occasione, tra il serio ed il faceto, di dare le ultime stoccate ai giornalisti rei, a suo avviso, di andare oltre i limiti consentiti dal buon gusto. Il presidente del Consiglio risponde così, dopo aver detto più di una volta di non voler parlare di "questioni nazionali", ad alcune domande dei cronisti italiani sull' inchiesta di Bari. Una insistenza che il Cavaliere mostra di gradire poco.
Tant'é che all'ennesima domanda sulla vicenda D'Addario di una cronista di La7, inviata al seguito del premier da anni, fa finta di non riconoscerla e, sorridendo, le chiede: "Qual è la sua testata, La Setta?"
A conferenza stampa conclusa, il premier si rivolge poi all' inviata del Tg3 commentando l'abbigliamento della giornalista, che indossava una maglietta con lo scollo "profondo".
"Ma che fa così per farsi invitare a cena?", le chiede facendo il gesto di tirarle su le spalline. "Una volta - aggiunge sorridendo - facevo una cena al mese, adesso dovrei farne quattro a settimana....".
 
 

Il fuori onda con Ghedini su Sky

"Non ho mai detto quella cosa, che mi fa incazzare, e cioé che risponderò colpo su colpo... E' veramente una cosa incredibile...". Così il premier Silvio Berlusconi commenta i titoli di alcuni quotidiani italiani parlando al cellulare con Niccolò Ghedini dalla sala del Consiglio Europeo. La conversazione telefonica è stata registrata da una telecamera di Sky nel corso del consueto giro di tavolo poco prima dell'inizio dei lavori del vertice (vedi il video allegato)."Qui ci sono cose che non ho mai detto: io non ho mai parlato di complotto oscuro, non ho mai detto di temere di essere spiato e non ho mai detto che il mio avvocato è uscito pazzo...
Questi sono dei disgraziati", le parole di Berlusconi nel corso della telefonata al suo avvocato, parlamentare del Pdl. "Ma dai Niccolò - dice ancora Berlusconi al telefono - ma ti sembra possibile che tu possa pensare una cosa del genere di me?", ha aggiunto Berlusconi sempre riferendosi alle ricostruzioni giornalistiche su alcune considerazioni fatte dal Cavaliere in merito all'operato di Ghedini stesso. "A questo punto mi offendo io. Ora chiamo Bonaiuti - prosegue - e facciamo un comunicato".

Le frasi che non gli sono piaciute

Ed in effetti era stato stamane proprio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti a puntare il dito contro i titoli dei giornali di oggi.  "E' scandaloso - ha detto Bonaiuti - che alcuni giornali continuino ad attribuire al Presidente del Consiglio frasi che in realtà non sono state pronunciate. Ecco un campionario di falsità dai giornali di oggi: 'Temo di essere spiato'; 'Sono stato spiato e pedinato'; 'Rispondero' colpo su colpò; "Il mio avvocato è uscito pazzo"; 'Se vogliono la guerra l'avrannò; "E' in atto un oscuro complotto". Tutte queste frasi sono inventate di sana pianta. Ma per garantire la loro verosimiglianza, vengono riportate dai giornali tra virgolette e attribuite al presidente Berlusconi da ignoti interlocutori (mai nome e cognome, per carità!). Questo malvezzo è peggiorato negli ultimi tempi eppure -conclude  - non abbiamo visto ancora un solo intervento degli Organi dei giornalisti".

 

Tutto nasce dalla nuova inchiesta di Bari

 
 
Pagate per andare a feste e festini di Berlusconi, a Roma - a Palazzo Grazioli - o in Sardegna, a Villa Certosa. Perché, a quanto pare, il nostro attivissimo presidente del Consiglio ama la compagnia e c'è qualcuno che cerca di ingraziarselo anche spedendogli "ragazze facili" a pagamento. Non è un'accusa come le altre, questa. E non è facile smontarla, perché il giro delle fanciulle in fiore capaci di entrare nelle grazie di Berlusconi si è allargato, negli ultimi anni, in maniera esponenziale e perché alcuni di queste "escort" (come si chiamano per indicare uno status che ha poco a che vedere con le loro funzioni reali) ormai sono tecnologicamente all'avanguardia.
E, infatti, Patrizia D'Addario - che temeva di passare per mitomane e di perdere i vantaggi delle sue frequentazioni altolocate - si è fatta una scorta di nastri e anche un video, che ieri sono stati "secretati" dai magistrati di Bari, che conducono la delicalata inchiesta.
 

Cinque ragazze ascoltate dagli investigatori

Verifiche sono state condotte anche sugli spostamenti di alcune donne che avrebbero partecipato, dietro pagamento, alle feste organizzate nelle residenze private di Silvio Berlusconi, a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Cinque ragazze sono state già ascoltate dagli investigatori ed altre lo saranno nei prossimi giorni, insieme ai testimoni che, a detta delle ragazze, hanno partecipato con loro alle feste.
Controlli in hotel e all'aeroporto. Controlli di Polizia sono stati infine ordinati anche sulle intestazioni di biglietti aerei e i pernottamenti in alcuni hotel romani dove le ragazze ascoltate dalla Procura avrebbero detto di essere state ospitate prima dell'incontro con il premier.
L'indagine, intanto, resta a Bari. A chi sussurrava che l'indagine potesse essere trasferita a Roma, fonti inquirenti spiegano che "la competenza barese è confortata dal fatto che il contratto illecito, cioè l'incarico che sarebbe stato dato alla D'Addario, è stato stipulato e perfezionato a Bari".
 
 

Spunta anche la cocaina 

 
Spunta anche la cocaina nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Bari su un presunto giro d'appalti milionari nella sanità pugliese e prostitute d'alto bordo che l'imprenditore Gianfranco Tarantini avrebbe organizzato per le feste del premier Silvio Berlusconi. Per ingraziarselo. Nell'indagine sono finite altre 3 persone. Uno è Alessandro Mannavini, giovane professionista barese assoldato da Tatantini appositamente per “allestire” le feste in Sardegna. E poi, grazie alle intercettazioni, sono finiti nella rete degli inquirenti anche il parlamentare del Pd, Gero Grassi, e il vice presidente del Pd della giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo.


Due esponenti del Pd nominati, ma finora non indagati

"Conosco bene Gianpaolo (Tarantini, ndr), ma non so nulla dell'inchiesta", dice Frisullo al quotidiano Repubblica. "Pranzi, cene, telefonate sì, ma non sono stato mai in Sardegna alle sue feste. Mi piacciono le donne - scherza Frisullo - ma non la droga". E' adirato invece Gero Grassi che in una nota stampa ha detto: “Cado dalle nuvole. Mai avuto rapporti con i fratelli Tarantini, non ho mai parlato con queste persone. Sto facendo preparare un'azione legale nei confronti del giornale”. Al momento, comunque i due esponenti del Pd non risultano indagati.


Mannavini, l’uomo della cocaina

Diversa sorte invece per Mannavini, noto per essere un fornitore degli ambienti di alto livello della città, e già convocato dalla Guardia di Finanza per rispondere anche dell'accusa di detenzione di stupefacenti. Dalle intercettazioni sarebbe infatti emerso che Mannavini avrebbe consumato droga in Sardegna. Ma il suo avvocato, Marco Vignola, ci tiene a precisare, secondo quanto riportato da Repubblica che il suo assistito “non ha nulla a che fare con la storia di prostituzione”.
Incalzato dal sostituto procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Scelsi, Mannavini avrebbe detto che da settembre, una volta rientrati da Porto Cervo, non ha più lavorato per Tarantini.
Intanto la testimonianze di Patrizia D'Addario, la bella Escort che ha tirato in ballo nell'indagine il premier, è stata vagliata e ritenuta attendibile dalla procura che ha già controllato i suoi spostamenti: dai primi riscontri, tutto coincide.


Una telefonata registrata di Berlusconi

Non solo: secondo il Corriere della Sera la donna avrebbe consegnato ai magistrati la registrazione di un colloquio avvenuto sul suo cellulare con Silvio Berlusconi: “Fu lui a chiamarmi, il 5 novembre del 2008. Avevo trascorso la notte a palazzo Grazioli e mi contattò appena rientrata in città. Mi invitò a tornare al più presto da lui”.

Come fu candidata la D’Addario

E nel Motorola della D'Addario ci sarebbe anche un sms che smentisce Tato Greco, il politico che avrebbe deciso di candidarla alle elezioni comunali di Bari per la lista affiliata del Pdl “La Puglia prima di tutto”, che ai magistrati ha detto di non conoscere la D'Addario. A Natale scorso, infatti, Greco ha inviato un messaggio d'auguri alla D'Addario.


Torna il nome di Sabina Began, “l’ape regina”

E nelle intercettazioni di Giampaolo Tarantini in cui raccontava di donne e affari, dalla sanità al business della protezione civile, spunta il nome di Sabina Began, “l’ape regina” delle feste di Berlusconi, che dopo l’ultima vittoria elettorale se la fece sedere sulle ginocchia, mentre cantava Malafemmena: sarebbe stata proprio lei il tramite tra l'imprenditore e il premier. E poi dalle tante telefonate spuntano anche i nomi della parlamentare barese del Pdl Elvira Savino, e quello di Angela Sozio, l'ex concorrente barese del Grande Fratello fotografata - anche lei - nel 2007 sulle gambe del premier a Villa Certosa.



L'Espresso: un'estate da Papi

Il numero dell'Espresso da oggi in edicola (e da cui è tratta la foto che vedete sulla nostra Home) è dedicato a Un'estate da Papi. Si tratta di quella dell'anno scorso. Ecco il racconto di Marco Lillo e Peter Gomez, anticipato ieri dal settimanale (solo i sottotitoli sono i nostri, per facilitare la lettura).
"Palazzo Grazioli o villa La Certosa. Cambia lo scenario, ma il copione è sempre lo stesso: gran via vai di ragazze, tutte giovani e belle. Qualcuna è in cerca di soldi. Qualcun'altra vuole il successo e la fama. Ottobre scorso: un grande salone della residenza romana, una ventina di invitate, pizza, champagne e poi l'arrivo del premier, Silvio Berlusconi, che sorride, parla di politica, canta, si esibisce nelle sue mitiche barzellette.
Questo è il racconto che Patrizia D'Addario, candidata consigliere comunale a Bari in una lista vicina al centrodestra, ha regalato mercoledì 17 giugno al "Corriere della Sera". Una festa piccante, con tanto d'imprenditori specializzati nel procurare ragazze all'amico Silvio, che ricalca lo schema del veglione per il Capodanno 2008 già descritto da "L'espresso, ma ambientato in Sardegna.
 
 
 

Nel mar di Sardegna, un bell'harem sull'imbarcazione di Berlusconi

Ed è proprio lì, nel buen retiro gallurese del presidente del Consiglio, che in agosto, un nuovo andirivieni i giovani donne viene fissato in immagini. In quei giorni, vista da lassù, dalla cima della ripida salita che dal mare porta fino a villa La Certosa, davvero l'Italia sembra essersi trasformata in un grande reality. Giù nella baia, tra le vele e i motoscafi, il Grand Bleu del magnate russo Roman Abramovich si staglia placido e imponente con i suoi 112 metri di lunghezza, pronto a calare in acqua uno dei suoi cinque tender per condurre a terra il proprietario del Chelsea. Più vicino a riva, guardato a vista dalla pilotina dei carabinieri solita pattugliare la scogliera quando il capo dell'esecutivo è in casa, ecco lo Sweet Dragon: il Magnum 70 che il Cavaliere si era regalato 14 anni prima, subito dopo la sua storica discesa in campo. I fotografi, appostati nella speranza d'immortalare Abramovich, riprendono la potente e veloce imbarcazione del premier mentre è in manovra d'attracco.


Sette sinuose ospiti del presidente

Così nella memoria di una Nikon finiscono alcune scene di vita quotidiana di villa La Certosa. Sono le immagini di sette sinuose ospiti di Berlusconi che entrano nella sua tenuta dopo una giornata di sole e salsedine. L'orologio digitale della macchina fotografica segna le 17,32 del 14 agosto.
Quel giovedì, come era sempre accaduto a partire dal 2005, Berlusconi era atteso per la tradizionale cena di Ferragosto dalla sua amica e vicina di casa, Anna Bettozzi, una consulente immobiliare dall'età indefinita che, folgorata sulla via del rock, si è reinventata cantante con il nome d'arte di Ana Bettz. Ana e il marito ci rimangono però male, perché "lui", questa volta, non arriva.

 

Abramovich a Villa Certosa

Si presenta invece il fratello Paolo, seguito poco dopo dalla sorella, recentemente scomparsa, Maria Antonietta. Paolo si giustifica: "Silvio non è potuto venire perché ha gente a cena ". E chi siano gli ospiti, o meglio l'ospite d'onore, lo racconteranno poi i giornali. Abramovich è alla Certosa, accompagnato da un gruppo di amici per discutere di affari, politica e soprattutto di calcio: in ballo c'è il rientro al Milan dell'attaccante Andriy Shevchenko, per nulla soddisfatto dell'esperienza londinese nelle fila del Chelsea. Le cronache della serata, come sempre accade quando si parla dei raduni conviviali di Berlusconi, sono però povere di particolari.

Si sa che Mariano Apicella ha allietato la compagnia cantando "Nel blu dipinto di blu", "'O sole mio", e "'O marenariello"; che ha accennato alla chitarra, in onore dell'ospite russo, "Oci ciornie" e che con Berlusconi ha anticipato alcuni brani del loro nuovo cd, in quel momento ancora in preparazione. Su tutto il resto, invece, è buio fitto. Non è chiaro se Veronica, da poco (momentaneamente) riconciliata col marito, sia presente in villa, né chi siano le ospiti femminili del premier.
 
 

Belle donne molto in carriera

Una volta ingrandite, le foto scattate a riva e sulla barca del Cavaliere regalano comunque almeno quattro volti (e in qualche caso tatuaggi) straordinariamente somiglianti a quelli di ragazze destinate nei mesi successivi a fare molta carriera: tre stelline della tv (due protagoniste di reality e un'aspirante giornalista Mediaset), più una giovane promessa del Pdl. Inutile però cercare da loro conferme. "L'espresso" si è imbattuto in un muro di: "Non sono io" e di: "Mai stata a villa Certosa".




Ultimo aggiornamento: 20/06/09

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