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''Grave errore del Papa sui preservativi'': critiche severe da Germania, Francia, Olanda e Spagna Ma Berlusconi lo difende: ''È la sua missione''

Si moltiplicano le prese di posizione dei governi europei. Da noi si espone solo Livia Turco. L'Osservatore romano: stravolto il senso del viaggio.

Angelo Angeli
Come minimo si tratta di un disastro "comunicativo". L'Osservatore romano, l'organo ufficiale del Vaticano, si lamenta perché è stato "stravolto" il senso del viaggio di Papa Benedetto XVI in Africa, ma se si sceglie come primo approccio col Continente nero il tema del "no" ai preservativi nella lotta contro l'Aids c'è da attendersi una reazione energica. Probabilmente, però, il Vaticano non se l'attendeva così autorevole ed estesa.
I governi europei, ad uno ad uno, hanno pensato di dover dire la loro. Tranne quello italiano, che si è rifugiato in un assordante silenzio.
Ma anche tra i partiti dell'opposizione prevale un disinteresse che sa di opportunismo. Si espone solo Livia Turco. L'ex ministro della Sanità, capogruppo oggi del Pd nella commissione Affari sociali della Camera,  dichiara che: “Il preservativo all’oggi è il mezzo migliore per contrastare la diffusione di malattie gravi come l’Aids. È uno dei pochi strumenti veramente efficaci che mette al riparo dalla diffusione di patologie sessualmente trasmissibili. Quello che dovrebbe essere fatto sono campagne di comunicazione per sensibilizzare a rapporti sessuali protetti, in particolare i giovani e le popolazioni dei paesi in via di sviluppo”. 
 
 
 

Ma Berlusconi dopo 24 ore difende il Papa

 
Il presidente del Consiglio italiano ha deciso, 24 ore dopo la presa di distanza dei più importanti governi europei, di "scendere in campo" al fianco di un Benedetto XVI in evidente difficoltà sull'argomento. "Il Papa - ha detto Berlusconi - sull'Aids è coerente con il proprio ruolo, con la sua missione". 

 

L'Olanda: il Papa non percepisce la realtà

Intanto ieri dopo quelle di Francia e Germania, sono arrivate anche le critiche del governo olandese, che ha definito "estremamente dannose" le parole di papa Benedetto XVI sull'Aids e l'uso dei profilattici. "E' estremamente dannoso e molto grave che questo pontefice stia impedendo alla gente di proteggersi", ha detto il ministro dello sviluppo, Bert Koenders, in una nota.
Il ministro si dice "sinceramente stupefatto" dalle afffermazioni papali, pronunciate all'inizio del tour in Africa, un continente piagato dall'epidemia dell'Aids. "C'è un enorme stigma che circonda il problema e i malati di Aids si trovano a fronteggiare una seria discriminazione: il papa peggiora la situazione", ha aggiunto Koenders, secondo cui il pontefice "non ha il contatto con la realtà". 

 

La Spagna spedisce un milione di condom

 

Il governo di Zapatero non si limita alle dichiarazioni. Ha annunciato, infatti, che spedirà un milione di preservativi in Africa per combattere la diffusione della malattia. "L'obiettivo è sostenere i programmi di prevenzione dell'epidemia che ha colpito 33 milioni di persone in tutto il mondo, due terzi dei quali in Africa", spiega un comunicato del ministero della Salute iberico. Dall'Italia, invece, c'è da regisrtare solo un assordeante silenzio. Nessuno dei tanti ministri e sottosegretari che inonendano ogni giorni di dichiarazioni i tavloi delle redazioni si è fatto vivo. Anche l'opposizione ha pensato di avere cose più importanti da fare e da dire. Ma si moltiplicano le prese di di posizione contro l'infelice frase pronunciata da Papa Benedetto XVI in Africa, per cui "la lotta all'Aids non si fa con i preservativi".
Netta e inusuale, tanto per cominciare, la presa di distanza del governo tedesco. I preservativi hanno un ''ruolo decisivo'' nella lotta all'Aids: qualsiasi altro mezzo sarebbe ''irresponsabile''.
Lo hanno reso noto oggi i ministeri tedeschi della Sanità e dello Sviluppo in un comunicato congiunto commentando così le parole del Papa su questo tema.
Il ministro della Salute Ulla Schmidt (foto) e quello della Cooperazione economica e dello Sviluppo, Heidemarie Wieczorek-Zeul, entrambe socialdemocfratiche al governo con la premier cattolica Angela Merkel, spiegano che "i profilattici salvano la vita tanto in Europa che negli altri continenti" e hanno quindi "un ruolo decisivo".
 
 

Anche Kouchner è preoccupato

 
Dalla Francia arrivano le parole del ministro degli Esteri Kouchner, attraverso il suo portavoce Eric Chevalier. Kouchner, tra l'altro, è tra i fondatori di Medici senza frontiere ed è una personalità che Sarkozy ha voluto nel governo proprio per la sua indipendenza.
"Grandissima preoccupazione - esprime il ministero degli Esteri francese -  per le conseguenze sulla lotta contro l’Aids delle parole del Papa.
Il governo di Parigi, preoccupato evidentemente per le ripercussioni che la "scomunica" papale può avere anche sulla salute dei francesi, ritiene che "insieme all’informazione, all’educazione e ai test, il preservativo sia un elemento fondamentale delle azioni di prevenzione della trasmissione del virus dell’Aids".  La Francia - continua la nota del Quai d'Orsay - rimane "risolutamente impegnata nell’accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti, alle cure e al rispetto dei diritti delle persone che vivono con il virus Hiv".
Chevallier ha poi sottolineato l’importanza di "dar prova di spirito di responsabilità e di solidarietà ed ha reso omaggio a coloro che tutti i giorni, sul campo, applicano queste politiche di prevenzione e di accesso alle cure ovunque nel mondo".
"A proposito del contributo della Francia alla lotta contro l’Aids nel mondo, e in particolare in Africa - ha concluso il portavoce di Kouchner - le nostre iniziative e il volume dei nostri contributi testimoniano quanto sia una priorità per il nostro paese".
 


Indignato il direttore del Fondo mondiale per la lotta all'Aids

Anche il direttore esecutivo del Fondo mondiale per la lotta contro l'Aids, Michel Kazatchikine, ha espresso la sua profonda indignazione a Radio France Inter. "Queste parole sono inaccettabili. E' una negazione dell'epidemia. E fare tali dichiarazioni in un continente che è sfortunatamente quello più colpito dalla malattia, è assolutamente incredibile", ha commentato, concludendo "Chiedo che queste parole vengano ritirate, in modo chiaro".
 
 

Le reazioni del Vaticano

 
 
La prima replica del Vaticano arriva nel giro di poche ore arriva la secca - e inflessibile - replica del Vaticano: "Il preservativo non è la via". Certo, sarebbe stato singolare se la Sala stampa vaticana avesse smentito un Papa. Comunque, il direttore della sala stampa, padre Lombardi, "non ritiene che puntare essenzialmente sulla più ampia diffusione di preservativi sia in realtà la via migliore" e precisa che "il Santo Padre ha ribadito le posizioni della Chiesa cattolica".
Poi arriva in edicola anche l'edizione dell'Osservatore Romano. il quotidiano del Papa. Le persone - afferma un editoriale del direttore, Giovanni Maria Vian - dovrebbero essere messe in grado di decidere se utilizzare i profilattici per proteggersi dal contagio con il virus dell'Aids". Il viaggio di Benedetto XVI in Africa è importante e i media "lo hanno percepito", "sia pure riducendolo a un solo aspetto, per di più stravolto in chiave polemica, e cioé quello dei metodi per contrastare la diffusione dell'Aids.
"L'importanza del viaggio ha diversi aspetti - spiega Vian - : la visita (la terza di un Papa in poco più di un ventennio) a due grandi Paesi quali il Camerun, presentato non a torto come un'Africa in miniatura, e l'Angola; la vicinanza che anche in questo modo il vescovo di Roma vuole dimostrare a tutto il continente africano, dove il cattolicesimo è giovane e in vigorosa crescita, su radici antiche e con realizzazioni rilevanti; la dimensione collegiale, che è ancora più accentuata di quanto non sia solitamente nelle visite papali internazionali".
"Benedetto XVI viaggia, come i suoi predecessori - conclude l'Osservatore - per testimoniare e annunciare il Signore. E questo ha effetti politici in senso alto. Anche ora, nel sollecitare il continente africano e tutta la comunità internazionale - conclude - a un impegno comune che aiuti a superare la crisi globale".
Ma l'impressione generale è che la frittata ormai sia stata fatta.
 



Ultimo aggiornamento: 19/03/09

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