''Consumi in calo, mai così giù dal dopoguerra''
Confcommercio: nel 2012 -2,8%: per un dato peggiore bisogna tornale agli anni '30. Male anche il Pil: -2,2%. Sangalli: "Serve la riforma fiscale".
Martina Aureli
Il ribasso dei consumi delle famiglie previsto dalla Confcommercio per il 2012 è pari al 2,8% e rappresenta la caduta più forte dal dopoguerra.
Secondo l'organizzazione, infatti, per trovare un calo peggiore bisogna tornare agli anni trenta.
E non va meglio per il livello del Pil. “Sta raggiungendo i suoi minimi storici”: afferma il direttore dell'ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella.
I picchi negativi, spiega, si sono raggiunti tra aprile-giugno e saranno riaggiornati tra luglio e settembre 2012.
Male anche le stime del Pil
Le nuove stime indicano un calo del Pil per il 2012 del 2,2% (dal -1,3% di marzo). Anche il 2013 peggiora: se nei mesi precedenti Confcommercio aveva previsto un pareggio, oggi stima una riduzione dello 0,3%.
Sangalli: “Serve una riforma fiscale”
La riforma prioritaria per uscire dal tunnel della crisi secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli è quella fiscale.
"Per i contribuenti in regola - dice il numero uno dei commercianti - la pressione fiscale ha raggiunto un livello record del 55% e con una pressione fiscale così alta non ci può essere crescita".
Ultimo aggiornamento: 02/08/12