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''Siamo di Visa'': la frode al telefono

(dal 25/02 al 04/03/2010) Antonio Lubrano



Firmata da Manuela Russo, Banca d’Italia, Servizio informazioni sistema creditizio, Vermicino-Frascati (Roma), arriva sui blog una e-mail che trascrivo con qualche abbreviazione ma che merita di essere letta e meditata.  La Royal Bank of Canada ha avvertito i suoi clienti di una truffa ai danni di possessori di carte di credito (Visa, Mastercard eccetera), che si sta allargando ed è presumibile che tornerà in Europa (il Salvagente l’aveva già raccontata nel settembre 2008 quando imperversava in Italia). Gli autori sono in possesso dei numeri di serie delle carte - e, aggiungo io, non si sa come li hanno ottenuti - e quindi non li chiedono. Il sotterfugio è un altro. Ecco che cosa potrebbe succedere.
Qualcuno vi telefonerà, dirà come si chiama e che parla dall’ufficio antifrodi della Visa (oppure Mastercard, American Express...). E preciserà, per tranquillizzarvi: “La mia matricola di funzionario Visa è la 12460”. Quindi spiegherà che “il nostro sistema di sicurezza ha segnalato un acquisto insolito” e che la telefonata è una verifica. “Con la sua carta di credito Visa emessa dalla banca tal dei tali (citerà esattamente il nome della vostra banca), Lei ha per caso acquistato via internet biglietti aerei per 497.99 dollari (o euro) dalla società XY?”.
Al no, il falso funzionario continuerà: “Si tratta di una società che stiamo tenendo d’occhio poiché effettua degli addebiti tra 297 e 497 dollari (euro) per volta e restando sotto i 500 dollari non è facilmente controllabile. Ora con il suo aiuto abbiamo potuto appurare che si tratta di un tentativo di frode e così questa somma Lei la vedrà addebitata sull’estratto conto del mese ma le verrà eseguito lo storno per lo stesso importo non dovuto, così il saldo sarà pari”. Più tranquillizzante di così…
Infine il truffatore vi darà il numero verde di un fantomatico ufficio antifrodi internet e il codice della pratica che lui ha aperto (un numero a sei cifre). “Un’ultima cosa. Avrei bisogno di verificare se lei è davvero in possesso della sua carta. Dia uno sguardo al retro: vedrà due numeri, uno di quattro cifre che è una parte del numero di serie della carta e l’altro di tre cifre (codice di sicurezza), ossia quelle che vengono normalmente utilizzate per gli acquisti via internet, poiché sono la prova che lei possiede fisicamente la carta. Me li può leggere per favore ?”. Ecco la trappola. Voi li leggete e lui dirà: “Ok, codice corretto”. Il suo gioco è fatto. Era proprio il codice di sicurezza che gli mancava per rubare quei 497 dollari o euro dalla vostra carta di credito.
Se vi dovesse succedere rispondete che chiamerete direttamente la Visa (oppure Mastercard eccetera) per la verifica della conversazione. E poi ricordatevi che le società che emettono le carte di credito non chiedono mai per telefono i vostri codici. Con le truffe non si finisce mai.



Ultimo aggiornamento: 25/02/10

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