"Silvio, divorzia", non c'è nessuna comprensione sui giornali di destra per l'ultima uscita di Veronica Lario Berlusconi (in una foto di gioventù) contro veline e feste in discoteca al compleanno della diciottenne Noemi. Il Giornale (di proprietà di Paolo Berlusconi) accredita, anzi, la versione del fratello-presidente: è un vecchio amico di famiglia, il padre di Noemi faceva l'autista di Craxi (ma quanti autisti aveva Craxi?) e quindi che c'è di male, trovandosi a Napoli, passare al compleanno della figlia? Nessun riferimento, ovviamente, al ciondolo di diamanti in regalo.
Evidentemente il padre e la madre di Noemi (quest'ultima bella valletta venti anni fa di Canale 21, la più grande tv napoletana) qualche merito ce l'hanno. Comunque non se ne dà notizia. Qualche lettore sospettoso ce l'ha pure Il Giornale. Meglio evitare.
La scimitarra di Feltrie il "ricovero coatto"
Ma chi impugna la scimitarra è Vittorio Feltri. Il direttore di Libero comincia pubblicando una serie di tre foto di Veronica seminuda quando faceva la valletta (in realtà in quelle immagini recitava in teatro e proprio in una di quelle occasioni colpì la fantasia di Silvio Berlusconi".
Comunque, nel suo commento, Feltri parla addirittura di un possibile "ricovero coatto" della signora. "È la seconda volta - scrive il direttore di Libero - che Veronica Lario consegna i propri sfoghi di sposa insoddisfatta a mezzi di comunicazione; e sia nel primo caso sia nel secondo ci siamo domandati cosa l’abbia spinta a rivolgersi ai giornalisti anziché agli avvocati, sicuramente più idonei a dirimere contenziosi coniugali.
Non abbiamo saputo darci una risposta. Posso solo dire - continia Vittorio Feltri - che nei panni della signora - e mi è difficile immaginarmi coi tacchi a spillo - avrei agito diversamente, anche solo per evitare il rischio di un ricovero coatto in struttura psichiatrica. Anche a me sono capitati dei litigi in famiglia, come a tutti, ma non mi è mai venuto in mente di raccontarli a un qualche cronista. Veronica invece, quando a suo giudizio il marito si comporta male, non se ne lagna con lui ma va in piazza a gridare la propria rabbia. Sarà una donna stravagante, forse eccentrica; sicuramente è pericolosa per Berlusconi, capo del più grande partito italiano, impegnato nella campagna elettorale europea, e presidente del Consiglio".
Lesa maestà in campagna elettorale
Insomma lesa maestà e per di più in campagna elettorale. E, infatti, sullo stesso numero di Libero c'è l'invito "a liberare" la signora Veronica da Berlusconi. "Il ciarpame dell'imperatore. Così Veronica Lario ha bollato le nuove candidate del Cav. Ci piace pensare - scrive sotto la testatina "In primo piano" Albina Perri - che la critica non punti tanto sul fatto che le ragazze siano carine, che male c'è, ma che non siano preparate, provenendo dal mondo dello spettacolo e della tv. La sinistra s'indigna, e dimentica le sue, di veline, da Flavia Vento ad Alba Parietti, e vogliamo parlare della Ferillona? Ma Veronica sorvola: queste veline sono più veline di altre, sono veline dentro per il gusto e gli occhi di Silvio. E va be. Ammesso e non concesso che sia così, che queste nuove subrette della politica siano effettivamente povere di contenuti (anche se poi Carfagna e company hanno sorpreso tutti), più povere di tutte le altre del passato (ma chi aveva candidato Cicciolina?), ecco, la domanda è: ma Veronica, prima di fare la moglie, non era mica un'attrice? Non viene anche lei da quel mondo lì? Certo, gli anni l'avranno ingentilita, la residenza ad Arcore pure, ma lei è pur sempre una velina degli anni che furono. Eppure non si riterrà ciarpame dell'imperatore. Non penserà di se stessa di essere stata tutta tette e fondoschiena. Penserà di aver avuto un cervello, e di averlo ancora. Quindi, perché questa acidità? Forse Veronica è triste. "Io e i miei figli siamo vittime", scrive.
"Silvio divorzi, i cattolici chiuderanno un occhio"
"Attenzione alle parole, sono rivelatrici: Veronica - continua l'ineffabile Albina Perri - sembra scrivere da prigioniera. E' chiusa nel carcere di un menage familiare obbligato. Come se fosse una condanna vivere al fianco del Cavaliere. Un appello, allora: liberiamo Veronica, stringe il cuore a vederla così, costretta alle pubbliche lamentazioni, a tirare in ballo pure la prole. Liberiamo Veronica dalla sua prigione, dal suo ergastolo: promettiamo al Cav che non perderà voti, se si separa. Anche i cattolici chiuderanno un occhio. E alla sinistra pure, chiediamo l'unità nazionale come per le calamità. La soluzione c'è, per la felicità. Liberiamoli".
Per Il Giornale è Lady Penelope
Per Il Giornale di Paolo Berlusconi "Lady Penelope è tornata a farsi sentire. Il comunicato dell’altra sera in cui Veronica Lario Berlusconi definisce "ciarpame senza pudore a sostegno del divertimento dell’imperatore" le notizie sulla componente femminile delle liste Pdl per le europee ha fatto il giro del mondo. Non per il giudizio politico, ovviamente, ma per la scudisciata al marito. Un caso che si ripete. "Credo di essere stata una moglie perfetta per Silvio, per l’uomo che è - raccontò Veronica Lario nel libro-intervista Tendenza Veronica -. Ha potuto concentrarsi su se stesso e il suo lavoro, avendo una moglie che non gli ha fatto pesare la sua assenza all’interno della famiglia, non ha creato rivalità e non gli ha mai fatto la guerra». Era il giugno 2004 quando la signora Berlusconi infranse il lungo riserbo confessando di essere stata "vittima dei pettegolezzi" e di aver subìto "il morso della gelosia" senza chiedere "ciò che lui non poteva darmi»: niente "percorsi comuni" ma "una vita parallela senza interferenze" nel rispetto di "quel suo desiderio di apertura verso il mondo".
Ma poi Stefano Filippi, l'autore dell'articolo - decisamente più delicato di quelli di Libero - ricorda che spesso sono bastati dei gesti "carini" da parte di Silvio per riconciliarsi.
Quando Veronica era rinchiusa nella villetta della Fininvest
Nessuno ricorda, però, che il "morso della gelosia" della signora Veronica ha fondate ragioni din esistere proprio per quanto accadde all'inizio della sua storia con Berlusconi, che era ancora sposato - all'epoca - con la madre dei suoi primi due figli, Marina e Piersilvio, dalla quale tornava tutte le sere nella casa in cui abitavano tutti insieme. Mentre la "nuova fiamma" Veronica, già incinta del suo primo bambino rimaneva chiusa la sera dentro la villetta della Fininvest (come si chiamava a quei tempi Mediaset) ben nascosta agli occhi del mondo. Chi più di Veronica può temere, quindi, le "doppie vite" di Berlusconi?