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Corigliano, in migliaia ai funerali di Fabiana Luzzi

Cerimonia col rito dei testimoni di Geova al Palazzetto dello Sport. C'è anche la Idem.

Angelo Angeli
Alle 16 e 30 puntuali, nel palazzetto dello sport di Corigliano, sono iniziati i funerali di Fabiana Luzzi, la ragazza non ancora sedicenne massacrata dal fidanzato. La funzione religiosa è celebrata con il rito dei Testimoni di Geova che è la religione della famiglia della vittima.
E sono migliaia - più di 5 mila - le persone presenti per dare l'ultimo saluto alla giovane, e per sostenere la mamma e il papà di Fabiana. Il corpo della ragazza è stato  all'interno di una bara bianca, sormontata da un grande mazzo di rose dello stesso colore. 
Partecipa, a titolo personale, il ministro alle Pari opportunità Josefa Idem.
 
 

Fabiana era ancora viva quando il fidanzato le ha dato fuoco

Fabiana era viva, anche se agonizzante, quando il suo fidanzato di nemmeno 18 anni ha iniziato a cospargerla di benzina e le ha poi dato fuoco. Lo ha confessato lui stesso agli inquirenti durante l'interrogatorio di sabato notte, quando ha raccontato per filo e per segno come ha ucciso la ragazzina, la ex fidanzatina che non lo voleva più, e che lui ha deciso di "punire" con sette coltellate.
La dinamica di questo atroce delitto è stata così ricostruita per intero: i due sono arrivati in motorino in contrada Chiubbica, in un viottolo sterrato fuori dal paese nuovo di Corigliano. Era il primo pomeriggio, non c'era anima viva.
La mamma della ragazza: "Tutti l'amavano, tranne uno".

"Andiamo a chiarire"

Erano andati lì per chiarire: si erano lasciati ma Fabiana non voleva più saperne di quel ragazzo violento. Persino i genitori di lei sapevano di quella relazione, che lui la picchiava, e volevano che lei lo lasciasse perdere: era un bullo.  Ma a chiarire la quindicenne (in raltà i 16 doveva ancora compierli, il 13 giugno) ci è andata lo stesso.
Quando lui le ha espresso il desiderio di tornare assieme gli ha detto di no, di alsciarla in pace, e allora sono partite le urla e gli schiaffi. E' stato allora che il "fidanzatino" ha tirato fuoi il coltello, e le ha sferrato sette coltellate.
 

Un'ora ad aspettare la morte

Così Fabiana è caduta a terra, lui l'ha trascinata per alcuni metri fin sotto a un albero, ma non è morta. Gli esami hanno chiarito che nessuno dei fendenti era mortale, e quando il ragazzino si è allontanato, lei è rimasta a terra sanguinante, forse cercando aiuto, ma invano. E' rimasta lì per circa un'ora, il tempo che lui andasse acercare una tanica di benzina.


Urla e scottature


"Mi sono fermato all'Agip, ho riempito una tanica di venti litri, sono tornato indietro, volevo incendiare il corpo. Ma lei era ancora viva. Mi insultava ancora, "bastardo", mi diceva... ", ha detto agli investigatori.
Il racconto a questo punto si fa così orrendo che ha dell'incredibile: "Le ho versato la benzina addosso, ho dato fuoco, lei strillava, 'non farlo!', io mi sono scottato mani e faccia. Ho buttato borsetta e cellulare tra i fichi d'india, e pure il coltello. Sono andato in ospedale a farmi medicare e mi sono inventato le storie che vi ho raccontato prima. Ma è tutto falso. L'ho ammazzata io, Fabiana, però l'amavo. Eravamo gelosi, tanto".
 

"Ora ho sonno"

Nella notte della confessione, mentre la folla lo aspettava fuori dalla caserma, ha anche avuto il coraggio di chiedere : "Portatemi direttamente in carcere, per Corigliano non ci voglio passare. E poi sono stanco, ho sonno, voglio andare a dormire".
 

L'aggiornamento precedente: l'omicidio

A 18 anni non ancora compiuti ha accoltellato a morte la fidanzata, Fabiana Luzzi (nella foto pixelata della home e in basso) quasi sedicenne e poi ha dato fuoco al cadavere.
Ma il ragazzo di Corigliano Calabro (Cosenza) è stato subito fermato dai carabinieri nella notte fra sabato e domenica per omicidio volontario e ha confessato.
Nel corso della notte è stato trasferito nel carcere minorile di Catanzaro, dopo essere stato interrogato da un magistrato della Procura di Rossano.

 

Smentisce che era ancora viva

"Non è vero che era ancora viva quando le ho dato fuoco": il ragazzo smentisce un'indiscrezione sulla sua confessione. Anzi ha spiegato di aver ucciso Fabiana e poi di essere andato in giro per cercare la benzina.
Il ragazzo, la cui identità è tutelata dagli inquirenti finora per la minore età, ha raccontato i particolari dell'omicidio al pm della Procura di Rossano durante l'interrogatorio avvenuto nella notte.
 

 

"Voglio dormire..."

 
 
"Sono stanco, voglio andare a dormire": è la frase ripetuta più volte dal ragazzo, che compirà 18 anni la prossima estate, studente all'Istituto tecnico di Corigliano.
Lui non ha mai pianto nel corso dell'interrogatorio e non avrebbe mostrato alcun segno di pentimento per quello che ha fatto. Solo saltuariamente ha manifestato un minimo di emozione.
 
 

La picchiava spesso

 
In gruppo era un ragazzo silenzioso, ma con Fabiana usava spesso alzare le mani, riferiscono gli amici di lei. Sono stati in molti a fare visita ai genitori della ragazza e più d'uno, con gli occhi arrossati, ha raccontato che lui aveva un rapporto morboso nei confronti della giovane.
 
 

Il silenzio sotto casa

Regna il silenzio più assoluto attorno alla palazzina in cui abitano i genitori del diciassettenne. Nello stabile, nella periferia del centro dell'alto Jonio cosentino, dove abitano anche alcuni parenti del padre del giovane, nessuno vuole parlare. Quando i giornalisti si avvicinano al portone, da un terrazzo arriva l'invito perentorio ad andarsene, senza alcuna possibilità di dialogo.
 

 

Funerali col rito dei testimoni di Geova

 
I funerali di Fabiana saeranno celebrati, molto probabilmente con il rito dei Testimoni di Geova.
La famiglia della ragazza, infatti, appartiene a questa comunità ed avrebbe già espresso la volontà di svolgere la cerimonia funebre con il rito previsto dalla sua fede. In ogni caso, stamani, i genitori della vittima hanno ricevuto anche la visita di sacerdoti della Chiesa cattolica.

Il delitto venerdì scorso

Il delitto è avvenuto venerdì. Lo stesso giorno il ragazzo si è presentato in ospedale per farsi medicare ustioni al volto. Contemporaneamente i genitori della fidanzata hanno presentato denuncia di scomparsa, non avendola vista tornare dall'istituto per ragionieri che frequentava.
 

Incensurato ma è un bullo

I carabinieri si sono insospettiti e hanno cominciato a torchiare il fidanzato, incensurato e di buona famiglia, ma conosciuto come un bullo.
Anche la sua fidanzata apparteneva ad una famiglia normale: l'anno scorso tuttavia si era allontanata da casa ed era stata ritrovata da amici a Bologna. La relazione fra i due è stata definita turbolenta.

Ieri un nuovo interrogatorio

Ieri pomeriggio i carabinieri hanno ripreso ad interrogare il ragazzo, che ha dato motivazioni poco credibili per le sue ustioni. Poi in serata ha ceduto ed ha confessato tutto, indicando dove si trovava il cadavere, non lontano dalla scuola della vittima. L'arma del delitto non è stata ritrovata.

Nel carcere minorile di Catanzaro

L'omicida nella notte fra sabato e domenica è stato messo in stato di fermo e quindi interrogato da un magistrato della Procura di Rossano (su delega di quello della Procura dei minori di Catanzaro). Al termine è stato portato al carcere minorile di Catanzaro.



Ultimo aggiornamento: 28/05/13

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