Acqua fuorilegge: ecco la mappa dei Comuni in deroga
L’elenco dei 97 comuni con tutti i nomi (pubblicato integralmente dal settimanale e di cui in questa sede vi anticipiamo solo i numeri) vede il Lazio come assoluto protagonista degli “sforamenti”.
Di seguito anticipiamo la mappa delle 3 Regioni che usufruiscono delle deroghe, i minerali per cui sono concesse e gli effetti sulla salute di un eccessivo consumo di ognuno di questi elementi.
Toscana
boro: 5 comuni
arsenico: 2 comuni
arsenico+boro: 10 comuni
totale: 17 comuni
Lazio
arsenico: 15 comuni
fluoruri: 5 comuni
arsenico+fluoruri: 59 comuni
totale: 79 comuni
Campania
fluoruri: 1 comune
totale: 1 comune
Boro
Metalloide trivalente, se ingerito, a lungo termine può incidere negativamente sulla capacità riproduttiva, soprattutto maschile. Esperimenti condotti su animali da laboratorio hanno evidenziato la formazione di lesioni testicolari. Il valore guida dell’Oms (0,5 mg/l) è un parametro di rischio: più ci si distacca dalla soglia di riferimento più aumentano i rischi per la salute. I limiti per l’acqua potabile sono di
1 mg/l. Le deroghe alzano la soglia a 3 mg/l.
Arsenico
Semimetallo presente soprattutto nelle aree
di origine vulcanica, è anche componente di alcuni erbicidi. L’esposizione prolungata è associata
a tumori di pelle, vescica, rene e polmoni.
Il limite nell’acqua potabile
è 10 mcg/l. Le deroghe alzano la soglia a 20 mcg/l, ma ne vietano il consumo a bambini fino a 3 anni e donne incinte.
Fluoro
Minerale presente naturalmente in tutte le fonti d’acqua, in eccesso in quelle di origine vulcanica. L’assunzione di quantità elevate nei bambini può dare luogo a ritardi della crescita, calcificazione delle articolazioni e dei tendini, fluorosi dentale (macchie bianche sullo smalto dei denti), alterazioni dei reni e del fegato.
I limiti per l’acqua potabile sono di 1,5 mg/l. Le deroghe concesse dal governo innalzano la soglia a 2,5 mg/l. Solo le acque in bottiglia che superano la soglia di 1,5 mg/l, però, devono recare in etichetta l’avvertenza “non è opportuno il consumo regolare da parte dei lattanti e dei bambini di età inferiore a sette anni”.
Ultimo aggiornamento: 25/07/12