Al mare i massaggi non sono vietati?
(15-22/7/2010)
Antonio Lubrano
La signora dell’ombrellone accanto racconta con grande entusiasmo del massaggio - “terapeutico”, specifica - al quale si è sottoposta un’ora prima e suggerisce a mia moglie di provare. “Vedrà che fra poco il cinesino ripassa”. Ma lo sa - dico - che questi massaggi sulle spiagge sono vietati? La bagnante, una simpatica quarantenne, mi guarda infastidita. “Oh, questa è nuova. E perché mai?”. Sto per risponderle ma l’occhiataccia di mia moglie mi blocca per un istante. So che vuol dire: siamo in vacanza, lascia perdere, se la nostra vicina non legge i giornali tu che ci puoi fare, e poi era così felice del risultato, poverina.
Insomma, non posso ritirare la mano dopo aver lanciato il sasso: “Perché c’è il rischio di infezioni e da tre anni il ministero della Salute ha proibito la pratica”. “Grazie”, replica inaspettatamente la signora, “corro a farmi una doccia”. E infatti si dilegua.
L’episodio nel suo minimo dimostra due cose: che le norme non sono mai pubblicizzate abbastanza e che i controlli per farle rispettare sono pressoché inesistenti. Fermiamoci alle spiagge: i cani non sono ammessi ma le frequentano normalmente; gli stabilimenti balneari devono lasciare libera la battigia piantando i loro ombrelloni a 5 metri dal mare, ma vi risulta che qualche bagnante non cliente riesca a stendere il suo asciugamani in quello spazio?
E ora il massaggio cinese. Il ministero della Salute, come nel 2008 e nel 2009, ha emesso un’ordinanza “per la tutela dell’incolumità pubblica dal rischio derivante da massaggi lungo i litorali”, estetici o terapeutici, eseguiti da “ambulanti privi di preparazione in luogo non idoneo”. E questo perché “l’assenza di igiene delle mani - ha precisato il sottosegretario Francesca Martini, che ha firmato il documento - può essere veicolo di trasmissione di infezioni cutanee”.
Chi deve provvedere al rispetto di questa norma? I sindaci dei comuni rivieraschi e i gestori dei bagni hanno l’obbligo di segnalare le violazioni alle autorità. Ebbene, sulla spiaggia sarda dove passo questi giorni di vacanza le cinesine e i cinesini che offrono massaggi, estetici o terapeutici, lavorano indisturbati.
Siamo il paese che in Europa vanta il maggior numero di leggi, 45mila contro le 5-6mila di Francia, Germania e Inghilterra, e anche dopo la semplificazione di cui il ministro Calderoli si vanta, sono sempre tante. Ma in quanti altri ambiti, oltre quello delle spiagge, sono rispettate o c’è chi ne impone l’osservanza? Me lo chiedo perché ogni giorno in Italia la sensazione prevalente è ormai questa: ognuno fa quel che gli pare e se ne infischia delle leggi. Se sbaglio, correggetemi.
Ultimo aggiornamento: 26/07/10