Arriva al cinema ''Biancaneve e il cacciatore'' di Sanders
Nelle sale anche "Cena tra amici" di De La Patellière e Delaporte.
Vito Lamberti
Non è una Biancaneve adatta ai più piccoli quella in arrivo questo week-end nelle sale, ma è sicuramente un’eroina che risulterà molto affascinante ad adolescenti e adulti. Il nuovo film tratto dalla favola dei fratelli Grimm e poi divenuto un classico della Dysney s’intitola “Biancaneve e il cacciatore”, e lo dirige un esordiente, Rupert Sanders.
Sentiremo parlare molto di questo ragazzo in futuro, perché è davvero ammirevole il modo in cui sia riuscito a centrare un giusto equilibrio tra la fascinazione favolistica e la voglia di rileggere, in chiave contemporanea, una delle storie più conosciute al mondo.
Una Biancaneve giustiziera
E non è forse la crudelissima Ravenna, la strega cattiva che Charlize Theron interpreta con impressionante bravura, somigliante a certe donne di oggi che proprio non vogliono accettare i segni della vecchiaia? Così crudele Ravenna, che nei villaggi vicini per paura di indispettirla, le giovani donne si deturpano il viso. Non lo farà Biancaneve, una Kristen Stewart qui impegnata nel tentativo di togliersi dal volto quell’immagine sottomessa a cui ci ha abituato, che insieme al suo principe (questa volta alleato ben prima del fatidico bacio) e un cacciatore che, forse, segretamente la ama, si ergerà a paladina della giustizia.
Un’ottima fantasia
Il film di Sanders colpisce soprattutto per la buona dose di fantasia che gli consente di gestire con fermezza le parti “rilette” della storia originale e di non toccare – anzi forse le lucida come si farebbe come una preziosa argenteria – i momenti canonici della fiaba di Biancaneve. Il suo film è continuamente attraversato da atmosfere dark, mai gratuite, che tanto fanno pensare a quel terrore della foresta nera causa di molti spaventi per i bambini all’epoca del film della Dysney.
Gara di bravura fra la Theron e la Stewart, ci dispiace per Biancaneve ma noi lo scettro lo diamo alla strega!
“Cena tra amici” - Alexandre De La Patellière e Matthieu Delaporte

È una commedia molto sagace quella propostaci ancora una volta dal cinema francese, “Cena tra amici”, adattamento cinematografico di un’acclamata opera teatrale dal titolo “Le prénom”, firmata sullo schermo dagli stessi autori del testo originale, Alexandre De La Patellière e Matthieu Delaporte. Cinque persone, due coppie e un single, sono chiuse per tutta la durata del film in un soggiorno. Si discute sul nome che Vincent (Patrick Buel) vuole dare al suo bambino: Adolphe. Per suo cognato Pierre (Charles Berling), professore universitario altezzoso e dichiaratamente di sinistra, quel nome è uno scempio, perché ricorda inevitabilmente quello di Hitler. Il sarkozyano Vincent, però, lo mette in crisi quando gli dice che non è stato Hitler ad ispirarlo, ma l’Adolphe protagonista del romanzo di Benjamin Constant, capolavoro della letteratura francese del romanticismo.
Tutto per un nome
Vincent è spalleggiato dalla moglie Babou (Valérie Benguigui), frustrata professoressa di una scuola media di periferia, la quale, però, rinfaccerà a Vincent di averla rilegata nel ruolo di colf part-time. Insieme a loro, un amico d’infanzia, Claude (Guillaume de Tonquedec) e Anna (Judith El Zein), la donna di Vincent, che in grembo porta il futuro “Adolphe”.
Ricorda Carnage di Polanski
Inevitabile, soprattutto nella messa in scena, che “Cena tra amici” ricordi il “Carnage”, firmato Yasmine Reza e portato sullo schermo da Roman Polanski. Sorprendente, però, come nel paragone, la cena non sfiguri, anche se talvolta risulta troppo citazionista, troppo volutamente intellettuale. In Francia, comunque, il film è stato un grosso successo commerciale. Da vedere.
Ultimo aggiornamento: 13/07/12