L’articolo 18, così come lo conosciamo oggi, resterebbe solo per i licenziamenti discriminatori.
E’ questa l’idea che il ministro Fornero
cerca di far digerire ai sindacati. Il governo lavora sull’intenzione di prevedere il solo risarcimento (e non il reintegro sul posto di lavoro) nei casi di licenziamento individuali per motivi economici.
Fin qui nulla di nuovo, è una proposta su cui l’esecutivo lavora da giorni. Ma la novità “dell’ultima ora” è che la stessa formula (addio al lavoro e solo indennizzo) si potrebbe allargare anche all’allontanamento per motivi disciplinari.
Motivi disciplinari: il modello tedesco
In questo caso - fino ad oggi - il lavoratore, se il giudice riteneva che non esista il giustificato motivo, otteneva reintegro e indennizzo. Con la riforma, invece, avrebbe diritto - a discrezione del giudice - al reintegro o all'indennizzo fino a 18 mensilità, secondo il modello tedesco.
Se così davvero fosse, ecco che l’obbligo di reintegro sul posto di lavoro resterebbe solo per motivi discriminatori.
Tra 2 anni stesso regime per tutti
Ma le nuove norme varrebbero solo per i nuovi assunti? Si sta affacciando l' idea che possano valere senz' altro per i nuovi assunti e tra un paio d' anni, a crisi superata, anche per i vecchi.
Un modo per evitare il doppio regime.