Bavaglio, il governo cede: pubblicabili le intercettazioni rilevanti, i finiani esultano
Per il premier "così non cambia nulla". Il presidente della Camera: "Ha prevalso il buon senso". Escluso il rinvio a settembre.
Angelo Angeli
Alla fine, dopo tante resistenze, il governo ha ceduto. E ha fatto marcia indietro sul ddl intercettazioni, la cosiddetta Legge bavaglio. Secondo l'ultimo emendamento presentato dal governo, infatti, le intercettazioni saranno coperte da segreto fino alla conclusione della cosiddetta 'udienza-filtro'.
È durante questa udienza che il magistrato dovrà escludere quelle estranee alle indagini. In questo modo, le intercettazioni considerate da giudice e pm rilevanti, potranno essere pubblicabili "anche per riassunto".
"Cade così il bavaglio per la stampa - commenta la finiana Annamaria Siliquini - è una vittoria del Parlamento". A chiedere questa modifica, infatti, erano stati i finiani anche su 'suggerimento del Colle'.
E im serata interviene lo stesso presidente della Camera. "Ha prevalso il buon senso", commenta Gianfranco Fini, parlando di "buon compromesso".
"Un compromesso - prosegue - che per me afferma tre grandi valori costituzionali: libertà di stampa, diritto alla privacy e diritto-dovere delle autorità di polizia di contrastare il crimine e accertare le responsabilità".
Berlusconi si lamenta
Nonostante il passo indietro su un'iniziativa legislativa della sua maggioranza, Berlusconi si lamenta dell'esito dei lavori parlamentari: "Con le modifiche di oggi la legge sulle intercettazioni lascerà pressappoco la situazione come è adesso, e cioè non lascerà gli italiani parlare liberamente al telefono e l'Italia non sarà un Paese davvero civile".
Berlusconi - durante la sua visita al Milan - ha spiegato che "la battaglia sulle intercettazioni porta fuori il difetto della nostra democrazia costruita con un'architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democraticizzazione".
Proseguirà quindi "lo scandalo assoluto di un privato che, senza aver commesso reati, può venire registrato e vedere poi le sue conversazioni su un giornale che possono avere un peso completamente diverso visto che basta tagliare una frase".
"Queste leggi non piacciono - ha proseguito - a certi signori della magistratura di sinistra che le impugnano davanti alla Corte Costituzionale composta a sua volta da undici giudici di sinistra".
Il Pdl esclude il rinvio a settembre
Se in mattinata si parlava del disegno di legge rinviato a settembre, ora l’ipotesi è ampiamente esclusa.
Per il Pdl non ci sarà alcuno slittamento del voto: la maggioranza sarà pronta a portare in Aula alla Camera il provvedimento sulle intercettazioni, come previsto, per il 29 luglio.
Il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato per mercoledì mattina alle 9.
“L'emendamento del governo - ha spiegato più dettagliatamente Emilio Costa, capogruppo del Pdl in commissione - è un emendamento di sintesi ed è un tassello che completa il percorso. Mercoledì mattina scadono i termini per i subemendamenti e poi si comincerà a votare in commissione per essere pronti per il 29 luglio. Non ci sarà alcun rinvio”.
Slittano i lavori della commissione: ddl a settembre?
Slitta la riunione della Commissione giustizia della Camera, che si sarebbe dovuta tenere stamattina alle 10 per cominciare l'esame degli emendamenti al disegno di legge sulle intercettazioni.
Pochi minuti prima dell'inizio, la comunicazione del rinvio fino al termine dei lavori odierni dell'aula di Montecitorio. Lo slittamento, si spiega nella maggioranza, fa capire che ci sono difficoltà, soprattutto da parte del governo, nel trovare un punto di equilibrio tra le istanze dei finiani, i suggerimenti del Colle e le finalità del provvedimento.
Difficoltà che fanno circolare le voci su un rinvio a settembre.
L’opposizione: “La maggioranza vacilla”
"L'ennesimo slittamento dei lavori della Commissione Giustizia alla Camera dimostra che la maggioranza continua ad avere dei problemi. Vacilla'': così il capogruppo Pd nella seconda commissione di Montecitorio, Donatella Ferranti.
Mentre per Massimo Donadi, capogruppo alla Camera per l’Italia dei Valori: “Il Pdl è da mesi avvitato sulla legge bavaglio e costringe il Parlamento ad occuparsene, mettendo in secondo piano i veri problemi del paese”.
“Una legge abominevole – la definisce Donadi - una mannaia sulla libertà di stampa, ed una tragedia per la sicurezza dei cittadini”.
Il Pdl smentisce il rinvio a settembre: “Ci siamo”
A smentire difficoltà interne alla maggioranza e il conseguente rinvio a settembre ci pensa Enrico Costa, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia.
“Stiamo semplicemente discutendo gli ultimi dettagli sul nuovo emendamento che introduce l'udienza filtro, per stabilire le parti pubblicabili da quelle segretate'': spiega Costa all'Asca. “Ormai ci siamo”, aggiunge. Senza dare credito alle voci su un possibile slittamento dopo l’estate.
Ultimo aggiornamento: 21/07/10