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Spumante o champagne? Le bollicine fanno bene al cuore

Lo dice uno studio della Reading University. Le considerazioni del professor Cannella.

Eleonora Limiti
I tappi di fine anno sono, ormai, pronti a saltare. Ma c'è un motivo in più, quest'anno, un motivo in più per brindare al nuovo anno con un bel bicchiere di champagne.
Le bollicine, infatti, saecondo una ricerca inglese della Reading University coordinata da uno scienziato, Jeremy Spencer, fanno bene al cuore.
C'è uno scienziato, Jeremy Spencer, disposto a firmare questa speciale "ricetta", perché è convinto che lo champagne abbia effetti benefici sulla salute del nostro apparato cardio-circolatorio. Proprio come il vino rosso.
 
 

Lo studio pubblicato dal British Journal of Nutrition

Nello studio di Spencer e colleghi, pubblicato sulla rivista "British Journal of Nutrition", è stato scoperto che lo champagne contiene polifenoli antiossidanti capaci di ridurre gli effetti dei radicali liberi nel nostro organismo. In particolare, questi antiossidanti rallenterebbero la rimozione dell’ossido di azoto dal sangue, abbassando la pressione sanguigna e quindi riducendo il rischio di sviluppare problemi cardiaci. "Abbiamo scoperto - ha detto Spencer - che un paio di bicchieri al giorno hanno un effetto benefico sulle pareti dei vasi sanguigni, il che significa che lo champagne è potenzialmente in grado di ridurre ictus e malattie cardiache".
 

Lo abbiamo chiesto al professor Cannella

Un’alternativa meno costosa dello champagne, potrebbe essere invece il prosecco, perché anch’esso è una fonte ricca di antiossidanti. Ma sarà davvero così? ilsalvagente.it lo ha chiesto a Carlo Cannella, esperto professore di Scienze dell’Alimentazione, nonché direttore della Scuola di specializzazione dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università "La Sapienza" di Roma.
 
 
Secondo lo studio condotto da Jeremy Spencer, lo champagne ha effetti benefici sulla salute del nostro cuore. Secondo lei è un’ipotesi plausibile?
Perché no, si tratta di una bevanda contenente etanolo (derivato dalla fermentazione del glucosio) e altre sostanze estratte dalla buccia dell’uva dopo la pigiatura come le phytochemicals (molecole bioattive che non nutrono ma proteggono), e questa è una proprietà comune a tutte le bevande alcoliche.
 
 
Secondo lo studio lo champagne contiene polifenoli antiossidanti ritenuti capaci di ridurre gli effetti dei radicali liberi nel nostro organismo. Cosa sono questi antiossidanti?
Si tratta nello specifico di composti organici contenenti almeno un gruppo fenolico (i gruppi fenolici rappresentano il gruppo più numeroso tra i costituenti dell’uva, ndr) che rimuove i radicali (cioè molecole con un elettrone spaiato), che altrimenti potrebbero danneggiare le biomolecole quali proteine e acidi nucleici.
 
 
La quantità giusta per ottenere effetti benefici sul cuore per Spencer sono due bicchieri al giorno. E' d´accordo?
Due bicchieri di bevanda alcolica al giorno non può essere una raccomandazione per tutti perché il nostro metabolismo non conosce l’etanolo ed il fegato lo metabolizza con difficoltà e con efficacia diversa da individuo a individuo; si può affermare invece che un bicchiere di bevanda alcolica (vino e/o champagne al giorno) a pasto è ben tollerata da un soggetto adulto sano. Nelle patologie digestive e psichiche e durante la gravidanza però è sempre sconsigliabile assumere bevande alcoliche.
Bisogna poi sottolineare come per i francesi lo champagne può essere più conveniente del vino, ma per noi no. Non vorrei che il collega Jeremy Spencer avesse qualche interesse economico nel riattivare la commercializzazione dello champagne, negli ultimi anni leggero ma in progressivo calo.
 
 
Lo Champagne fa bene come il vino rosso, è vero o ci sono delle differenze?
Questa affermazione è da dimostrare perché il vino rosso, restando più tempo a contatto con le bucce dell’uva, estrae più molecole bioattive anche se il maggiore potere antiossidante del vino rosso rispetto al bianco non è direttamente proporzionale alla concentrazione delle molecole bioattive.



Ultimo aggiornamento: 31/12/09

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