Caccia al doposole: non tutti fanno bene
Sul Salvagente in edicola. Test su 10 prodotti. Gli ingredienti "indesiderati".
Marta Strinati
Nei doposole la novità più evidente è questa: il cosmetico non più soltanto un prodotto di riparazione degli inevitabili danni del sole: arrossamenti, secchezza, rugosità. Oggi numerosi after sun promettono anche di mantenere e intensificare l’abbronzatura. Di solito a questo scopo vengono inserite nella ricetta molecole autoabbronzanti o che agiscono sulla sintesi della melanina.
La tirosina, per esempio, che è la molecola base del ciclo di formazione della melanina. A scanso di delusioni, si sappia che il risultato varia, perché dipende dalla reazione individuale. Ma la trovata resta geniale: permette di mantenere un colorito “vacanziero” anche a chi riesce a dedicare alla tintarella soltanto il fine settimana, e di conseguenza aiuta a ridurre le esposizioni kamikaze, che passata l’estate lasciano il segno, con rughe, macchie o persino tumori della pelle.
Brutte molecole
Tuttavia, considerato che il doposole è destinato a una cute già provata dall’esposizione alle radiazioni, al caldo e al sale, il prodotto ideale dovrebbe anche essere formulato in modo da limitare al minimo le molecole aggressive. In particolare i conservanti, almeno quelli ufficialmente riconosciuti come “molesti”, perché causano frequentemente irritazioni e allergie, e in certi casi sono fortemente sospettati di arrecare danni più seri.
Dribblarli non è facile, come dimostrano le prove pubblicate sul Salvagente in edicola dal 4 agosto, tra 10 doposole.
Un esame che ha bocciato nettamente 3 delle 10 creme e ne ha promosse altrettante con una striminzita sufficienza. Salvo poche eccezioni, dunque, le discusse molecole antimicrobiche e antiossidanti sono ancora nelle ricette. Pronte ad aggredire, con risultati imprevedibili.
Il parere dell'allergologo
Secondo Antonio Cristaudo, allergologo dell’ospedale San Gallicano di Roma, i conservanti qui presi in considerazione sono “noti per avere una moderata attività di tipo allergico".
"Questo significa - spiega l'esperto - che possono dare una reazione maggiore nei soggetti sensibili, ma anche provocare sensibilizzazione in persone con cute alterata, vale a dire con una manifestazione già in atto, per esempio una dermatite. Il motivo è che mancando la parte superficiale, impermeabile, della cute i conservanti possono penetrare più facilmente”.
La reazione è più probabile se la molecola è presente in alta concentrazione: si capisce se si trova in cima all’elenco degli ingredienti.
E si manifesta con eritema, rossore, prurito, pelle screpolata. Occhi aperti, quindi, se la pelle ha già subito danni. “In caso di lieve eritema causato da un’errata esposizione al sole, per esempio, giova una crema lenitiva, anche un doposole, a patto che sia senza conservanti e senza profumo. Se l’eritema è più importante servono i farmaci: una crema cortisonica oppure, se la manifestazione è eclatante o diffusa in varie parti del corpo, il farmaco per bocca”.
Ultimo aggiornamento: 17/08/11