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Il Salvagente

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Migliaia ai funerali di Vito, sulla bara una maglietta e le sciarpe della Juventus

A Pianezza in tanti per dare l'ultimo saluto al ragazzo che ha perso la vita a scuola.

Ha perso la vita andando a scuola, da bravo ragazzo, come tutti i giorni. E un paese intero, oggi, lo piange assieme a tutta Italia, dove il dolore per questa perdita è stato grande, nonostante l'assuefazione ai tanti lutti quotidiani.
Due ali di una folla imponente hanno applaudito l’arrivo del feretro di Vito Scafidi. La bara era coperta da una maglietta della Juve, la squadra per cui tifava e che non vedeva l'ora di veder giocare nel "derby d'Italia" con l'Inter in quel sabato maledetto in cui gli è piombato, invece, in testa il soffitto della sua aula.
Ai funerali, nella chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo a Pianezza, erano presenti migliaia di persone: molti abitanti della città, dove oggi è stato proclamato il lutto, tantissimi studenti delle scuole di Rivoli, ma anche di Torino e provincia.
Ad attendere il corteo funebre c’era il sindaco di Pianezza, Claudio Gagliardi. Dietro la bara i familiari, i genitori Fortunato e Cinzia, la sorella Paola, nonni zii e cugini, poco più indietro i compagni di scuola e della squadra di calcio nella quale Vito giocava.

La maglietta e le sciarpe dei tifosi juventini

Sulla bara oltre alla maglietta della Juve e a un cuscino di fiori gialli e azzurri, sono state deposte le sciarpe di due gruppi di tifosi juventini, gli Arditi e i Drughi.
I funerali sono celebrati dal parroco don Beppe Bagna, tra le autorità presenti il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e il presidente del Consiglio comunale Beppe Castronovo. 
 

La camera ardente, l'assenza delle preside

 
Non ci sarà, oggi, a Pianezza, ai funerali di Vito Scafidi la preside del liceo Darwin. I genitori del ragazzo ieri le hanno fatto capire che la sua presenza non è gradita. Un gesto spiegabile col dolore e con la rabbia, o forse un preciso atto d'accusa. Non si sa. Quel che è certo è che ieri Maria Torelli, preside del liceo Darwin, voleva dare anche lei l'ultimo saluto a Vito Scafidi, il ragazzo di 17 anni morto sabato nel crollo del soffitto di una scuola vicino Torino e di cui ci saranno oggi i funerali, ma i genitori di Vito non hanno voluto.
La presidei era andata alla camera ardente, ma l'ingresso le è stato impedito dai familiari del giovane deceduto. "Sono molto dispiaciuta - ha poi commentato la preside - ma capisco il dolore della famiglia. Domani ai funerali se non sono gradita non voglio imporre la mia presenza". Il dolore porta spesso altro dolore. E questa è l'ennesima conferma.
La salma di Vito ha poi lasciato la canera ardente e ha raggiunto l'abitazione di Vito. Si ricorderà che era stato questo l'appello rivolto dalla signora Cinzia, la mamma di Vito, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
La mamma aveva espresso, infatti, di poter vedere e vestire per l'ultima volta Vito. Le autorità provinciali stanno pensando, intanto, di intitolare il liceo Darwin a Vito Scafidi. 
 

Le indagini di ieri

Non ci sono i ragazzi, questa mattina, al liceo scientifico Darwin di Rivoli, ma ci sono periti e autorità.
All'interno dell'istituto, infatti, sono al lavoro i tecnici della Procura e sono stati già abbattuti 1.000 metri quadrati di controsoffittatura nell'ala dell'ex seminario occupata dal liceo Darwin.
In mattinata sono stati nell'aula dove è avvenuto il crollo anche il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Francesco De Santis e l'assessore provinciale all'Edilizia Scolastica, Umberto D'Ottavio. 
Anche la Provincia di Torino ha aperto un'inchiesta.
Dalla scuola è uscita una delle prime bidelle intervenute dopo il crollo del soffitto, Danila Gaudenzi, ancora visibilmente scossa: "Provo un dolore immenso - ha detto - quella di Vito è una classe a cui sono particolarmente affezionata".

Trasferiti in un altro liceo

Nel pomeriggio di oggi studenti e genitori incontreranno le autorità scolastiche e cittadine per concordare i tempi di ripresa delle lezioni: è ormai certo che gli studenti del liceo saranno ospitati, probabilmente da lunedì prossimo, nell'istituto 'Primo Levi'.
 

L'appello della mamma a Napolitano


"Presidente, lo voglio a casa per vestirlo l'ultima volta": Cinzia Scafidi, la mamma di Vito, il diciassettenne morto al liceo Darwin di Rivoli, si appella a Napolitano per organizzare al suo ragazzo almeno il funerale come dice lei. Non è sola col suo dolore. Oltre un migliaio di persone si sono radunate ieri sera a Rivoli per partecipare a una fiaccolata in ricordo del suo ragazzo. Con loro e con la mamma di Vito anche papà Fortunato. Non è un caso che l'appello di mamma Cinzia sia rivolto proprio a Napolitano. E' il presidente che ha parlato subito di "inquietanti interrogativi" a proposito del crollo del liceo Darwin che ha travolto suo figlio e altri ragazzi che erano in una scuola, in un luogo che tutti ritengono sicuro. Il procuratore Guariniello, a cui sono affidate le indagini, in un'intervista rilasciata a Sky ha detto che "nel nostro paese si investe troppo poco in sicurezza". Un'altra frase pesante in giorni come questi.
Il corteo attraversa, intanto, le vie di Rivoli.
Numerosi gli striscioni dedicati al liceale che tifava Juve e sperava di partire presto per una vacanza sula neve: "Vito ti vogliamo bene", "Non ti dimenticheremo", "Sei sempre tra noi".
Tra i partecipanti ci sono anche esponenti politici torinesi.
 

Studenti mobilitati nel pomeriggio di ieri a Torino

L'appuntamento è per le 15,30. Gli studenti dell"Assemblea no Gelmini" di Torino sono indignati per la tragedia che si è consumata ieri al Liceo Darwin di Rivoli e per oggi pomeriggio a Palazzo Nuovo hanno convocato una manifestazione di solidarietà con studenti medi e genitori.
"Come studentesse e studenti del movimento che in questi mesi stanno dando vita alla mobilitazione all’interno delle Università italiane, inseriti in una sociètà che non tutela i suoi studenti nè tantomeno i suoi lavoratori, non possiamo non sentirci indignati di fronte a quanto è accaduto", si legge in un comunicato, che così continua: "È inutile nascondersi dietro alle condizioni atmosferiche avverse quando è un dato di fatto che le strutture pubbliche italiane, tra cui le scuole, sono vittime della trascuratezza e dell’abbandono".
La manifestazione comincerà nel pomeriggio davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università. Il Cogen (coordinamento genitori nidi materne elementari medie di Torino), in una nota, si unisce al dolore delle famiglie ed esprime "indignazione per un fatto di tanta gravità", aggiungendo che "i continui tagli alla scuola, oltre a distruggere la qualità degli insegnamenti, non garantiscono neppure la sicurezza di studenti e lavoratori". 
 
 

Irruzione al Torino Film Festival

L'indignazione è forte in tutta Italia e particolarmente a Torino: gli studenti che hanno dato vita al presidio di solidarietà ai ragazzi del Liceo Darwin davanti a Palazzo Nuovo sono entrati pochi minuti dopo le 18 all'interno del Cinema Massimo, dove sono in corso le proiezioni del Torino Film Festival diretto da Nanni Moretti.
L'intenzione dei ragazzi è quella di proseguire l'assemblea sui problemi della scuola, anche in relazione alla tragedia avvenuta ieri a Rivoli, con le persone venute a seguire il Festival che si tiene proprio a poche decine di metri da Palazzo Nuovo.
Dopo aver occupato l'atrio del Cinema Massimo, alcuni rappresentanti degli studenti hanno chiesto di poter entrare all'interno della sala ma gli organizzatori hanno risposto che avrebbero dovuto aspettare la fine del film alle 18,15 e nel frattempo, lasciare l'atrio che non può accoglierli tutti "per motivi di sicurezza". A sentire queste parole gli studenti hanno scandito in coro l'urlo "vergogna, vergogna" e sono comunque entrati all'interno della sala interrompendo la proiezione.  Gli studenti sono arrivati dopo un'assemblea a Palazzo Nuovo (sede delle facoltà umanistiche dell'università), nel corso della quale hanno affermato che non si può parlare di fatalità, perché non si può tagliare a man bassa sulla scuola e poi dire che queste cose succedono per caso. 
Stasera, invece, è prevista una fiaccolata a Rivoli. L'appuntamento, nonostante il freddo, è in piazza Martiri, dove gli amici di Vito e degli altri ragazzi del liceo Darwin si incontreranno in una veglia prevista dalle dalle 21 alle 23.
 

Berlusconi: una fatalità 

 
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, impegnato in un tour elettorale in Abruzzo si attesta sulla linea della "fatalità", che è simile alla "tragedia incomprensibile" di cui ha parlato ieri, poche ore dopo la ragedia, il ministro Maria Stella Gelmini. Berluscono ha anche detto di aver previsto nella Finanziaria stanziamenti per la sicurezza scolastica. Ma ha aggiunto di non ricordare bene le cifre. Dimenticanza quanto mai opportuna, perché tutti quelli che seguono una questione ritenuta finora di secondo piano - come le associazioni Cittadinanzattiva e Legambiente - parlano di tagli agli interventi per la sicurezza scolastica e di una Finanziaria 2009 completamente vuota di finanziamenti su questa specifica questione.  
 

Un compagno di classe: quale fatalità? 

 
Una risposta a distanza al presidente del Consiglio arriva da Torino, dall'assemblea degli studenti a Palazzo Nuovo, ''Non si può parlare di fatalità''. Sul crollo al liceo di Rivoli, un compagno di classe di Vito Scafidi, il ragazzo morti al Darwin, risponde a distanza a Silvio Berlusconi, durante l'incontro organizzato dall'assemblea No Gelmini e dal comitato di genitori Coogen. ''Non si può tagliare a man bassa sulla scuola - dice il ragazzo - e poi dire che queste cose succedono per caso".
 

Bonanni (Cisl). scuole fatiscenti 

 
Che non si tratti di una fatalità lo pensa anche Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, un sindacato di recente molto vicino alle posizioni del governo. Ma non sulla scuola. "Di fronte ad una tragedia come quella del liceo di Rivoli - dice Bonanni - bisognerebbe mobilitarsi tutti senza distinzioni politiche ed ideologiche. La scuola non può essere un luogo di morte e di dolore. Dovrebbe essere il luogo della vita e della crescita civile e culturale di un paese".
"Il sindacato - sottolinea Bonanni - ha più volte denunciato la situazione fatiscente degli edifici scolastici nel nostro paese. E' una situazione da terzo mondo che riguarda Nord, cCntro e Sud senza distinzioni. Ci sono omissioni e responsabilità gravi degli organi di controllo, degli Enti locali e delle istituzioni nazionali".
Una nota del segretario della Cisl auspica sulla scuola accusa "unità di intenti e di responsabilità collettive. La scuola deve diventare il primo problema nazionale. I cittadini vogliono risposte concrete su questo tema. Non bastano le promesse e non servono le polemiche inutili". Non si sa a quali polemiche Bonanni si rifersica, certo che quelle di migliaia di stuidenti, genitori e insegnanti di tutta  Italia contro i tagli della Gelmini si rivelano più che sacrosante, anche alla luce di  tragedie come quella di Torino.
 
 

Una tragedia evitabile, a patto che...

 
Il maltempo e l'incuria per la sicurezza scolastica colpiscono duro. Al liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli (alle porte di Torino) una controsoffittara crolla all'improvviso su una classe appena rientrata dall'intervallo: la quarta G. Tutti ragazzi tra i 17 e i 18 anni (che vedete nella foto). Nel cerchietto rosso, evidenziato da La Stampa, il quotidiano di Torino, c'è la vittima: Vito Scafidi, 17 anni. Altri tre compagni di classe sono gravi. Due ragazze: Cinzia e Federica e il suo compagno di banco, Andrea. Ci sono poi una ventina di ragazzi feriti più lievemente. La tragedia probabilmente è dovuta a un incrocio di cause: il vento fortissimo che, nella notte precedente aveva già abbattutto un grosso albero di alto fusto nel giardino della scuola, ha scosso anche le strutture dell'istituto, dove un tubo di ghisa che servia, un tempo, alle scariche delle acque, non era stato eliminato, ma legatocon dlele corde di acciaio che hanno ceduto. Le indagini affidate al Procuratore Raffaele Guariniello (un agistrato cheè una garanzia per i diritti dei cittadini) ci ci diranno cosa è successo davvero in quella scuola e perché. Sarà troppo tardi per Vito e i suoi compagni, ma servirà per salvare altre vite e porre rimedio ad altre incurie, che minacciano la vita di migliaia di studenti.

 

 

La cronada di ieri: altri feriti gravi

 
Il più grave dei quattro feriti che è ricoverato nell’ospedale Cto di Torino ha riportato fratture alla colonna vertebrale con lesioni al midollo. Si chiama Andrea Macrì, 17 anni, rischia di rimanere paralizzato, è in prognosi riservata, nel centro grandi traumi, dove c'è anche Cinzia P. che ha subito un trauma cranico con commozione cerebrale.
La terza ferita ricoverata al Cto, Federica A., ha riportato una frattura di piccola entità e un trauma cranico. Sul fronte degli altri feriti, un ragazzo è alle Molinette (ha riportato fratture lombari), altri sei sono ricoverati all’ospedale di Rivoli e sette a quello di Orbassano.
"È una vergogna che in una scuola succedano queste cose": accusa la madre di Andrea."Siamo preoccupati - aggiunge il padre - speriamo non rimanga paralizzato. Se dovesse succedere, non so come potrebbe reagire".
Andrea Macrì era molto amico della vittima. "Si erano sentiti ieri pomeriggio, stavano molto insieme" dice suo padre. "È un dramma incredibile, sono distrutto".  
 

La zia: la scuola fa schifo, fotografate tutto

 
La zia di Vito Scafidi, rivolta ai giornalisti e ai fotografi, ha detto: "fotografate cosa è successo, fate vedere che le scuole italiane fanno schifo anche al Nord. E che si può morire a 18 anni, andando a lezione a scuola".
Tra la ventina di feriti, i quattro più gravi sono all'ospedale Cto di Torino (Andrea. M.; Cinzia. P.; Federica A.;) e a il quarto all'ospedale di Rivoli.
Otto ragazzi sono stati portati, invece, all'ospedale di Orbassano, sei di loro sono ancora sul posto e i medici del 118 stanno valutando per loro il da farsi.
A Rivoli è previsto in giornata anche l'arrivo del ministro dell'Istruzione, Gelmini. Lo ha detto il ministro Altero Matteoli, che fa da coordinatore del governo. "Un ragazzo che esce di casa e non torna più è una cosa allucinante": ha aggiunto il ministro Matteoli. "E non lo dico - ha aggiunto - solo perché sono un genitore".
"La tragedia di oggi è una morte bianca": è il primo commento a caldo del sindaco di Rivoli, Guido Tallone, sull'incidente avvenuto questa mattina all'interno del liceo scientifico statale Darwin. "Non si risparmia sulla sicurezza nelle scuole - aggiunge - bisogna mettere da parte le tante inutili parole che sono state fatte ultimamente sulla scuola". 

 

Il padre di Vito: si alzava alle 4

 
Affranto il padre di Vito Scafidi, che fa l'imprenditore edile, ma ha sulle mani i calli di chi si è fatto da sé nei cantieri edili: "Un ragazzo che si alzava alle 4 per studiare, per assicurarsi un futuro diverso dal mio, uno come può pensare che gli muore il figlio in una scuola, un posto che dovrebbe essere sicuro al 100%? E poi che paghiamo a fare tante tasse se neppure le scuole sono sicure e i lavori non si fanno?".
Dolore e rabbia si sommano. Ma chi può dargli torto?

Un grosso tubo di ghisa è venuto giù

 
 
La dnamica dell'incidente è ancora da accertare. Quello che si sa è che, rompendo i cavi di acciaio che lo trattenevano, è piombato dal soffitto un grosso tubo di ghisa, provocando una sfracello. Tra i ragazzi dell'istituto e i familirari c'è chi dice che nei giorni precedenti si erano avvertiti dei sinistri scricchiolii. La presidente dalla Regione, Merceds Bresso, parla - invece - di tragica fatalità. A dare la risposta che tutti si attendono ci penserà un magistrato di valore come Raffaele Guariniello. A lui è affidata, infatti, l'indagine subito aperta dalla Procura di Torino.

Napolitano: inquietanti interrogativi 

 
Interviene anche il presidente della Repubblica, scosso dalle notizie che arrivano da Torino. La tragedia del liceo Darwin di Torino - dice il presidente della Repubblica - apre "inquietanti interrogativi sulla sicurezza delle scuole". Giorgio Napolitano si dice "profondamente addolorato per la sciagura di questa mattina nel Liceo Darwin di Rivoli, in cui ha perso la vita uno studente e numerosi altri sono rimasti feriti". Una tragedia "che solleva inquietanti interrogativi sulle garanzie a presidio della sicurezza negli istituti scolastici".
Il capo dello Stato "ha incaricato il Prefetto di Torino Paolo Padoin di rappresentare alla famiglia della vittima le espressioni del suo cordoglio ed esprimere agli studenti feriti il fervido augurio di pronta guarigione".
 

La Gelmini a Torino: "tragedia incomprensibile"

Il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini è a torino e, dopo aver terminato un sopralluogo nel liceo scientifico Darwin, dichiara: "Non è possibile che un ragazzo perda la vita a scuola, è una tragedia veramente incomprensibile".
Il ministro, che si recherà a far visita anche ai feriti ricoverati in ospedale ha incontrato le istituzioni locali, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che si trovano ancora sul posto. "Sono qui -ha detto- per esprimere la vicinanza mia personale e del governo a tutte le persone che sono state coinvolte in questa tragedia, i ragazzi, le loro famiglie e in modo particolare la famiglia del ragazzo che ha perso la vita. Le cause non sono ancora chiare - ha concluso- dunque non esprimo giudizi: dico solo che è una tragedia veramente incomprensibile".

Cittadinanzattiva: tagliati i fondi

Tragedia incomprensibile? Certo, per capire la dinamica bisognerà attendere le perizie, ma pochi giorni fa Cittadinanzattiva, l'associazione dei consumatori, che dedica grande attenzione alla sicurezza scolastica, promuovendo a tal fine campagne annuali, aveva denunciato con un comunicato il taglio dei fondi per la tutela nelle scuole, dovuto proprio al decreto Gelmini (poi diventato legge). Eccone il testo:

“Al peggio non c’è mai fine: la riforma Gelmini taglia anche i fondi per la sicurezza delle scuola: spiega Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“Tagliare i fondi per la sicurezza delle scuole è davvero un pessimo modo di onorare le vittime di San Giuliano di Puglia, di cui ricorre il sesto anniversario. Un taglio del 50% e che prevede risorse solo per quest’anno Una decisione davvero grave”.
All’interno del Decreto Gelmini, all’articolo 7 bis, è scritto - infatti - che al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici previsto dalla legge 289/2002 (successiva al crollo della scuola di San Giuliano, ndr) e successive modifiche, è destinato un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.
“Prima dell’approvazione del decreto Gelmini, il Piano prevedeva un importo non inferiore al 10%, spiega Adriana Bizzarri, responsabile Scuola di Cittadinanzattiva. “Dunque, anche qui un taglio netto, del 50%, alle risorse destinate alle scuole a rischio sismico. Come non bastasse, è stata eliminata la clausola che tale finanziamento fosse garantito fino al completo esaurimento del piano straordinario: quindi l’intervento è garantito solo per questo anno. Aver previsto, al comma 5 dell’articolo citato che saranno messi in sicurezza 100 edifici scolastici con particolari criticità sotto il profilo della sicurezza sismica, ci sembra uno sforzo assolutamente irrisorio rispetto alla gravità della situazione. In 6 anni solo 1.600 sono stati gli edifici messi insicurezza sui 14.700 situati in zone sismiche. E ora si tagliano le poche risorse a disposizione. Siamo allo sfacelo”, continua la Bizzarri.

Cittadinanzattiva chiede al Governo che:

1. provveda al ripristino delle risorse irresponsabilmente eliminate con l’articolo 7bis;

2. reintroduca la possibilità per i Comuni, destinatari dei fondi, di derogare ai limiti imposti dal Patto di stabilità per non creare la situazione assurda che una volta arrivati i soldi per le scuole, come è già accaduto, non si possano spendere;

3. faccia conoscere quanto prima le 100 scuole destinatarie del “fondo speciale “ e dia la possibilità, a chi da anni è impegnato su questo fronte come Cittadinanzattiva, di poterne indicare alcune tra quelle maggiormente a rischio.
Cittadinanzattiva - conclude il cominicato - da anni denuncia l’insicurezza delle nostre scuole nei suoi Rapporti annuali (scaricabili dal sito www.cittadinanzattiva.it) e per il sesto anno promuove la Giornata nazionale della sicurezza scolastica, che si terrà il 25 novembre in diecimila scuole.

 

La denuncia di Legambiente

 

Anche Legambiente denuncia l'evento drammatico e chiede politiche adeguate e, da subito, l’Anagrafe degli edifici scolastici”.
Secondo l'associazione, oltre il 40% delle scuole non possiede il certificato di agibilità statica;  il 34,92% è stato costruito prima del 1974 e il 13,42% tra il 1940 e il 1970.
“La tragedia di oggi a Rivoli (Torino), mette in risalto la necessità e l’urgenza di adeguate politiche di gestione del patrimonio scolastico. Sono numerose ancora le scuole italiane che non raggiungono gli standard minimi di sicurezza, prive dei certificati di agibilità statica o di prevenzione degli incendi, ospitate in strutture inadatte, nate per altri usi e mai modificate, oppure come in questo caso, alloggiate in strutture vecchissime. Il fatto che nel decreto del ministro Gelmini siano previsti fondi per l’edilizia scolastica va quindi valutato positivamente ma risulta quanto mai urgente completare l’unico strumento utile a fotografare la qualità edilizia degli istituti: l’anagrafe degli edifici scolastici avviata nel 1996 e mai conclusa”: così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta sgomento il tragico evento della scuola del Torinese.

Solo il 60% delle scuole ha il certificato ai agibilità statica 

Secondo i dati del rapporto Ecosistema scuola 2008 di Legambiente, le scuole italiane che possiedono il certificato di agibilità statica sono meno del 60% (dato preoccupante per una nazione a diffuso rischio sismico), quelle che hanno il certificato igienico-sanitario sono il 71,14% e di prevenzione incendi appena il 52,19%. Ancora, il 23,62% degli edifici scolastici necessitano d’interventi di manutenzione urgenti, mentre il 47,11%  hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni.
"Sono anche le caratteristiche geologiche del Paese - conclude Legambiente - a motivare una particolare e maggiore cura per gli istituti, visto che moltissimi sono in aree a rischio ambientale dichiarato e numerosissime sono ancora quelle costruite prima del 1974 (34,92%)  o addirittura prima".

 

Scuole site in aree a rischio dichiarato            

Rischio idrogeologico

3,21%

 

Prima del 900  

4,49%

Rischio sismico

75,04%

 

Tra il 900 e  il 1940                  

13,42%

Rischio vulcanico

4,82%

 

Tra il 1940 e il 1974                 

34,92%

Rischio industriale

5,65%

 

Tra il 1974 e il 1990                 

40,92%

Altro

1,61%

 

Tra il 1990 e  il 2006    

6,26%

 

 

 
 
Età degli edifici scolastici. Costruite:

Anno

2005*

Anno

2006*

Anno

2007*

Certificato agibilità statica

63,35

% 62,21%

58,64%

Certificato agibilità ig-sanitario 

61,75%

73,97%

71,14%

Certificato prevenzione incendi

26,44%

34,08%

52,19%

Porte antipanico

73,89%

88,85%

85,10%

Impianti elettrici a norma

69,93%

86,13%

85,61%

Prove di evacuazione 

75,3%

89,21%

79,96%

Scale di sicurezza

48,2%

45,76%

54,72%

 

Torino: accusa anche il Codacons 
 
 
"Vecchie, prive di manutenzione, costruite in zone ad alto rischio sismico, e con impianti elettrici non sempre a norma, per non parlare del certificato prevenzione incendi e dell'agibilità statica. Le scuole italiane sono insicure, e la tragedia di Torino, dove il crollo del tetto di una scuola ha causato la morte di uno studente di 17 anni, non fa altro che confermare un drammatico trend": è l'accusa del Codacons. L'associazione dei consumatori aggiunge che "tre scuole su quattro non sono a norma.
Solo il 25% degli edifici, infatti, ha sia il certificato di agibilita' statica, sia quello di agibilita' igienico sanitaria, sia il certificato prevenzione incendi. Un'analisi pessimistica? Probabilmente no, se lo stesso ministero dell'Istruzione, dopo un'indagine, ha individuato 10mila scuole non sicure. E il Piemonte - conclude il Codacons - spicca per l'età delle sue scuole: quasi metà (il 47,7%) è stato costruito prima del 1974, e il 41,4% (tra cui il liceo di Rivoli) è ospitata in edifici storici.

 





Ultimo aggiornamento: 26/11/08

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