Epifani: ''Il Paese insorge'' Polverini: ''Il governo tratti'' Bonanni ''Riforma vergogna''
I discorsi e i commenti dei sindacalisti rafforzati dal successo della giornata romana.
“Straordinaria, semplicemente straordinaria”: Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, prima di prendere la parola a piazza del Popolo, commenta la partecipazione al corteo di oggi. che ha visto con i suoi occhi lungo tutto il percorso. “Mi ha sorpreso - aggiunge - che a via Bissolati la gente si affacciasse alle finestre ed esponesse cartelli di solidarietà. Oggi è davvero una giornata memorabile". Da notare che via Bissolati è una delle strade più “ricche” di Roma.
Secondo Epifani quando tante persone scendono in piazza è necessario che il governo rifletta.
"La legge - sottolinea il segretario della Cgil - è fatta di una parte consistente di tagli, 8 miliardi di euro, e questo accade mentre in tutto il mondo oggi si investe per l'istruzione. In questa maniera si tagliano risorse ma non si riforma la scuola. In piazza sono scesi studenti, insegnanti e genitori, come si può pensare che questo sia l'effetto di una strumentalizzazione?".
Il leader della Cgil ammette che in Italia è difficile riformare la scuola: "Ci deve essere una sfida su un progetto riformatore, ma questa legge non ha progetti, magari li avesse, altrimenti avremmo raccolto la sfida".
Un intero Paese insorge
Contro la riforma Gelmini, ha poi detto il leader della Cgil dal palco, "un intero
Paese insorge". "Oggi
questa piazza sta segnando una giornata memorabile per la
nostra democrazia, per il futuro del Paese, per i nostri
giovani. Abbiamo scelto una piazza troppo piccola, ma non ce ne
sarebbe stata una capace di contenere le decine di migliaia di
persone che ancora stanno affluendo qua".
Rivolto ai giovani,
Epifani ha poi detto "non vi pentirete di stare con noi oggi,
lavoreremo per garantire che il vostro impegno non sia messo in
discussione da qualcuno che ha cattivi pensieri. La nostra
protesta proseguirà perché tutti hanno capito che quella
della Gelmini non é una riforma, ma è solo un taglio.
A differenza di Obama...
"Se ci
avessero detto non abbiamo soldi - ha aggiunto Epifani - li prendiamo dalla scuola non
saremmo stati d'accordo, ma sarebbe stato meglio. Dicono di
ispirarsi a Obama, ma Obama, se sarà eletto, farà investimenti
per 20 miliardi di dollari nella scuola".
Secondo il leader
della Cgil, invece, la riforma Gelmini porterà nuovi precari
nella scuola e nella ricerca. "Noi non siamo quelli che
proteggono i fannulloni, nelle scuole italiane non ci sono
fannulloni, né abbiamo a che fare con le baronie e il 14
novembre saremo ancora in piazza a sostegno dello sciopero dei
lavoratori dell'università e della ricerca. Verso gli
insegnanti abbiamo il dovere di continuare a batterci. Chiediamo al governo che apra il dialogo, non lo deve ai
sindacati ma al paese reale. Non dividiamoci, la forza di
questa giornata é la nostra unita'".
Bonanni: "Questa è una vergogna"
"Le scelte per il futuro si fanno con
la gente, non si discute la scuola dei lavoratori come se fosse
un consiglio di amministrazione, è una vergogna. Non si può
riformare la scuola senza mantenere fede alla Costituzione; i
tagli non sono una riforma, ma un modo per mascherare la
controriforma in atto": pesantissime le parole del segretario generale
della Cisl, Raffaele Bonanni, dal palco di Piazza del Popolo, a
Roma, dove si sta concludendo la manifestazione contro la riforma
della scuola.
"Qua vediamo l'unità della scuola, un movimento
forte e pacifico per i giorni che verranno, l'unico modo per
contrastare il governo”: ha detto ancora Bonanni, aggiungendo: "questa piazza rappresenta l'opinione pubblica,
l'essenza della comunita'".
"Non si fa una riforma con un
semplice decreto - ha continuato il leader della Cisl - quali
riforme non si discutono con i lavoratori, con gli studenti,
con le famiglie, con i rappresentanti sindacali?".
"Questo
taglio fa male ai lavoratori e alla scuola, si deve aprire un
confronto con l'Italia democratica; non saremo mai d'accordo
con l'epoca dei fasti del federalismo e con questa operazione
dirigista - ha concluso il segretario della Cisl - l'iniziativa che ci
proponiamo di fare èdi chiedere a tutti gli amministratori
locali di unirsi a noi perché la scuola del popolo si
riprogetta con i rappresentanti del popolo".
Anche l’Ugl dice: “il governo tratti”
"Lo sciopero si sarebbe potuto evitare se il governo avesse percorso la via del confronto e non delle scelte unilaterali": è questa l’opinione della segretaria dell’Ugl, Renata Polverini, un sindacato che non ha aderito allo sciopero di oggi, ma che tuttavia ne comprende le ragioni. La Polverini ha detto stamattina nel corso del programma Omnibus de La7 di aver "più volte sollecitato il ministro Gelmini e il governo ad un confronto con il sindacato così come con le associazioni degli studenti e delle famiglie, ma non abbiamo avuto risposte. Lo sciopero è diventato inevitabile".
Un errore di metodo: prima i tagli…
Per la segretario dell’Ugl "si è commesso un errore di metodo, perchè prima il governo ha stabilito i tagli con il decreto 112, sulla base dei quali, poi, ha proceduto a definire i contenuto della riforma, peraltro senza chiedere il contributo di quei soggetti sociali che conoscono la realtà del sistema di istruzione.
"Siamo convinti - ha concluso Renata Polverini - che ci siano ancora margini per migliorare questa legge, anche con il contributo dell’opposizione, senza aspettare il referendum, e per questo ci aspettiamo che il governo voglia riprendere la via del dialogo con il sindacato e gli altri soggetti sociali".
Ultimo aggiornamento: 30/10/08