Formaggi avariati, Unc e Mdc: ''Fate più chiarezza''
Dopo l'inchiesta di Cremona, le associazioni chiedono che chi ha sbagliato paghi subito.
Rimpastavano formaggi avariati, contaminati addirittura da muffe, plastiche, ferro ed escrementi di topo, per rivenderli a discount ed anche marchi della grande distribuzione di mezza Europa. È la maxitruffa alimentare sgominata dalla Procura della Repubblica di Cremona in collaborazione con la Guardia di Finanza, che ha portato all'arresto di 3 persone, alla denuncia e sospensione dal servizio di altre 3 e a decine di denunce. Complici dell'organizzazione, che ritirava i formaggi avariati, li “lavorava”, e li rivendeva talvolta perfino alle stesse ditte fornitrici della materia prima, anche alcuni uomini della Asl di Cremona che omettevano o preannunciavano i controlli.
A capo dell'organizzazione ci sarebbe un imprenditore siciliano che si serviva di 4 stabilimenti per riciclare gli scarti alimentari. E tra i suoi clienti (ma le indagini appureranno se si dovrà parlare di vittime) - secondo il quotidiano la Repubblica, in edicola oggi - figurano marchi come Galbani, Granarolo (che smentisce decisamente qualunque coinvolgimento), Cademartori, Brescialat, Nedeghini, Igor, Centrale del latte di Firenze, Frescolat, Euroformaggi, Mauri, e Prealpi.
Galbani, tra l'altro, è il marchio maggiormente coinvolto: sia come fornitore che come acquirente.
L'indagine è partita a novembre 2006, quando gli uomini delle fiamme gialle fermarono un Tir il cui carico aveva un odore nauseabondo. Di li a poco i controlli nei 4 stabilimenti incriminati, e le intercettazioni telefoniche che hanno permesso di ricostruire l'intera organizzazione, il cui giro d'affari è stimato in svariati milioni di euro.
Interviene il ministero e informa l'Ue
Sulla vicenda è intervenuto anche il Sottosegretario con delega
alla sicurezza alimentare
Francesca Martini che ha chiesto informazioni
sui rischi per la salute ai Servizi regionali di
Lombardia e
Piemonte.
La ditta coinvolta, informa il ministero, era già stata oggetto di
sequestro nel 2006. Il ministero ha inoltre informato la Commissione e
gli Stati Ue.
"In merito alle notizie pubblicate su organi di informazione concernenti la immissione in commercio di
formaggio avariato - si legge infatti in una nota - il Sottosegretario
di Stato Francesca Martini, con delega alla sicurezza alimentare è
prontamente intervenuta sui competenti Servizi regionali della
Lombardia e del Piemonte per acquisire informazioni in merito al
possibile rischio per i consumatori. Dalle prime informazioni
disponibili, tenuto conto del segreto istruttorio, è emerso che la
ditta Tradel, che si occupa del ritiro dal commercio di prodotti
lattiero caseari che possono ancora essere riutilizzati per la
produzione di formaggi fusi, era stata già oggetto di provvedimenti di
sequestro della merce presente nello stabilimento da parte del NAS sin
dal marzo del 2006 e di segnalazione all'Autorità giudiziaria. Lo
stesso stabilimento è stato chiuso dal giugno del 2007 dai servizi
sanitari regionali".
La Direzione generale della sicurezza alimentare e nutrizione del ministero ha informato la Commissione e gli altri Stati membri dell'Unione Europea sulla vicenda.
Il commento di Dona (Unc)
“Dai media risultano particolari preoccupanti su ciò che era contenuto nei formaggi avariati”, dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori. “Era tutta merce che invece di essere smaltita, veniva riciclata con l’appoggio di grandi aziende multinazionali e grosse centrali del latte, che la lavoravano come prodotto buono e di prima qualità, con un giro d’affari per decine di milioni di euro. Un cocktail quanto meno insalubre per la salute dei consumatori”.
"Urge una spiegazione"
“Chiediamo una spiegazione plausibile di quanto accaduto, aggiunge Dona, perché lascia sconcertati sapere che, se è vero ciò che è stato scritto, alcune grandi aziende, anziché smaltire regolarmente i prodotti ormai immangiabili, li piazzavano alle 4 imprese di un fantomatico imprenditore siciliano, senza spendere un centesimo ma addirittura guadagnandoci. Se quanto scritto sarà confermato - conclude Dona - vogliamo che ci sia una immediata intensificazione dei controlli, e che la giustizia non faccia sconti ai responsabili di questo crimine”.
Il commento di Mdc: grave che la Asl...
"La Guardia di Finanza di Cremona ha svolto un lavoro eccellente nell'operazione contro i 'banditi della tavola' coinvolti nello scandalo dei formaggi adulterati". Questo il commento di Silvia Biasotto del Dipartimento sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino (Mdc) sulla vicenda dei formaggi adulterati a Cremona.
Nel 2007 - aggiunge Silvia Biasotto anticipando alcuni dati di Italia a Tavola 2008, che sarà presentato a settembre - sono state oltre 28mila le ispezioni condotte dai carabinieri per la Salute nel 2007. Di queste 2.421 erano nel settore del latte e derivati.
Sul coinvolgimento dell'Asl di Cremona, Silvia Biasotto aggiunge: "È grave scoprire che un organo di controllo abbia permesso tutto ciò, anche perché una notizia del genere distrugge la fiducia dei consumatori nei confronti delle istituzioni.
La Asl di Cremona dovrebbe rendere nota la propria posizione sulla vicenda. Invitiamo anche l'assessore regionale alla Sanità ad intervenire per capire e spiegare le dinamiche della frode. Tuttavia, sarà la magistratura a decidere l'eventuale colpa della struttura sanitaria, anche perché i controlli da parte degli organi preposti ci sono".
Ultimo aggiornamento: 04/08/08