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Gli psicoterapeuti nel supermercato

(11-18/6/2009) Antonio Lubrano

D’ora in poi le crisi coniugali, i conflitti tra padri e figli, i piccoli o grandi attriti familiari si discuteranno - e forse si risolveranno - al supermercato. Sembra una battuta, non lo è: l’esperimento in corso da un anno all’Ipercoop di Milano apre infatti questa prospettiva a suo modo rivoluzionaria. Dopo il banco dei farmaci o la pompa di benzina, il supermercato nell’intento di offrire sempre nuovi servizi alla clientela si è dotato di un avvocato, di un consulente fiscale, di un cardiologo e di uno psicoterapeuta. E pare che  quest’ultimo sia il più ricercato.
Suggerimenti e consigli gratuiti, ben s’intende - in tempo di recessione non tutti possono permettersi una visita a pagamento - ed è sicuramente questo uno dei motivi del successo del consultorio, ma se le famiglie 2009 non fossero in tensione costante, al punto di sentirla anche durante la spesa, l’iniziativa probabilmente sarebbe caduta nel vuoto.
Uno dei nodi più difficili da sciogliere, oggi, è quello della perdita d’autorità dei genitori. A forza di discutere se devono essere severi o permissivi, papà e mamma hanno finito col contare sempre di meno nell’educazione dei figli. Non sanno più dire di no, a scuola difendono i ragazzi anche quando hanno torto, a casa li lasciano fare e non correggono i loro errori, presi come sono dal lavoro. A complicare le cose adesso ci si mettono anche gli americani, che ne pensano sempre una nuova (nuova si fa per dire): gli esperti del “New York Times” sostengono che per ridurre lo stress in famiglia bisogna che  i genitori smettano di essere apprensivi e opprimenti e diano ai  figli la massima libertà, che facciano quello che vogliono. Da noi, invece, più di un educatore dichiara guerra al buonismo in casa.
Letteralmente buonismo significa “atteggiamento di benevolenza anche eccessiva e moralistica nei rapporti sociali e di continua ricerca di mediazione tra posizioni divergenti”. Ma se la mediazione è legittima nella vita politica, in famiglia secondo costoro non pare destinata a fornire buoni risultati. Meglio tornare agli schiaffi.
Del resto i buonisti non sono più di moda nei partiti,  perché dovremmo ritrovarceli in famiglia? Chissà se la risposta a questi interrogativi riusciremo a trovarla tra lo scaffale della pasta e il banco della frutta e verdura.
 
 
 



Ultimo aggiornamento: 11/06/09

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