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I furbi nel ''regno dell'evasione''

(9-16/7/2009) Antonio Lubrano

Ogni anno, in occasione della festa della Guardia di finanza per l’anniversario della sua fondazione, apprendiamo con piacere che sono stati scovati altri evasori fiscali. Stavolta fra gennaio e maggio ne hanno beccati 3.200 totali o paratotali. Redditi occultati: 13 miliardi di euro. Nel 2008 i furbi smascherati furono 4mila, forse 6mila, non ricordo la cifra esatta, due anni fa qualche altro migliaio.
Bene, benissimo. Io però, da umile contribuente vorrei sapere: chi sono questi 3mila o 6mila o 2mila evasori totali che la GdF scopre ogni anno? Possiamo guardarli in faccia? Ci dicessero, per esempio, nome e cognome di quei sei finti poveri scoperti a Padova negli stessi giorni della festa, che nascondevano 2 milioni di euro, possedevano barche e ville, ma vivevano in case popolari pagando un affitto di cento euro al mese. Sarebbe opportuno indicarli al pubblico ludibrio o all’ammirazione dei fessi, perché va considerata anche la fortuna che arride a questi campioni di furberia.
Consideriamo dunque questi 13,7 miliardi di redditi nascosti al fisco. Alla fine quanto riuscirà a incassare lo Stato? La risposta non è immediata. Nel 2008 gli evasori scoperti dalle Fiamme gialle versarono all’erario soltanto 2,5 miliardi di euro rispetto alle decine di miliardi accertati. Infatti i cittadini infedeli una volta scoperti nei loro nascondigli trattano; o meglio conciliano, per usare il linguaggio della prassi. E la conciliazione porta a un solo risultato: invece di 10, poniamo, ci si accorda su 2. Lo Stato recupera qualcosa del perduto e loro sono contenti, gli conviene comunque.
Ecco perché mi piacerebbe che fossero esposti alla nostra ammirazione: sono italiani fortunati, no? E devono essere tanti se corrisponde al vero (e come dubitarne) il dato emerso dall’ultimo rapporto dell’Agenzia delle Entrate sugli italiani e le tasse. Metà dei contribuenti dichiara redditi sotto i 15mila euro annuali. “Il regno dell’evasione”, ha scritto qualcuno: un regno dove un ristoratore o un imprenditore o un professionista guadagnano meno di un pensionato.
Seimila euro contro 10-11mila. Fanno una gran pena questi autonomi, nullatenenti fino a prova di Fiamme gialle… Meno male che a salvare la situazione intervengono i lavoratori dipendenti, con una media di 21mila euro! I ricchi, quelli che dichiarano più di 150mila euro l’anno, sono appena lo 0,9%.
Ancora una volta, come in politica, l’Italia appare divisa in due: da un lato i contribuenti onesti e dall’altra i contribuenti furbi. Secondo il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, l’evasione fiscale ammonta a 100 miliardi di euro. Secondo altre fonti siamo oltre i 300. Per non parlare di quanto ci costa la corruzione degli uffici pubblici, 60 miliardi di euro. “Una tassa immorale e occulta”, dice Pasqualucci. In linea, mi viene voglia di aggiungere, con un paese da tempo anormale.



Ultimo aggiornamento: 09/07/09

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