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Il Papa a Lampedusa: ''Mai più morti in mare''

L'omaggio di Francesco alle vittime delle traversate. Un viaggio simbolico. Corone in acqua per i migranti morti: "Preghiamo per chi non c'è più".

Angelo Angeli
Papa Francesco è ripartito da Lampedusa poco prima delle 13,30, dopo aver detto grazie all'isola dei migranti.
Stamatina il pontefice, davanti a una folla di immigrati e gente del posto, ha parlato del dolore di chi non ha nulla, del dovere dell'accoglienza, della società che ci rende indifferenti, e ha chiesto scusa a chi soffre da parte di chi, come gli uomini moderni, non sembra ormai più toccato da ciò che accade al prossimo. "La cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone", ha detto durante l'omelia della messa pronunciata al campo sportivo. Oggi, ha proseguito, c'è una "globalizzazione dell'indifferenza". "Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!".
 

Una meta simbolica

Nel suo primo viaggio ufficiale, il Papa ha scelto l'isola degli approdi di chi dolorosamente attraversa il Mediterraneo per raggiungere la terra promessa.
Il Pontefice è arrivato a bordo di una motovedetta della Guardia costiera, accompagnato da un corteo di barche di pescatori. Davanti al porto il Papa ha lanciato in mare una corona di fiori, in ricordo dei migranti che hanno perso la vita nelle traversate.
 

Strette di mano e  sorrisi

Poi è arrivato al molo, a Punta Favarolo. Lo attendevano gruppi di immigrati, che Francesco ha salutato al suo passaggio. Il pontefice ha stretto la mano a numerose persone, tutte africane e quasi tutte giovanissime, che lo stavano aspettando. "Vi saluto tutti e ringrazio per la vostra accoglienza. Prego per voi, anche per quelli che non sono qui", ha detto, prima di recarsi al campo sportivo.
 

Simbolo dell'approdo

Lampusa per il Papa è l'isola dei migranti, dei tanti profughi senza casa e dei tanti capaci di accogliere condividendo il poco che si ha.
L'isola, estremo lembo d'Italia, è un simbolo per l'Europa e il mondo del dramma di 100 milioni di persone che ogni anno lasciano la propria terra per conflitti o persecuzione.
 

Tutta la popolazione in fermento

L'isola aspetta l'arrivo di papa Francesco. Ancora increduli per la notizia i cristiani lo aspetteranno in preghiera, vegliando nella parrocchia di San Gerlando.
Ma tutta la popolazione è in fermento per l'arrivo di Jorge Mario Bergoglio, figlio di immigrati italiani in Argentina, Papa che ha detto di sognare una "Chiesa povera e per i poveri" e che ha scelto gli immigrati e la popolazione che porta il peso dell'accoglienza.
 

Nessuna spesa straordinaria

Quello si oggi è un programma sobrio, perché il Papa non ha voluto spese straordinarie né che si stravolgesse la vita della popolazione. Saranno presenti poche autorità sia civili che religiose: il sindaco Giuseppina Nicolini e l'arcivescovo di Agrigento Franco Montenegro, nel suo ruolo di presidente di Migrantes, la fondazione della Cei per i migranti.

 

Si imbarcherà a Cala Pisana

Una visita breve: il Papa arriverà intorno alle 9,15 e si trasferirà in auto a Cala Pisana, da dove si imbarcherà per andare a Cala Maluk a compiere uno dei gesti più significativi del viaggio: lanciare una corona di fiori in mare, a ricordo dei tanti, molti rimasti senza nome, che hanno perso la vita nei viaggi della speranza dall'Africa all'Europa.
Si calcola che siano almeno 25mila in 20 anni.
 

La messa nel campo sportivo

Poi, al molo Favarolo incontererà un gruppo di immigrati, e la popolazione, infine, nel campo sportivo celebrerà la messa, durante la quale le letture bibliche evocheranno significativamente Caino e Abele e la strage degli innocenti.
Il pastorale del Papa e il calice per la messa sono in legno, realizzati con pezzi dei barconi degli immigrati. Circa 90 immigrati accoglieranno il Papa, una quarantina al molo Favarolo e una cinquantina alla messa, sono in gran parte eritrei e molti sono cristiani. Questo il programma definito, mentre per eventuali fuori programma alcuni pensano al Centro di accoglienza o alla sezione del cimitero di Lampedusa dove riposano i clandestini, a cui si accede da Cala Pisana.



Ultimo aggiornamento: 08/07/13

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