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Influenza A, repentino dietrofront di Fazio: in Italia nessuna pandemia, le scuole apriranno regolarmente, ma Parigi e Londra tremano

Il viceministro della Sanità cede alle pressioni di Gelmini, Brunetta e Sacconi. British Airways e Virgin Atlantic fermano gli imbarchi.

Franco Pennello
Il cerchio si è chiuso. Dopo le dichiarazioni del viceministro della Salute Fazio, in cui si annunciava di valutare il posticipo della riapertura delle scuole, è immediatamente intervenuta la Gelmini, Sacconi, e poi Brunetta. Un unico coro – da sabato ad oggi - per smentire: “nessuna misura allo studio per il rinvio dell’apertura delle scuole”.
Ora è lo stesso Fazio a tornare sul tema, con un repentino e drastico cambio di posizione: “Non abbiamo, ad oggi, nessun piano pandemico in atto e nessuna previsione di rinvio o di chiusura delle scuole, in quanto non abbiamo pandemia nel nostro Paese”. Lo dice ad Ancona il viceministro, rispondendo alle domande dei giornalisti prima di partecipare a un seminario.

Fazio: nessun rinvio delle scuole, in Italia non c’è pandemia

“Ribadisco quanto già ho detto - ha spiegato Fazio, riferendo di essersi sentito anche stamani con la collega Gelmini - cioè che nei piani pandemici, fra l'altro dell'Organizzazione mondiale della sanità, che si trovano anche in rete, esiste chiaramente la possibilità di rinvii o di chiusure”. Questo fa parte dei piani pandemici – ha continuato. “Ma ad oggi noi non abbiamo nessun piano di questo genere, nessuna previsione di questo in quanto non abbiamo pandemia nel nostro Paese”.

Sacconi: allarmismo ingiutificato

Poche ore prima era intervenuto, invitando alla calma, il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: “Ogni allarmismo sulla nuova influenza è ingiustificato”.
Ma i messaggi contrastanti inviati dal governo in meno di tre giorni non aiutano.
Lo stesso Fazio prevede 4 milioni di ammalati entro il prossimo marzo, e la vaccinazione di 9 milioni di italiani entro la fine del 2009. Sono cifre allarmanti, non c'è che dire. Ma se Fazio sembrava il solo a vedere davanti agli italiani uno scenario così preoccupante, oggi non è più così.

Calderoli: parli solo Berlusconi

La confusione è massima, il governo è in fibrillazione, tanto che il ministro leghista Calderonli invoca l'intervento diretto di Berlusconi: "Su una questione così delicata deve parlare solo lui". Intanto il governo non predispone nulla di nulla, e i controlli negli aeroporti italiani di fatto non esistono.

Firenze intanto si organizza

Ma, per fortuna, la risposta all'influenza A non è così confusa ovunque. La Asl di Firenze, ad esempio, ha preso molto sul serio il problema. L'epidemia potrebbe acutizzarsi tra la fine di agosto e l'autunno ed è stato predisposto un accurato piano di interventi. Per questo l'Asl fiorentina ha preso in esame l'ipotesi di massima diffusione e previsto che, in questo caso, si ammaleranno nel suo territorio 180.000 persone. E' stato predisposto, quindi, un piano di vaccinazioni che ricalca quello ipotizzato dal viceministro Fazio (prima gli addetti alla Sanità e quanti potranno entrare in contatto per ragioni di lavoro con gli influenzati, poi gli altri). E sono stati predisposti anche interventi negli ospedali che dipendono dalla Asl per liberare, in caso di necessità, fino a 4.000 posti letto. Su 180.000 ammalati si ipotizza, infatti, che diverse migliaia potrebbero essere i bisognosi di ricovero. Nessun allarmismo, quindi. Ma la seria programmazione di un intervento che potrebbe rendersi necessario. Qualcosa di ben diverso dagli scontri e dal confuso chiacchiericcio (finora solo mediatico) che arriva dal governo di Roma.
 
 

Londra, invece, prende la cosa sul serio

Londra fa sul serio e prende la testa della lotta alla diffusione ulteriore del virus dell'influenza A. L'ultima decisione riguarda i voli. Gli addetti al check-in di British Airways e Virgin Atlantic possono da ora in poi rifiutarsi di far imbarcare i passeggeri che mostrano sintomi simili a quelli della nuova influenza. Le due aerolinee hanno confermato al Sunday Times di aver ordinato ai propri dipendenti di rivolgersi a un medico prima di ammettere a bordo passeggeri che potrebbero essere malati.

 

Già vietato l'imbarco di alcuni passeggeri

"Il nostro personale è addestrato a riconoscere i sintomi della nuova influenza o di altre malattie contagiose. Perciò può rivolgersi ad un medico e a chi è affetto da nuova influenza non verrà concesso di viaggiare", ha detto un portavoce di British Airways, sottolineando di aver già vietato l'imbarco ad alcune persone. Chi non viene bloccato in partenza, potrebbe comunque trovarsi in quarantene nel Paese di arrivo: in Thailandia e in Cina le autorità hanno già installato degli scanner per il controllo della temperatura corporea per identificare i passeggeri che hanno la febbre.
 

Anche Parigi in fibrillazione: piano anti-influenza nei settori vitali

Non solo Londra, comunque, è in fibrillazione. In Francia, dove gli esperti prevedono che la nuova influenza contagi il 20-50% della popolazione, le autorità hanno già negoziato 94 milioni di dosi di vaccino; e imposto, alle imprese dei “settori vitali” (trasporti, energia, banche, grande distribuzione) di prevedere un piano antinfluenza.
La società dei treni, Sncf, ha previsto così la distribuzione di 8 milioni di maschere. Ma in caso di contaminazione del personale, alcuni treni potranno essere soppressi e solo il trasporto di beni vitali come acqua, cereali e idrocarburi sarà assicurato.
Grandi società hanno previsto grossi stock di maschere, come France Telecom che ne ha 40 milioni. Altri hanno investito nel telelavoro, come Axa, che ha attrezzato le sue cinquanta filiali di sistemi di teleconferenza per ridurre gli spostamenti.
La Federazione ospedali teme un afflusso di contagiati sin da questa estate con ripercussioni sul personale: il 20% dei medici e infermieri, si legge su La Tribune, potrebbe ammalarsi. Certi alberghi della catena Accor (che conta 130.000 camere in Francia) potranno dunque essere requisiti, e trasformati in ambulatori in mancanza di posti letto negli ospedali. 
 

Ma per l'esperto è giusto rinviare l'apertura delle scuole

La riapertura delle scuole a settembre "farà da amplificatore dell'epidemia" di nuova influenza e, anche se il virus A/H1N1 non si è mostrato finora particolarmente virulento, è probabile che si verifichino "casi gravi di malattia" ed è dunque fondamentale ritardare il più possibile la diffusione rapida del virus. L'opinione lanciata dal viceministro Fazio e subito dopo "ritrattata" dal governo di puntare a un rinvio dell'inizio scolastico per attenuare gli effetti dell'influenza, è condivisa da Gianni Rezza, capo Dipartimento malattie infettive parassitarie e immunomediate dell'Istituto superiore di Sanità.
In Italia, così come in altri paesi europei, afferma Rezza facendo il punto della situazione in un intervento pubblicato sul sito dell'Istituto di Sanità, l'infezione viene ancora principalmente riscontrata in persone che provengono da aree affette e, in misura ancora ridotta, in persone che hanno avuto contatti stretti con viaggiatori malati. Il numero dei casi confermati, avverte, "é però in deciso aumento, e non sappiamo quanto tempo durerà l'attuale fase di contenimento".


La velocità di diffusione è alta e sorprendente

Infatti, l'epidemia ha colpito prima il Nord-America, per diffondersi poi in Australia e in America Latina. Più recentemente, l'infezione si è diffusa in Gran Bretagna e in Spagna. Inoltre, la rapidità di circolazione virale osservata in Gran Bretagna è, sottolinea l'esperto, "in parte sorprendente, e rappresenta una delle caratteristiche particolari imputabili a un virus pandemico". E' per questo che la maggior parte degli esperti ritiene che purtroppo è solo una questione di tempo: prima, spiega Rezza, "aumenteranno i casi nei viaggiatori e nei loro contatti, quindi inizieranno a comparire casi autoctoni sporadici, e poi la riapertura delle scuole farà da amplificatore della epidemia". Naturalmente, rassicura però Rezza, "l'adozione di misure di distanziamento sociale potrà mitigare l'andamento dell'epidemia e il trattamento con antivirale proteggere le persone a rischio di malattia grave, in attesa della campagna vaccinale autunnale".
 
 

Non minimizza però l'Oms

Non minimizza, però, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La pandemia di nuova influenza A(H1N1) si è diffusa nel mondo ad una velocità “senza precedenti”: sottolinea l'Oms. Che precisa in un comunicato: “In occasione delle pandemie del passato, i virus influenzali hanno avuto bisogno di oltre sei mesi per propagarsi così come ha fatto il nuovo virus H1N1 in sole sei settimane”. Da cui la conclusione: il conteggio dei casi confermati in laboratorio non è più considerato necessario dall’Oms, che non fornirà più i consueti bollettini con tutti i casi registrati nei vari Paesi, ma si limiterà a dare informazioni sulle zone recentemente interessate dall'infezione.

 

 

Le notizie precedenti, Fazio invita a evitare la corsa ai farmaci

In Italia il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio tranquillizza, e invita ad evitare la corsa ai farmaci: “Non è necessario premunirsi acquistando questi medicinali prima della partenza per le vacanze. Abbiamo - dice il viceministro - priorizzato le scorte per il Governo”, e dunque i farmaci per trattare i pazienti contagiati in Italia ci sono. Si tratta di prodotti che non vanno usati in prevenzione, ma solo in presenza di malattia conclamata - ammonisce Fazio – altrimenti si potrebbero causare forme di resistenza. Insomma, gli antivirali non vanno acquistati senza indicazioni del medico e presi con leggerezza, alle prime linee di febbre. Riguardo poi i casi di studenti segnalati in Gran Bretagna, il viceministro spiega che siamo oltre la fase di isolamento anche in Italia, quindi non c’è alcuna necessità di isolare gli studenti che rientrano in questi giorni a casa da vacanze-studio dall’Inghilterra.

 

Rientrati i 19 studenti italiani contagiati a Londra

 
Si sono recati all'Ospedale San Raffaele di Milano, questa mattina, i 19 studenti della scuola media "Virgilio" di Peschiera Borromeo (Milano) che potrebbero aver contratto il virus della Nuova influenza durante un viaggio-studio in Inghilterra e che sono tornati ieri in Italia. I ragazzi, arrivati ieri a Malpensa (già tutti guariti, secondo il dirigente del ministero che li ha accolti all' aeroporto), sono stati sottoposti al test per verificare il contagio dal virus A/H1N1. I campioni ottenuti sono stati inviati per l'esame, come prevede la legge, all'Ospedale Sacco di Milano che è uno dei Centri di riferimento nazionali. L'esito verrà quindi riferito al San Raffaele e reso noto - afferma l'ospedale di Segrate - non prima del pomeriggio o della serata di oggi.
 
 

Tre ragazzi positivi a Roma, sono tornati dall'Inghilterra

Saono rientrati in Italia da una vacanza studio nel sud dell'Inghilterra l'11 luglio scorso: tre studenti romani, con età compresa tra i 13 e i 16 anni, sarebbero risultati positivi al test dell'influenza A. Le condizioni dei ragazzi, in base a quanto riferisce uno dei genitori, sono buone e il quadro clinico non desta alcuna preoccupazione. Per i tre non è stato necessario il ricovero visto che i sintomi influenzali si sono presentati in forma blanda. I ragazzi sono stati sottoposti a profilassi antivirale.
 
 

Altre 3 ragazze sospette a Gela, anche loro in Gran Bretagna

Tre casi di sospetta influenza H1N1 sono stati diagnosticati a Gela dai medici del pronto soccorso dell'ospedale civile "Vittorio Emanuele". Si tratta di tre studentesse gelesi tornate, il 16 luglio scorso, dall'Inghilterra, dove si erano recate con un gruppo di compagne per apprendere la lingua inglese, ospiti di uno dei tanti college nella zona di Londra. Le ragazze hanno tosse insistente e uno stato febbrile acuto. I medici, a titolo precauzionale, ne hanno disposto il ricovero nel "Policlinico" di Palermo.
 

 

2 persone in quarantena a Pordenone

Una ragazzina e un uomo residenti in provincia di Pordenone si trovano in isolamento domiciliare, a scopo precauzionale, per verificare che non abbiano contratto il virus della nuova influenza. La misura precauzionale è stata adottata nei confronti della giovane, rientrata sabato scorso dalla Gran Bretagna, in quanto durante il soggiorno era entrata in contatto con persone affette dal virus. Da quanto si è appreso dal Dipartimento di prevenzione della salute pubblica dell'Azienda sanitaria 6 di Pordenone, oltre alla ragazzina è stato posto in quarantena un uomo, anch'egli rientrato da un viaggio all'estero. Entrambe le persone monitorate godono di ottima salute.

 

Caso sospetto in Abruzzo, è un 18enne rientrato dalla Spagna

Un giovane di 18 anni, residente in un comune frentano, è stato ricoverato all'ospedale di Vasto perchè sospettato di aver contratto la nuova influenza. La conferma sull'eventuale contagio arriverà fra un paio di giorni dall'Istituto Superiore di Sanità. Il giovane da una settimana era rientrato da un soggiorno in Spagna e subito ha accusato febbre alta accompagnata da sintomi clinici propri dell'influenza, che si erano manifestati per la verità già prima della partenza dal luogo di vacanza, considerato zona ad alta endemia. Tornato in paese i famigliari, insospettiti dai disturbi accusati dal ragazzo, lo hanno accompagnato all'ospedale di Lanciano, da dove è stato immediatamente trasferito al reparto Malattie Infettive di Vasto, con ricoverato in isolamento in via precauzionale. Dai primi esami, il 18enne è risultato positivo agli esami preliminari eseguiti su campioni organici, che hanno evidenziato il contagio da virus influenzale A. Il giovane è già stato sottoposto alla specifica terapia antivirale ed è guarito, non presenta più nè febbre nè sintomi, e tra qualche giorno sarà dimesso. Non accusano problemi i compagni di viaggio, nè i suoi famigliari, per i quali non c'à stato contagio.
 

 

Salgono a 29 le vittime in Gran Bretagna 

 
Sono salite, intanto, a 29 le vittime di nuova influenza in Gran Bretagna, come riferisce un portavoce del ministero della Sanità a Londra. I morti sono 26 in Inghilterra e 3 in Scozia. Fino a ieri si segnalavano nel paese 18 morti tra le persone che avevano contratto il virus H1N1. L'ultima è una turista, deceduta in ospedale in Scozia ieri sera, con precedenti problemi di salute. Era stata ricoverata oltre tre settimane fa al Raigmore Hospital di Invern.
 

I primi vaccinati 8,6 milioni di italiani

 
Secondo il viceministro Fazio, saranno 8,6 milioni gli italiani che verranno vaccinati contro il virus entro la fine del 2009. Si tratta di lavoratori dei servizi essenziali (sanità, polizia, vigili del fuoco) e di soggetti sotto i 65 anni con malattie croniche ed a rischio. Il viceministro ha dichiarato che da febbraio si dovrebbe procedere a una seconda fase di vaccinazioni che riguarderà i giovani dai 2 ai 20 anni e presumibilmente anche le donne incinte.



Ultimo aggiornamento: 20/07/09

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