Insalate in busta: il test
Uno studio sulle insalate pronte in busta pubblicato dal settimanale il Salvagente nel numero in edicola dal 5 luglio e condotto dall’Università di Torino su 100 buste di insalata pronta ha denunciato elevate quantità microrganismi di varia natura.
Il campione analizzato a Torino è composto di diversi vegetali: insalata mista (20 buste), spinacino novello (20), cicorino verde tagliato (27), lattughino verde (20), carote (13). Ed è stato testato nel giorno del confezionamento e in quello della scadenza indicata dal produttore. Stante il vuoto normativo che ancora caratterizza il settore, i ricercatori hanno adottato i parametri microbiologici della normativa francese, oltre a quelli della legislazione comunitaria (reg. 2073/05), che però contempla solo i microrganismi patogeni. I risultati sono sconcertanti, specie per i prodotti venduti a caro prezzo come pronti per il consumo.
CAMPIONI IRREGOLARI
(rispetto alla norma francese DGCCFR-1988)
Carica mesofila totale a 37°
40% nel giorno del confezionamento
87% nel giorno della scadenza
Colimetria
30% nel giorno del confezionamento
60% nel giorno della scadenza
MICRORGANISMI PATOGENI
3% Escherichia coli (di cui 2 positivi alla ricerca di patogenicità)
10% Enterobacter sakazakü (solo il 5% con entrambi i geni di patogenicità, ESSB e ESSF)
17% Pseudomonas spp.
18% Staphylococcus spp.
Ultimo aggiornamento: 04/07/12