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La doppia spesa per il calore: come si divide

(16-23/10/2008)

Cari amici, sono proprietaria di un appartamento che occupo soltanto durante le vacanze. Il condominio ha l’impianto centralizzato di riscaldamento. Dopo un vostro articolo sulla contabilizzazione del calore, ho proposto la modifica in assemblea e stiamo acquisendo i preventivi. Quando la contabilizzazione sarà operativa, la spesa sarà divisa in due quote, una basata sui millesimi, l’altra sul consumo. Ho letto che la proporzione giusta sarebbe 30% la prima e 70% la seconda. È corretto?
Stella Zangaraci, Arese (Milano)

Come accade per i consumi di energia elettrica, anche per la contabilizzazione del calore bisogna pagare una quota fissa, al di là che si usi poco o tanto il riscaldamento, per il semplice fatto che si usufruisce del servizio. Questo perché bisogna riservare una parte delle spese di riscaldamento per coprire i costi della manutenzione della caldaia comune e degli apparecchi collegati. Generalmente la quota fissa si colloca, a seconda del tipo di impianto, fra il 20 e il 40% dei costi totali di riscaldamento. La determinazione della quota fissa spetta all’assemblea di condominio, che delibera con la stessa maggioranza con la quale decide di installare il sistema di contabilizzazione del calore.
Perché sia valida, la delibera deve essere adottata a maggioranza delle quote dell’intero edificio (500+1 millesimi), indipendentemente dalla maggioranza numerica dei presenti, dal fatto che si tratti di prima o seconda convocazione e dall’entità delle spesa: così stabilisce la legge 10/91 sui consumi e il risparmio energetico, in deroga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile, a condizione che gli interventi innovativi siano attuati per ottenere un contenimento del consumo energetico.  
L’ammontare della quota fissa si suddivide fra i condomini in base alle quote millesimali di proprietà degli appartamenti.
L’alternativa è l’uso della tabella millesimale calcolata sulla potenza radiante installata negli appartamenti, i cosiddetti “millesimi riscaldamento”: la scelta può essere considerata più equa in presenza di locali, per esempio negozi, che non usufruiscono del riscaldamento perché non possiedono radiatori. Questo sistema ha un lato negativo: i millesimi riscaldamento potrebbero aver bisogno di revisione periodica, in seguito a ristrutturazione di appartamenti, sostituzione di vecchi radiatori, installazione di nuovi elementi radianti.
La parte restante delle spese di riscaldamento è suddivisa in proporzione al calore consumato da ciascun condomino, sulla base dei consumi letti nelle apparecchiature di contabilizzazione, i ripartitori elettronici o i contatori, installati su ogni singolo radiatore.



Ultimo aggiornamento: 16/10/08

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