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Lite nella Metro a Roma: gli applausi a Burtone shockano la Romania

Il Comune vuol dedicare una scuola a Maricica. Prima notte in cella per l'aggressore.

Franco Pennello
Shock sui media romeni per gli applausi degli amici ad Alessio Burtone, l'uomo che ha colpito con un pugno l'infermiera romena, uccidendola, alla metro Anagnina di Roma. "L'aggressore di Maricica Hahaianu, l'infermiera romena morta dopo essere stata colpita in una stazione metro di Roma, è stato accolto con applausi da più italiani al momento del suo arresto", scrive il sito della tv Antena 3, che accompagna le immagini riprese dai media italiani col titolo "L'assassino della romena applaudito dai connazionali".
"Decine di italiani hanno applaudito Alessio Burtone, l'aggressore della romena, quando è stato trasferito in carcere", riporta anche il quotidiano Jurnalul national online, che fa parte dello stesso gruppo di Antena 3.
"La gente ha chiesto persino la liberazione del giovane", aggiunge il giornale online, citando anche la madre di Alessio.
"L'unica cosa che abbiamo è la casa e siamo disposti a venderla per risarcire, per quel poco che sia, il dolore di questa famiglia", scrive il giornale riportando le parole della madre di Burtone.
"Mio figlio ha fatto un gesto imperdonabile! Ma si è sentito minacciato!", ha aggiunto, stando a Jurnalul.
 
 

Prima notte in carcere

Prima notte in carcere per Alessio Burtone, il ragazzo di 20 anni accusato di avere con un pugno provocato la morte di Maricica Hahaianu, infermiera romena di 32 anni. Il ragazzo, entrato ieri sera a Regina Coeli, è stato trasferito subito in una cella della settima sezione, in isolamento e guardato a vista.
Ha trascorso la sua prima notte in carcere apparentemente tranquillo: ha riposato e ha mangiato sia ieri sera sia questa mattina prima di incontrare il suo difensore, Fabrizio Gallo. Alessio Burtone ha anche incontrato lo psicologo e lo psichiatra che al termine dei colloqui non hanno riscontrato "particolari problemi o patologie del giovane".
Per Burtone è stata comunque disposta una detenzione in isolamento e, al momento, non gli sarà concesso di incontrare altri detenuti.
Ad ogni modo il suo avvocato sta preparando il ricorso per la sua scarcerazione. "Sto preparando il ricorso per la sua scarcerazione. Domani lo presenterò al tribunale del Riesame", ha detto Fabrizio Gallo.
 
 

Non è riuscito a dormire

"Non sono riuscito a dormire, ero agitato. Ogni volta che mi svegliavo pensavo di essere a casa, ma quella luce davanti al letto mi ricordava che ero in carcere". Così Alessio Burtone, il giovane ventenne arrestato ieri per avere con un pugno provocato la morte dell'infermiera romena Maricica alla stazione metro Anagnina di Roma ha commentato la sua prima notte a Regina Coeli.
A riferirlo il suo avvocato Fabrizio Gallo, che ha aggiunto: "È una situazione molto dura, Alessio questa notte ha avuto la pressione alta. Era controllato a vista perchè in regime di isolamento. In cella da solo come un delinquente incallito".
 
 

"Una scuola intitolata a Maricica

"Stiamo valutando l'idea di intitolare una delle prossime strutture scolastiche da inaugurare a Maricica Hahaianu, l'infermiera romena uccisa dopo essere stata colpita con un pugno nella stazione della metropolitana Anagnina a Roma". Lo ha annunciato l'assessore capitolino alla scuola Laura Marsilio, che oggi ha inaugurato un asilo nido comunale nel X Municipio e due nuove sezioni in una scuola dell'infanzia. Nella scuola in via del Fontanile Anagnino l'assessore ha anche annunciato l'intitolazione di un giardino a Francesca e Sara, le due alunne dell'istituto che alcuni mesi fa morirono in gita a Ventotene per il crollo di un costone.


"Non si capiscono le motivazioni che hanno portato al carcere"

"Si fatica a comprendere cosa abbia a che fare la morte dell'infermiera rumena con il tema delle esigenze cautelari, già valutate dal gip al momento dell'arresto come salvaguardabili dalla misura degli arresti domiciliari e ora aggravate con il carcere". Così in una nota il direttivo della Camera Penale di Roma, organo di rappresentanza degli avvocati penalisti del foro capitolino.
"La morte della sventurata signora Maricica aggrava l'imputazione, non certo le esigenze cautelari, già valutate alla luce dei precedenti penali dell'indagato, e permanendo incontestate le modalità della triste vicenda - si legge nel comunicato - La Camera Penale di Roma da tempo denunzia, già in relazione ad altre vicende giudiziarie di analogo rilievo pubblico, come l'istituto della custodia cautelare si sia ormai trasfigurato in uno strumento di anticipata irrogazione della pena, sotto la pressione di rozze campagne mediatiche e di ciniche ed irresponsabili iniziative politiche che strizzano l'occhio al giustizialismo di una diffusa parte della pubblica opinione". 
 
 

Pericolo di fuga e di inquinamento delle prove

Pericolo di fuga e di inquinamento delle prove sono i motivi che hanno convinto il gip Sandro Di Lorenzo a firmare l'ordinanza di custodia cautelare.
La posizione del giovane romano si sta dunque aggravando in seguito al decesso dell'infermiera rumena. E ora si configura l'accusa di "omicidio preterintenzionale".
 
 

Insulti ai carabinieri

Scortato da quattro carabinieri Burtone ha lasciato, nel pomeriggio di ieri, la sua abitazione alla volta di Regina Colei. "Alessio libero", "Alessio uno di noi", hanno gridato decine di ragazzi, tutti amici dei Burtone.
Molti hanno addirittura insultato i militari gridando "carabinieri pezzi di m..." e facendo gesti ingiuriosi. Burtone, accusato di omicidio preterintenzionale per avere con un pugno causato la morte di un'infermiera romena, si è infilato nell'auto dei carabinieri nascondendosi con il cappuccio di una felpa blu.
 
 

La procura si era già opposta ai domiciliari

La Procura aveva chiesto al gip l'aggravamento della misura cautelare, ossia il trasferimento in carcere, per Alessio Burtone, in seguito alla morte di Maricica Hahaianu avvenuta venerdì scorso dopo una settimana di agonia.
L'iniziativa della Procura fu dettata dalle mutate esigenze cautelari per Burtone, accusato di omicidio preterintenzionale dopo la morte dell'infermiera.
La Procura tra l'altro aveva già fatto ricorso al Tribunale del Riesame il 14 ottobre per chiedere l'emissione della custodia cautelare in carcere per Alessio Burtone, impugnando la decisione del gip di metterlo ai domiciliari. Già in sede di convalida dell'arresto il pm Antonio Calaresu si era opposto alla richiesta di arresti domiciliari. Il gip, comunque, aveva deciso di concedere al giovane la misura più attenuata.


L'autopsia: morta per trauma cranico

Un profondo trauma cranico determinato dal violento urto alla nuca e un'escoriazione di circa un centimetro sotto al labbro sinistro. Questi gli elementi che emergono dall'autopsia sul corpo di Maricica Hahaianu, l'infermiera morta dopo essere stata colpita da un pugno mentre si trovava alla fermata della metropolitana Anagnina. In base a quanto si apprende, dai primi risultati dell'esame autoptico svolto presso l'istituto di medicina legale dell'università La Sapienza, non emergerebbe un nesso tra la morte e l'operato dei medici del Policlinico Casilino che hanno tentato di salvare la donna.
Tutti i dati saranno comunque ancora esaminati e i consulenti consegneranno entro 30 giorni alla procura una relazione che viene definita "attendibile" e "chiara" sulle cause del decesso di Maricica.
 
 

Il marito di Maricica contro l'ospedale: "L'hanno curata male"

Mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, annuncia l'intenzione del Comune di Roma di costituirsi parte civile al processo, stupisce e amareggia la folla di amici di Alessio Burtone che da ieri staziona sotto la sua abitazione per dimostrargli solidarietà e chiedere che gli sia risparmiato il carcere.
Il marito di Maricica, intanto, se la prende col Policlino Casilino: "L'hanno curata male", afferma cercando di distribuire anche sui medici la sua disperazione.
L'inchiesta della magistratura, terrà conto anche di queste accuse.
 

Gli ultimi istanti di Maricica al Policlinico Casilino

È morta la povera Maricica Hahaianu, l'infermiera di 32 anni, aggredita venerdì della settimana scorsa alla fermata della Metro di Roma di Anagnina.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha annunciato che il Comune di Roma si costituirà parte civile nel processo contro l'aggressore.
Maricica era stata ricoverata subito dopo l'aggressione al Policlinico Casilino e già ieri pomeriggio i medici avevano constatato "l'assenza di attività elettrica cerebrale".
La Hahaianu era rientrata in coma nel pomeriggio di giovedì, dopo una illusoria fase di miglioramento.
I medici, infatti, le avevano riscontrato un aggravamento con una nuova lesione al tronco encefalico.  
 

La Procura chiede il carcere per Burtone

La Procura di Roma ha fatto ricorso al tribunale del riesame per chiedere l'emissione della custodia cautelare in carcere per Alessio Burtone, il giovane che ha ridotto in fin di vita, con un pugno, l'infermiera romena di 32 anni.
Già in sede di convalida dell'arresto avvenuto venerdì il pm Antonio Calaresu si era opposto alla richiesta di arresti domiciliari per Burtone. Il gip, comunque, aveva deciso di concedere al giovane la misura più attenuata. In base a quanto si apprende la decisione della procura sarebbe maturata anche alla luce del video in cui si vedono le fasi dell'aggressione alla donna.
 

Burtone si dice "pentito"

Intanto il suo aggressore si dichiara pentito, ma il suo pentimento lascia adito a molti dubbi.
Alessio Burtone, il ventenne che ha ridotto dopo una banale lite, l'infermiera rumena in fin di vita, ha scritto una lettera alla sua vittima: "Chiedo umilmente scusa - scrive Alessio - alla signora Hahaianu Maricica per il gesto violento che le ha provocato questa grave situazione. Da quando l'ho saputo dal carcere non riesco più a dormire.
Non mi interessa di quello che mi accadrà perché mi assumerò le mie responsabilità ma ciò che più mi interessa oggi è che la signora possa riprendersi. Prego ogni giorno perché lei possa ristabilirsi e porterò sicuramente un rimorso per tutta la vita.
Chiedo scusa anche ai familiari tutti e mi pento per il male che gli ho fatto. Dico ai giovani di non usare violenza, di non sbagliare come ho fatto io perché oltre a far del male alla povera Maricica ho fatto del male a me e a tutta la mia famiglia.

Vi abbraccio e sono vicino al vostro dolore"
, segue la firma sotto un testo che, comunque, lascia pensare all'intervento di un "consigliere" che vuole attenuare le responsabilità dell'aggressore.
Anche perché - come riporta oggi in prima pagina Il Messaggero - Alessio, appena tre mesi fa, aveva colpito un ragazzo.

L'aggressione in metro

Un'infermiera di 32 anni, cittadina romena, è in coma per una lite per un biglietto nella stazione della metropolitana di Anagnina (uno dei capolinea della Metropolitana di Roma).
Il diverbio è degenerato: un ragazzo di 20 anni, romano, è stato arrestato.
L'uomo ha colpito l'infermiera con un pugno diretto al volto e lei, infermiera professionale, ora è in coma.
Il giovane romano di 20 anni, Alessio Burtone, non è un pregiudicato come era stato detto in precedenza, ma ha a suo carico una denuncia per lesioni,
Un video impressionante mostra il ragazzo che colpisce la donna, mentre gli altri viaggiatori passano indifferenti senza prestarle soccorso.
 
 

La videosequenza

La donna soccorsa e trasportata  d'urgenza presso il policlinico ''Casilino'' è stata operata per le gravissime lesioni riportate al cranio ed è ancora in coma. Il pregiudicato, in un primo momento, è stato condotto presso il carcere romano di Regina Coeli, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
La video sequenza in home page mostra chiaramente il momento in cui il ragazzo colpisce la donna, lei che cade a terra, e l'indifferenza delle persone che le passano a fianco.
 
 

Erano entrambi in fila allo sportello

Il ragazzo e la donna si trovavano in fila per fare il biglietto, quando tra i due è nato un diverbio.
La lite si è riaccesa, quando sembrava finita e i due si erano già allontanati dallo sportello.
I carabinieri di Cinecittà, con i militari del 6° reggimento del Genio pionieri impegnati nell'operazione ''strade sicure'', dopo avere raccolto le testimonianze dei presenti, hanno rintracciato e arrestato l'aggressore.
 

L'avvocato: "Non è un pregiudicato"

"Voglio subito dire che il ragazzo non è pregiudicato. È un lavoratore ed è una persona perbene. Il Gip, su mia richiesta, ha deciso di concedergli gli arresti domiciliari". Così precisa l'avvocato Fabrizio Gallo, legale di Alessio Burtone, il giovane che ha sferrato un pugno a una romena sulla banchina di una metro romana facendola finire in coma, per una banale lite. L'avvocato riferisce che il fatto è avvenuto venerdì scorso, e che il ragazzo si è pentito.
 
 

Adesso è ai domiciliari

L'avvocato aggiunge che "nel video si vede chiaramente che era la donna a inseguire il ragazzo. Alessio mi ha detto che lei gli avrebbe rivolto parole offensive e lo avrebbe provocato dicendogli 'Te la faccio pagare' e 'Ti faccio cadere quando arriva la metro'. A quel punto l'ha colpita".
"Quando ieri in carcere, prima che gli concedessero i domiciliari - aggiunge l'avvocato - ho detto ad Alessio che la donna era in coma, ha avuto un momento di sconforto. Non pensava di aver fatto una cosa tanto grave. Aveva paura che fosse armata. Anche i genitori del ragazzo sono delle brave persone e sono costernati per l'accaduto. Farò un'istanza al pm per la riammissione in libertà".
 
 

Un commerciante: "Se l'è cercata"

La stessa tesi è confermata da un commerciante. "Ero dietro di loro quando sono usciti dal bar. Il ragazzo camminava davanti e la donna lo seguiva, insultandolo e poi prendendolo a calci e pugni. Il giovane si è girato dicendo 'Ma falla finita' e con una mano l'ha colpita involontariamente. Lei è caduta a terra come un sacco di patate". L'esercente lavora all'interno della stazione della metro Anagnina e, raccontando di aver assistito all'episodio di venerdí. "In 60 anni non avevo mai visto una scena del genere - ha aggiunto - una donna che picchia in quel modo un uomo. La donna se l'è cercata. L'ha chiamato anche porco".
 
 

L'accusa: lesioni volontarie gravi

Lesioni volontarie gravi: questo il reato ipotizzato nel fascicolo aperto dal pm Antonio Calaresu nei confronti di Alessio Burtone, il romano di 20 anni che venerdì scorso ha colpito con un pugno una infermiera romena di 32 anni ora in coma. Il gip Sandro Di Lorenzo ha disposto, nella giornata di ieri, gli arresti domiciliari per il ragazzo che, secondo quanto afferma il suo legale, l'avvocato Fabrizio Gallo, non ha precedenti penali.


Alemanno vuol denunciare gli indifferenti

"Mi hanno detto dell'esistenza di un video orribile che mostra indifferenza rispetto all'aggressione avvenuta all'interno della metro Anagnina ai danni di una donna; vedrò questo video e se ciò che mi hanno detto è vero mi rivolgerò all'autorità giudiziaria per una denuncia per omissione di soccorso contro ignoti". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in missione istituzionale a Pechino, dopo aver appreso la notizia di un episodio di violenza ai danni di una donna che adesso è in coma farmacologico per un pugno. Per Alemanno "non è accettabile che in una città come Roma avvengano cose del genere e, tanto più, non è possibile che ci sia una tale indifferenza nei confronti di episodi del genere".
 
 



Ultimo aggiornamento: 19/10/10

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