Il grande inganno delle marmellate “senza zucchero” è finito nel mirino dell’Antitrust. Con un esito amaro per due grandi firme delle confetture, la Zuegg e la Hero, multate dal Garante con una sanzione, rispettivamente, di 100.000 e 200.000 euro.
L’indagine dell’Antitrust - scrive il settimanale il Salvagente che, due anni fa
ne aveva analizzate 12, bocciandone la metà proprio per l’ingannevolezza dell’etichetta - conferma che le etichette e i messaggi promozionali sulle marmellate proposte come “senza zucchero” o “senza zucchero aggiunto” sono ingannevoli.
Un gioco di parole che non racconta la verità. Peggio, che prende in giro i consumatori.
Eccovi un estratto dell’articolo sulle marmellate su il Salvagente in edicola e in vendita a 1 euro - in Pdf sfogliabile - anche
nel nostro negozio on line.
Dolce inganno
Alla Zuegg l’Antitrust ha contestato tutti i claims. Sia quelli usati per pubblicizzare il prodotto sul sito web aziendale e sui giornali, sia la definizione “senza zuccheri aggiunti” riportata sull’etichetta dei barattoli, peraltro con la parola “aggiunti”scritta con caratteri più piccoli rispetto a “senza zuccheri”.
Secondo il Garante, questi claims fanno credere ai consumatori che tali prodotti siano “più naturali, più leggeri, meno calorici”. Ma ingannano, perché non sono senza zucchero.
Gli zuccheri ci sono, e anche tanti
A norma di legge, argomenta l’Antitrust, “è possibile apporre tale dicitura solo su prodotti che non contengono più di 0,5 grammi di zuccheri per 100 grammi o 100 ml, mentre il contenuto zuccherino dei preparati alla frutta in questione è di gran lunga superiore, pari a 33-38 grammi per 100 grammi di prodotto, ovvero un valore per il quale non è possibile utilizzare alcuna indicazione nutrizionale sul quantitativo di zuccheri”. E poco conta che gli zuccheri adottati nella marmellata siano diversi dal saccarosio, perché “non vi è dubbio che il succo d’uva concentrato venga utilizzato nel prodotto per le sue proprietà dolcificanti”. Pollice verso anche sulla modalità di rappresentazione della dicitura “senza zuccheri aggiunti” con la parola “aggiunti” scritta in caratteri più piccoli. Una somma di considerazioni che ha fatto stabilire la sanzione in 100mila euro.
Il marketing comanda
Considerazioni simili riguardano il procedimento sulle marmellate “senza zucchero aggiunto” della Hero. In questo caso, però, il prodotto - Hero Diet - contiene circa il 5% di zuccheri: non rientra tra quelli classificabili come senza zucchero perché oltre la soglia dello 0,5%, ma avrebbe potuto vantare il claim “a ridotto contenuto di zuccheri”. Un plus evidentemente considerato poco attraente dal marketing.
Dietetico anzi no
Ad aggravare la posizione di Hero è il nome Diet che compare sull’etichetta e sulla capsula di chiusura del barattolo. La scritta, rileva l’Antitrust, “risulta in contrasto con il divieto espresso di utilizzo del termine ‘dietetico’ per un prodotto di uso comune, quali le confetture in questione”.
Il prodotto, infatti, non risulta appartenere alla categoria dei cibi destinati a un’alimentazione particolare, per i quali è necessaria la notifica al ministero della Salute. Doppia irregolarità, doppia sanzione: 200mila euro. Stavolta davvero senza zucchero.