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Modena: arrestati 9 cardiologi, aggirato il Comitato etico

L'ex primaria Modena e l'ex direttore di emodinamica Sangiorgi ai domiciliari.

Giorgia Nardelli
Una bufera, all'alba di oggi, si è abbattuta sulal città di Modena.
Alle prime ore di questa mattina i carabinieri del Nas di Parma, in collaborazione con i colleghi modenesi hanno arrestato 9 cardiologi che hanno svolto o svolgono la propria attività presso il Policlinico della città, ritenuto un fiore all'occhiello della sanità italiana. L'indagine coinvolge anche Como, Milano, Brescia, Bologna, Roma, Stati Uniti, Polonia, Svizzera, Belgio, Germania, Irlanda, ma al momento gli indagati sono 67, e 12 le aziende, di cui 6 straniere, che producono attrezzature sanitarie. Per loro è stato disposto il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione.
 

Aggirato il Comitato etico

Una delle domande che si fanno gli esperti è questa: come hanno fatto ad aggirare il parere di Comitati etici, obbligatorio in ogni ospedale? La legge è estremamente rigorosa da questo punto di vista.
Nessuna sperimentazione sui pazienti si può effettiare senza il parere del Comitato edito, che in una struttura come il Policlino di Modena sicuramente esiste e ha un peso detrminante. Come è stato aggirato?
 

I nomi dei professionisti

La procura di Modena ha disposto l'interdizione dall'esercizio di attività e professioni nei confronti di 7 persone. Si tratta di Maria Grazia Modena, all'epoca dei fatti medico responsabile della struttura complessa di Cardiologia del Policlinico di Modena, Massimo Sangiorgi, ex direttore della struttura di emodinamica dello stesso ospedale, i medici Vincenzo Luigi Politi, Alessandro Aprile, Giuseppe Biondi Zoccai (ora a Roma), i colleghi romani Fabrizio Clementi e Alessandro Mauriello, entrambi docenti all'università di Tor Vergata; nella lista anche Simona Lambertini e Andrea Amato, che all'epoca dei fatti erano ripettivamente ricercatrice e frequentatore di un master nel reparto di cardiologia.
 

Due morti sospette

Gli indagati sono ritenuti responsabili di una serie di reati: associazione per delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, sperimentazioni cliniche senza autorizzazione. Nel corso dell'indagine i carabinieri dei Nas avrebbero individuato anche due morti sospette, ma questo ultimo apsetto è ancora al vaglio degli investigatori.
 

Al centro dell'inchiesta

Al centro dell'indagine ci sono però l'ex primario Maria Grazia Modena, e l'ex direttore di emodinamica Massimo Sangiorgi. Quest'ultimo è stato arrestato (per gli altri sono stati disposti i domiciliari). I noti professionisti sono accusati di avere attuato pratiche sperimentali non autorizzate, d'accordo con le aziende fornitrici di apparecchiature, a discapito della salute dei pazienti. L'inchiesta va avanti da tempo, e già nella primavera del 2011 la Modena era stata sospesa dalla direzione e Sangiorgi convinto a dimettersi (anche se la dottoressa ha continuato ad esercitare fino a ieri nel reparto).
 

Procedure "inusitate" a carico dei pazienti

L'inchiesta della magistratura è partita nel febbraio 2011, ma già tempo prima l'associazione di pazienti "Gli amici del Cuore", aveva presentato un'istanza presso le autorità locali, la Usl, e l'assessorato alla Sanità della Regione per segnalare procedure improprie nella struttura di emodinamica. "Volevamo chiedere chiarimenti in merito ad alcune procedure che andavano ben oltre quelle standard, e che a noi apparivano inusitate", spiega al Salvagente il presidente dell'associazione, il professor Giovanni Spinella. "Ci eravamo resi conto che venivano praticati interventi invasivi, spesso su organi periferici, e che a volte avevano poco a che fare il cuore. E che purtroppo  avevano provocato fastidi e danni a diversi pazienti".

Il presidente: "Volevamo vederci chiaro" 

"Volevamo solo vederci chiaro", dice ancora Spinella. "Poi quando la Regione ha istituito un gruppo di lavoro ed è andata a fondo nella questione è intervenuta la magistratura, ed ha aperto un'inchiesta". Nell'indagine della commissione scientifica della Regione, che esaminò le cartelle cliniche dei pazienti, vennero a galla diversi episodi sospetti: "Consensi informati in cui c'era scritto poco o nulla, attività chirurgiche sperimentali non autorizzate, persino decesso sospetti", racconta il responsabile del Codacons di Modena, Fabio Galli.
 

Le segnalazioni al Codacons e i decessi sospetti

"Contestualmente, anche alla  nostra associazione arrivò una serie di segnalazioni da parte di pazienti danneggiati dopo essere stati in terapia in emodinamica", prosegue. Il dossier del Codacons finisce anch'esso in procura, e l'inchiesta va avanti. Fino agli arresti di oggi.




Ultimo aggiornamento: 10/11/12

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