Monti a Bologna, scontri tra polizia e manifestanti
Il corteo cerca di raggiungere l'Arena dove parla il presidente del Consiglio
Gli scontri annunciati fin da ieri, in occasione della visita del presidente del Consiglio Monti a Bologna, ci sono stati effettivamente. Un corteo del Tpo ha cercato di arrivare fino all'Arena del Sole, dove il premier è impegnato in un dibattito per accerchiarla.
Sono intervenute le forze di polizia. Un agente è rimasto ferito, ma per fortuna in modo lievi.
Di fronte allo sbarramento il corteo ha deciso di allontanarsi dall'Arena e di dirigersi verso il centro della città.
I promotori della manifestaizone invitano alla cautela: "Si fa solo quello che dichiamo al megafono", spiegano ai manifestanti.
La tensione prevista da ieri
Sale la tensione a Bologna per l’annunciato arrivo del premier Mario Monti, oggi in città sia per incontrare il presidente della Regione, Vasco Errani, per la vicenda terremoto, che per partecipare alla Festa di Repubblica in corso sotto le Due Torri.
Diverse organizzazioni (su tutte spicca il centro sociale Tpo) hanno annunciato manifestazioni di protesta, al punto che la Questura non solo ha istituito la classica “zona rossa” (all'Arena del Sole, dove alle 16 è previsto un dibattito) ma ha anche annunciato il divieto assoluto di manifestare.
Tutte le sigle dei contestatori
Il centro sociale da giorni sosteneva l'intenzione di muoversi con un proprio corteo di protesta. Oltre al Tpo erano intenzionati a fare la stessa cosa altre sigle quali: Cua e Cas, Asia, il Coordinamento collettivi antagonisti, il “Santa Insolvenza” il Bartleby, il Vag61, il Cub e l’Usb. Per tutti l'appuntamento era per le 15 davanti al teatro.
Il Cacerolazo bloccato dalla Questura
C’era pure l’intenzione di fare un Cacerolazo. in pratica un gran rumore con tamburi, pentole e coperchi allo scopo di disturbare i relatori. Ma anche su questo la Questura ha messo il suo “niet”.
Ai contestatori infatti è stato posto un limite di tipo sonoro. La musica dovrà essere a “Volume non eccessivamente alto” - si legge nelle prescrizioni – e su un solo veicolo su cui installare l'impianto di amplificazione”.
Anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, mette le mani avanti. Chi domani farà danni, ha detto questa mattina, verrà identificato e costretto a pagare.
Mentre la Lega Nord, tra coloro che erano intenzionati alla protesta, s’è ritirata. “Qui qualcuno - ha scritto in una nota - sta pensando di fare la guerra”.
Ultimo aggiornamento: 16/06/12