Gli e-book non si ereditano, ma nessuno lo sa
Vale anche per film, app e Mp3. Chi li acquista compra solo una licenza d'uso.
Il testamento digitale è diventato ormai un’urgenza. Il problema si è manifestato quando è uscita la notizia che l’attore Bruce Willis voleva fare causa alla Apple perché impossibilitato a donare alle quattro figlie la sua sterminata collezione di brani digitali comprati su iTunes. La notizia è stata smentita. Ma il problema resta tutto. Perché mp3, app, ebook e film non possono essere donati in eredità.
“Una dimenticanza di 20 anni fa”
Ufficialmente Apple e Amazon non parlano. Ma fonti interne fanno notare come l’affaire sia frutto di una “dimenticanza” di 20 anni fa: “Il problema comincia a porsi solo ora, con l’invecchiamento della prima generazione di consumatori digitali”.
Ed è frutto di quelle regole pensate per ostacolare la condivisione dei file. Non per impedirne il passaggio da padre in figlio.
Si compra una licenza d’uso
Oggi, infatti, chi scarica un brano musicale o un video dal jukebox di Apple, sfrutta un licenza d'uso personale, ma niente di più. Se il pezzo non è stato acquistato, non è di proprietà e dunque non può essere lasciato in eredità.
Non solo. Il contratto fra l'utente e il servizio di Apple termina quando la persona muore. E se Apple sospetta che una persona sia deceduta, può perfino congelare il suo account e impedire che le canzoni vengano ascoltate.
Serve il testamento digitale
Ma un modo per ovviare al problema c’è. Basterebbe infatti prevedere nella licenza d’uso una clausola che, a fronte di un testamento digitale, permetta il trasferimento dell’account ai legittimi eredi.
Perché i file, i beni digitali, non sono come il caro vecchio vinile che può essere tramandato di padre in figlio.
Ultimo aggiornamento: 14/09/12