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''Che bella giornata'': Checco Zalone sbanca al botteghino

Record dei record: il film ha incassato più de "La vita è bella" di Roberto Benigni.

Vito Lamberti
Record dei record per Checco Zalone. L'ultimo film del comico pugliese, "Che bella giornata", è in testa alla classifica dei film più visti da settimane e nell'ultimo week end guadagna più di ogni altro film italiano, battendo anche il pluripremiato "la vita è bella" di Roberto Benigni.
Uscita il 5 gennaio, la pellicola di Zalone ha infatti raccolto al botteghino (fino al 16 gennaio) 31.479.000 euro. Fino a ieri il record da battere era quello de "La vita è bella" di Benigni che nel 1997 aveva ottenuto una cifra pari a 31.231.984 euro.

Arriva anche "Qualunquemente"

Ora all’onda lunga della commedia all’Italiana che tanti soldi sta portando al box office manca all’appello solo il Partito du Pilu. Insomma, dopo "Benvenuti al Sud", "Natale in Sud Africa", "La banda dei Babbi Natale" e "Che bella giornata" con Checco Zalone arriva il 21 gennaio con 500 copie distribuite da O1 "Qualunquemente" di Giulio Manfredonia con il politico trash Cetto La Qualunque. Un cafone prestato alla politica interessato, come è noto, più al sesso che alla sua mission. E sarà guerra diretta tra Albanese e Zalone fino all’ultimo spettatore, una battaglia in realtà già in corso su Internet dove i due personaggi sono tra i più cliccati.
 

7 milioni in 2 giorni

Il film di Gennaro Nunziante, con l'attore protagonista, nei primi due giorni di programmazione aveva incassato 6 milioni 800 mila euro, che sommati agli incassi extra Cinetel dell'intero mercato hanno superato i 7 milioni.
Si tratta del record di sempre per il box office italiano: prodotto dalla Taodue e distribuito da Medusa, è in assoluto il film che nei primi due giorni ha avuto il più alto incasso superando Avatar e Harry Potter.
Tutto lascia prevedere che presto il secondo film di Zalone supererà i 20 milioni di euro di incasso. Qui potete vedere il trailer.

 

Oltre il successo del 2009

Checco ha addirittura più che raddoppiato il successo del 2009 quando, da assoluto debuttante al cinema, con il suo Cado dalle nubi incassò più di 14 milioni d euro.
Forse per non deludere le aspettative, anche in Che bella giornata Zalone interpreta se stesso, questa volta nelle vesti di un addetto alla sicurezza del Duomo di Milano.
Appartenente ad una “inserita” famiglia pugliese, ha fatto suo il posto grazie alle “premure” del Cardinale Rosselli.
Ma al di là degli aiuti, deve fare i conti con la propria ignoranza: Checco da difensore finisce per essere un autentico pericolo per il patrimonio artistico nazionale. E non lo aiuta di certo Farah, giovane musulmana assetata di vendetta nei confronti del nostro paese, che prova ad entrare nelle sue grazie e alla fine lo farà innamorare…
 
 

Un paese dove studiare non serve a nulla

“Siamo in Italia nel magnifico paese dove studiare non serve a nulla”, si dice ad un certo punto del film. Una frase emblematica per spiegare tutta la forza della comicità di Zalone, che si fonda sulla debolezza del paese in cui abita. I fatti che ogni giorno leggiamo sui nostri giornali, che provengano dal mondo politico, dalla cronaca oppure da quello ecclesiastico, sono una fucina di battute per il comico pugliese.
Un po' come se Zalone fosse come quel fortunato Grizzly che si ritrova con i piedi piantati nel letto di un fiume quando i branchi di salmoni lo risalgono nel viaggio che segnerà la loro fine.
Checco non è un comico raffinato, ma nemmeno becero come ce ne sono tanti. Non ha capricci intellettuali da soddisfare eppure è un attento osservatore.
È così centrale nelle storie in cui è coinvolto, che finisce per oscurare il mezzo attraverso il quale le racconta. Che sia la tv, il cinema o il teatro, alla fine quello che conta è solo lui.
 

Zalone è un grande intrattenitore e gli si perdona tutto

Ha la dote dei grandi intrattenitori, quelli che catalizzano l’attenzione nelle ultime file dei banchi di scuole, su un autobus di provincia tra curve impervie, sui treni regionali, negli uffici oppure nelle fabbriche. 
Ha la dote straordinaria di certe persone normali: non cerca di far ridere, fa ridere da sé. Alla fine gli si perdona anche una prima parte del film un po’ noiosa (soprattutto i primi venti minuti), una regia mediocre e l’abbondanza di stereotipi. Tutti siamo giudicabili dal suo sguardo, Checco non soffre del male di cui soffriamo tutti: la paura di sembrare ridicoli.  Ecco perché è così efficace, anche quando sotto tiro ci sono l’Islam e la chiesa cattolica, sullo fondo di un paese che sta diventando fonte di comicità esso stesso!
 

La sorpresa Tamara Drewe

Quest’anno al Festival di Cannes ci era sembrato un autogol mettere fuori concorso un film delizioso come Tamara Drewe, il flm che Stephen Frears ha tratto dalla graphic novel di Posy Simmonds, ispirata al romanzo di Thomas Hardy "Via dalla pazza folla" (qui potete vedere il trailer).
Siamo in un villaggio inglese, il posto ideale per gli scrittori che in mezzo alla campagna preparano i loro prossimi libri.
A gestire la pensione che li ospita ci sono Nicholas (Roger Allam), famoso romanziere, e sua moglie Beth (Tamsin Greig), che in un elogio sfrenato alla femminilità, fa da mangiare, alleva galline, tosa pecore, tiene l’orto e fa finta di non vedere i tradimenti del marito.
 
 

Il ritorno sconvolgente dell'ex nasona

Il villaggio è sconvolto dal ritorno dell’ex nasona, Tamara (Gemma Arterton), che ora, fresca di rinoplastica e giornalista affermata a Londra, crea scompiglio fra gli abitanti del villaggio.
Al fascino delle sue bellissime gambe non resiste il suo ex, Andy, un batterista rock dagli occhi bistrati e, ovviamente, lo stesso Nicholas.
Ma ci sono anche due formidabili adolescenti, innamorate del rocker, che tramano con Internet, creano casino e sfasciano coppie.
Alla fine tutto si ricompone felicemente, tranne che per il povero Nicholas, travolto dalle mucche.


Film leggero e divertentissimo

Film leggero e divertentissimo, diretto con la solita raffinatezza che contraddistingue Frears. Un panorama sagace su un microcosmo di persone splendidamente fuori dal mondo: gli inglesi, probabilmente.









Ultimo aggiornamento: 17/01/11

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