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Letta ai grillini: ''Scongelatevi'', Grillo: ''No''

Un buon incontro col M5S. Ma arriva la "correzione" dal blog del "capo".

Franco Pennello
L'incontro di ieri è andato bene per Enrico Letta e male per la delegazione grillina, capeggiata da Crimi e Lombardi. L'invito del presidente del Consiglio incaricato - "Scogelatevi, mescolatevi" - ha messo in seria difficoltà i 5 Stelle.
E così la reazione arriva dal comandante generale e cioé dal blog di Grillo, che ruggisce: "Non ci mescoleremo mai".

Questo il testo del Blog: "MESCOLARSI ! questo termine sembra la cifra espressa da Enrico Letta (Capitan Findus, lo stoccafisso del pdmenoelle, ndr), è un mantra, anche lo scorso streaming c'era questa insistenza.
E' un termine da cucina per quanto raffinata, o per cocktails dal risultato non necessariamente gradevole al gusto. I programmi economici e di riforma del finanziamento ai partiti non possono essere "mescolati" sono infatti alternativi, nettamente alternativi, anche alla luce del fatto che le risorse destinate allo sviluppo sono esigue.
E' alternativo anche l'approccio alle riforme della costituzione. Una va verso uno strisciante presidenzialismo l'altra verso la liberazione del parlamento dal giogo che in questi vent'anni è stato imposto da giri e raggiri ai danni della sovranità popolare che il Parlamento esprime. Contribuire non è mescolarsi è l'esatto contrario. Anche perchè la confusione non è un contributo alla limpidezza delle proprie azioni, è solo una nebbia che offusca responsabilità e meriti. Letta lasci stare le metafore gastronomiche buone per pasticci e per nascondere nelle "vivande" veleni e tossici con i quali questa casta ha ucciso la democrazia in questo paese."
Insomma Grillo e Casaleggio preferiscono non mescolarsi. Molti dei grillini in Parlamento probabilmente no. La dialettica interna ai 5Stelle - in questo momento - è questa.
 

 

Forse domenica la squadra di Letta

 
Giornata decisiva per il governo. Ma è difficile che l'eseucutivo possa esserci già per il 25 aprile. Si pensava a una guerra lampo per presentarsi al più presto alle Camera, invece è ancora una guerra di posizioni. Ora si ritiene probabile che la lista sarà pronta per sabato e che il governo Letta, dopo il giuramento, possa presentarsi in Parlamento martedì prossimo.
Sale intanto il numero dei ministri.
Ieri si parlava di un "esecutivo snello" di 12. Oggi sono già cresciuti a 18 (di cui 12 con portafoglio, al momento).
Il presidente del Consiglio incaricato, dopo Vendola, nella prima parte della mattinata ha visto gruppi minori.
A mezzogiorno l'incontro con Scelta civica, alle 13 la Lega Nord.
Dopo le 16 i momenti chiave: a quell'ora arriva infatti la delegazione del Pdl e un'ora dopo ail Pd.
 

Diretta streaming coi grillini

Doveva chiudere la giornata la delegazione del M5S, convocata per le 18. Ma poi i grillini hanno anticipato la delegazione Pd.
Il presidente incaricato ha fatto sapere di aver accolto la richiesta del M5S di mostrare in diretta streaming l'incontro con i grillini (verosimilmente la Lombardi e Crimi) sperando che si comportino meglio che durante l'incontro con Bersani, in cui si sono presentati come una sorta di "tribunale di popolo".
La diretta streaming la potete seguire qui, su Sky Tg24, che già sta trasmettendo le notizie sugli altri incontri di Letta del pomeriggio.
Che fanno slittare l'appuntamento con i grillini e anche quello con la delegazione del Pd.
Ma Letta lo inizia alle 18,20 con una breve premessa sui tre grandi obbiettivi programmatici che si pone: la grande emergenza economica e sociale, la riforma della politica, la nuova Europa.
Il presidente incaricato articola poi meglio la sua proposta, a partire dall'emergenza economico-sociale. Si parla di cassa integrazione e di altri interventi economici.
Dall'altra parte del tavolo non ci sono solo la Lombardi e Crimi, ma anche altri parlamentari dei 5Stelle.
C'è anche un atto di riguardo verso i grillini. È stato posposto, infatti, l'incontro col Pd.
L'altro tema affrontato da Letta è la riforma della politica: se il governo nascerà, si vedranno dei fatti sul tema della "riforma della politica".
Ci sono costi da ridurre e cose che devono funzionare.
"Voglio offrire al Parlamento - dice Letta - non solo a quella parte che appoggerà il governo, quindi anche a voi, a tempi certi l'idea di costruire uno strumento di riforma costituzionale che non si impantani, come al solito, nelle procedure parlamentari.
La riforma della politica tocca la riforma della Costuzione": ridurre i parlamentarei, dare una funzione diversa al Senato, rifare la legge elettorale sono i punti chiave.
Infine Letta fa un appello, abbastanza netto, ai grillini perché cessi l'incomunicabilità portata avanti fino a questo momento in Parlamento.
"Potete votare a favore o contro il mio governo, se ci sarà. Ma vi chiedo di considerare seriamente la nostra volontà di discutere anche le vostre idee e i provvedimenti che voi vorrete proporre. Anche sul finanziamento dei partiti intendo voltare pagina".
 

Crimi nega l'incomunicabilità

Il portavoce dei grillini al Senato, Crimi, prende la parola per prima. Usa un tono pacato e nega che da parte del MoVimento ci sia stata incomunicabilità.
Dice che loro si attendono i fatti e decideranno in base a quelli. Si riserva il giudizio a quando saranno presentati il programma e i ministri.
"Vogliamo un governo al di sopra delle parti e di alto profilo", dice Crimi. "Il programma - aggiunge - mi sembra già fortemente segnato. Speriamo che in Parlamento si apra davvero un confronto".
Anche la Lombardi prende la parola, per negare il congelamento. Poi si sofferna sulla "credibilità della politica" e chiede nomi di altissimo profilo nel governo e un programma adeguato.
Infine propone a Letta di firmare la legge del M5S sui rimborsi elettorali.
Il presidente incaricato ribadisce che, se scioglierà la riserva, la riforma della politica sarà un punto centrale del suo impegno programmatico.
Inoltre è molto abile a usare continuamente la parola "cittadini", cara ai grillini e sottolinea che le riforme costituzionali si fanno solo con una maggioranza molto alta, che mescola le diverse forze politiche.
 

La legge elettorale

L'incontro prosegue. Crimi contesta a Letta che non ha parlato di nuova legge elettorale e poi gli annuncia che teme che i ministri che saranno scelti non corrisponderanno alle richieste di cambiamento.
Sulla legge elettorale, Letta si concede una battuta: "Meno male che siamo in streaming, ne ho parlato prima. In Francia le forze politiche sono divise più o meno come in Italia, ma col doppio turno risolvono il problema.
È un obbiettivo comune cambiare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, eliminare il finanziamento pubblico dei partiti, continuerà l'agonia della Seconda repubblica. Intendo dare il mio contributo per interromperla".
Crimi e Lombardi convengono.
L'incontro si protrae ancora sui temi dell'Ue e dell'economia e su quali devono essere i ministri che "non hanno bisogno di scuola guida".
 

La Lombardi attacca su Marino e Serracchiani

La Lombardi cerca poi di attaccare su Ignazio Marino e Debora Serracchiani. Non hanno troppi incarichI, chiede polemicamnete la portavoce della Camera.
"Stiamo uscendo dal tema delle consultazioni", risponde Letta. "Comunque nessuno cumula incarichi. La Serracchiani si dimetterà da parlamentare europea e lo stesso ha fatto Ignazio Marino dal Senato. Quest'ultimo è stato scelto da 50.000 persone nelle primarie. Allora i citatdni non contano?".
Ci si deve mescolare, ribadisce, se ognuno sta per conto suo, si afferma solo la sterilità.
Sulla fiducia ognuno resta sulle sue posizioni, ma l'impressione è che Letta abbia toccato diversi punti sensibili dei grillini.
Crimi e la Lombardi, dopo lo streaming, fanno anche il punto con i giornalisti, cercando di riprendere le distanze e ribadendo che non danno la fiducia in bianco al governo.
Ma questo Letta l'ha dato per scontato. Che non ha ancora concluso la sua lunga giornata: ora tocca al Pd e poi lo stesso presidente incaricato dovrebbe fare il punto con i giornalisti.
E alla fine della giornata Letta fa il punto. Il suo giudizio è: "Avanti, con prudenza".
Ma Letta, mentre conferma che ha parlato 30 seocndo con Berlusconi, nega che domani ci sarà un incontro con il Cav, come si era detto.
Alla fine Letta può concedersi anche una battuta contro Grillo, che aveva detto ieri che il 25 aprile era morto, usando il mood di una canzone di Guccini.
"Ma dopo 3 giorni è risorto", ha ossservato il presidente incaricato.

 

Due ore di incontro col Pdl

L'incontro col il Pdl e con Angelino Alfano (i due nella foto), infatti, dura più del previsto, anche perché rimbalzano dagli Usa anche reiterate dichiarazioni di Berlusconi.
L'ultima sull'Imu e pare un'apertura: "Non si giudica tutto da una sola misura", spiega il Cav.
All'uscita ha parlato Alfano, che è stato accompagnato dai capigruppo Brunetta e Schifani.
Alfano ha detto che l'incontro è andato bene e poi ha parlato delle misure che il nuovo esecutivo deve varare subito, a partire dagli 8 punti del Pdl, a partire dall'Imu, dalla detassazione delle assunzioni dei giovani e così via.
Alfano ribadisce che sono stati fatti "passi avanti" anche se ammette che ci sono ancora "nodi da sciogliere" e non esclude che ci possano essere altri incontri per chiudere la trattativa.
Il segretario del Pdl - a domanda - risponde che ci sono state "aperture" di Letta sul programma eocnomica, ma che occorre verificarne la fattibilità concreta.
 

 

Letta consulta per primo Vendola

Intanto Enrico Letta inizia in mattinata le consultazioni a Montecitorio da Sel e Gruppo misto.
Nel corso della giornata consulterà tutti i partiti, compresi i 5Stelle.
Molto difficile trovare la quadra tra Pdl, Pd, Lega e Montiani sulle quote di ministri nel nuovo esecutivo.
Il primo a essere ascoltato è stato Nichi Vendola, che all'uscito dice: "Gli abbiamo spiegato la ragione della nostra opposizione al govenro di larghe intese. Non è un giudizio pregiudiziale, ma siamo convinti che è una risposta sbagliata. Tuttavia, qualunque governo dovesse nascere, deve dare una risposta certa a chi attende una notizia buona: penso al rifinanziamento della cassa interazione in deroga o al problema degli esodati.
Abbiamo indicato al presidente incaricati questi punti nodali": conclude Vendola, facendo capire che dipenderà dai punti programmatici l'atteggiamento dei suoi parlamentare alle Camere.
Vendola colpisce anche il Porcellum: "Una vergogna, questo sistema elettorale. Bisogna tornare al voto con un'altra legge elettorale".

 

Il sostegno di Renzi

Da Firenze arriva, invece, il sostegno del sindaco di Firenze.
"Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realtà. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare": ha detto Matteo Renzi durante le celebrazioni del 25 aprile a Firenze parlando dell'incarico affidato a Enrico Letta. "Io e l'amministrazione fiorentina saremo al suo fianco (di Letta, ndr) per mettere fine ad una delle pagine più brutte inconcludenti della nostra storia".
Un sostegno importanrte, visto il peso crescente che Renzi ha nel Pd.
 
 

 

Maroni: "La Lega resta fuori, a meno che..."

Anche la Lega vuole preservarsi per le future elezioni e decide di non entrare nell'ancora ipotetico governo Letta: "Soddisfazione perché l' incarico non èstato dato alle persone sui c'era la nostra netta e totale pregiudiziale contrarieta": dice Roberto Maroni segretario della Lega Nord, al termine dell'incontro con il premier incaricato Enrico Letta. 
Poi pone tre condizioni (macroregione, risorse per il 75% al Nord e sistema federale) per entrare in maggioranza.
"Attendiamo di sapere - spiega con un'aria decisamente propagandistica - se saranno punti del governo, se no staremo all'opposizione, concreta non ideologica che con il governo vuole sviluppare un rapporto dialettico".
"Attendiamo il discorso del premier incaricato ma mi pare di poter dire che noi staremo all'opposizione, siamo su questa posizione di stimolo".
"Ho trovato Letta molto determinato e concreto e consapevole che se il suo tentativo fallisce si va alle elezioni anticipate", conclude Maroni spiegando per ulteriorechiarezza che "la Lega non entrerà nel governo e resterà all'opposizione a meno che Letta non accetti i nostri punti programmatici".

 

Letta batte in volata Amato: le notizie del 24 aprile

È il nuovo premier è Enrico Letta che ha vinto in volata su Giuliano Amato. Ma non è detto che ce la si faccia entro domani. Le consultazioni, infatti, iniziano domani mattina - nonostante la giornata festiva - alla Camera.
C'è stato anche un giallo sui 5 stelle. Si era detto, infatti, che erano stati esclusi dalle consultazioni.Nel tardo pomeriggio si è appreso, invece, che sono stati invitati per domani pomeriggio a Montecitorio. E probabilmente andranno da Letta.
 

Incassato l'appoggio della Lega Nord

Il vicesegretario del Pd uscente (si è dimesso con tutta la segreteria) ha accettato con riserva l'incarico conferitogli da Napolitano. E il Capo dello Stato si è subito detto "Soddisfatto e sereno".
Letta immediatamente dopo ha cominciato le consultazioni, ha già incontrato il presidente del Senato Pietro Grasso. Ma soprattutto avrebbe già incassato il sostegno della Lega Nord. Dal Carroccio è infatti trapelato un "non staremo all'opposizione".
Il Movimento 5 Stelle invece non andrà alle consultazioni di Letta. I capigruppo infatti non sono stati chiamati per il giro di consultazioni previsto per giovedì per la formazione del governo.
 
 

Letta: "Governo di servizio al Paese"

Letta (qui il video) appena uscito dallo studio alla Vetrata ha detto: "Ho accettato sentendo sulle spalle una grande responsabilità perché questa situazione inedita e fragile non può continuare. Il Paese sta aspettando un governo".
"Mi metto in questo impegno perché penso che il paese abbia bisogno di risposte specie quella parte del paese che soffre che ha bisogno di lavoro che non c'è, le imprese che chiudono i giovani che vanno via dal paese", ha proseguito.
Letta domani svolgerà le consultazioni, il giuramento forse avverrà in serata..
"Bisogna dare una risposta all'emergenza giovani e questa sarà una priorità - ha continuato Enrico Letta - Il secondo tema è come dare risposte attraverso una politica credibile".
"Il mio grande impegno sarà a far sì che da questa vicenda possa uscire una politica italiana diversa con riforme istituzionali per ridurre il numero dei parlamentari, cambiare il bicameralismo e una nuova legge elettorale", ha detto ancora.


"Domani le consultazioni"

Il nuovo presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta ha detto che nella giornata del 25 aprile ci saranno le consultazioni. "Parleremo con tutti, con il Pdl in primis. Questo governo non nascerà a tutti i costi, nascerà se ci saranno le condizioni". Sui futuri ministri: "Totoministri impazzirà ma dirò tutto quando, se scioglierò la riserva, riferirò al presidente della Repubblica". E ha assicurato: "Cercherò di utilizzare il più breve tempo possibile". "Voglio aggiungere una cosa e cioè la profonda gratitudine a Napolitano per il senso di dedizione al Paese e che sabato con la rielezione ha creato le condizioni per il tentativo che, ripeto, tentativo complesso e difficile", ha concluso.


Napolitano: "Ora sono sereno"

Dopo Enrico Letta è intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (qui il video): "Avete ascoltato le notizie e anche le parole del presidente incaricato. Io mi limito a esprimere brevi parole di soddisfazione e serenità".
"Si è aperta la strada alla formazione del governo di cui ha urgente il paese, una formazione troppo lungamente attesa dal paese. Questa è la sola prospettiva possibile: una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare la maggioranza", ha proseguito.


12 ministri

Già stasera potrebbe esserci il nuovo esecutivo, con solo 12 ministri. Tra questi dovrebbero esserci Saccomanni, Giovannini, Gallo, Monti e la Cancellieri. Ma anche questo va verificato sul campo.
"Si è aperta la strada alla formazione del governo di cui ha urgente il paese, una formazione troppo lungamente attesa dal paese. Questa è la sola prospettiva possibile: una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare la maggioranza", ha proseguito.

 

Amato: "Bene lo stesso"

Per Giuliano Amato, gradito a Berlusconi e a Napolitano non è comunque un problema. "Sono soddisfatto dell'incarico a Letta", ha detto appena saputo che l'incarico non gli sarebbe stato assegnato.
 
 

Bersani: "Benissimo"

In ogni caso il governo col Pdl è un'amara medicina per il Pd, i cui malumori non solo solo quelli dimostrati dalla direzione di ieri.
Pier Luigi Bersani ha comunque commentato con grande soddisfazione l'incarico a Enrico Letta. "Bene, benissimo" ha detto entrando alla sede del Pd.
Anche Matteo Renzi - il cui veto di Berlusconi sul suo nome è stato smentito da Napolitano - ha fatto l'in bocca a lupo a Enrico Letta via Twitter.
 
 

Alfano al Pd: "No a governicchi"

Il segretario del Pdl Angelino Alfano intanto già manda un chiaro messaggio al Pd: "È bene chiarire al Pd che per noi non ci sarà un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile"
"Se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo", ammonisce Alfano.
La Lega ha invece detto che deciderà dopo le consultazioni se appoggiare il governo Letta.
 
 

Letta senior: "Sono terrorizzato"

Prima che gli venisse assegnato l'incarico Giorgio letta, il padre di Enrico, ha detto: "Sono contento ma sono anche terrorizzato perché il momento è così complicato che non è facile fare il capo del governo in queste circostanze".
 
 

L'aggiornamento precedente

Giuliano Amato in Pole position: è questa l'impressione dopo una giornata di consultazioni lampo.
Si è parlato anche del vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ma l'ex presidnete del Consiglio socialista, grande amico di Napolitano, sembra avere le chance maggiori.
Dopo una giornata di grand etensione, semrabo calare invece le chance di Matteo Renzi, non graditissimo neppure ba Berlusconi, nonostante le apertura del Pdl.
Contro Amato è rimasto Maroni, intransigente nel dire no sia all'ex presidente del Consiglio che a Mario Monti.
 

 

 

Renzi cresce e poi cala di colpo

Cresce l’ipotesi che Matteo Renzi possa guidare il prossimo governo. Tanti che dopo l’apertura del Pdl a una sia candidatura, il sindaco ha fatto recapitare a Naplitano un’ambasciata: “Se serve, ci sto” Secondo quanto trapelato, se mai se ne creassero le condizioni, Matteo Renzi sarebbe disponibile ad entrare nella rosa dei possibili incaricati a formare un governo.   
Insomma, prende quota la carta giocata dai Giovani turchi. Una proposta che in un batter d'occhio sta unendo Pd e Pdl.
Prima Matteo Orfini e Andrea Orlando hanno annunciato che oggi alla direzione del Pd, convocata per indicare quali scelte verranno portate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, porteranno una soluzione inedita per la presidenza del Consiglio. Matteo Renzi è il loro candidato.
Poco dopo si sono accodati alla proposta dei Giovani turchi anche Piero Fassino, Dario Franceschini, Roberto Speranza e Debora Serracchiani.
Intanto dal Quirinale è trapelata la notizia che Napolitano intende assegnare l'incarico a formare un nuovo governo soltanto domani nella tarda mattinata, perché le consultazioni si sono protratte oltre gli orari previsti.
 
 

I 5 Stelle si tirano fuori

La delegazione del Movimento 5 Stelle salita al Quirinale al termine dell'incontro con Napolitano ha confermato che non voterà la fiducia a nessun governo e di volta in volta deciderà se votare a favore o contro. "Anche perché hanno già deciso tutto", ha detto il capogruppo al Senato Vito Crimi.
 
 

Berlusconi: "No aun governo di passaggio"

Al contrario Silvio Berlusconi, al termine delle consultazioni ha confermato  la sua posizione "a favore di un governo forte che non sia di passaggio.

 

Il sì di Speranza

 
Particolarmente significativo il sì di Roberto Speranza, perché il capogrppo dei Democratici alla camera è vicinissimo a Bersani.
"Il nome di Renzi - dice Speranza - incontra senz'altro il favore del Pd perché è una personalità di primissimo piano e trova un'assoluta sintonia con la dirigenza del partito".
 

L'apertura del Pdl

Ma quello che più sorprende è che stamattina anche il Pdl ha aperto a Renzi premier. "La mia opinione del tutto personale è che un incarico a Matteo Renzi per la formazione del nuovo governo sarebbe in linea con una domanda di cambiamento che sale dal Paese e alla quale il Pdl e il presidente Silvio Berlusconi sono pronti da tempo", ha detto Sandro Bondi.


Renzi è tentato

Dal canto suo Renzi sembra tentato dall'ipotesi che già era circolata nel primo giro di consultazioni di Napolitano. Lo si capisce anche da quanto detto dal sindaco di Firenze ieri sera dalla Gruber: "Il Pd deve scegliere se stare nel governo da protagonista. Penso che il centrosinistra debba smettere di vivere di paura e contrasti. Dobbiamo dire purtroppo non abbiamo vinto le elezioni e non possiamo andare alle elezioni, ci tocca governare con altri, come abbiamo fatto dal 2011 al 2013".
 
 

Le consultazioni di Napolitano

E l'ora del nuovo governo, un governo di larghe intese che coinvolgerà i principali partiti presenti in Parlamento. Domani il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inizierà le consultazioni per la formazione dell'esecutivo, e questa volta i partiti non potranno evitare di trovare un accordo.
Eppure c'è già chi mette i paletti.
Da ieri si parla di Giuliano Amato premier, nome condiviso non solo da Pd e Pdl, ma assai gradito al Capo dello Stato. Peccato che la Lega abbia già fatto sapere che la proposta non è
piaciuta, mentre i montiani pure non sembrano entusiasti.
 

Le: ipotesi Letta-Letta o Cancellieri

Ad Amato, già presidente del Consiglio nel 1992 nel 2000, uomo di lunga esperienza politica e istituzionale, competente in campo economico e stimato all'estero, potrebbe eessere sostitutita l'ipotesi di un governo Amato- Letta-Alfano, con i due "giovani" di Pd e Pdl a riequilibrare la situazione. La seconda alternativa potrebbe essere costituita dal tandem Enrico Letta presidente e Gianni Letta (suo zio, Pdl) sottosegretario. Scelta Civica avanzerebbe invece il nome di Anna Maria Cancellieri.

Monti o D'Alema agli Esteri

Quanto ai ministeri, il governo sarebbe formato da un mix di tecnici e politici apprezzati in modo "bipartisan" tra quelli di Pd, Pdl, Lega e Scelta Civica. Per l'economia è il pole Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia, o lo stesso Enrico Letta, mentre agli Interni si continua afare il nome di Anna Maria Cancellieri. Torna anche Mario Monti, ma questa volta agli Esteri, dove l'altro nome in lizza è quelo di Massimo D'Alema.

Saggi a Palazzo Chigi

Anche parte dei cosiddetti saggi nominati da Napolitano potrebbe far parte della nuova squadra. Il piddiellino Gaetano Quagliariello è in pole per il ministero delle Riforme, mentre il democratico Luciano Violante circola come capo della Giustizia in pole con Severino e Grasso. Da Lista Civica avanza Enzo Moaveri Milanesi alla guida delle Politiche comunitarie, mentre la Lega propone il saggio Giancarlo Giorgetti come viceministro dell'Economia, o responsabile dell'Agricoltura: tra i ministeri da sempre più ambiti del Carroccio.




Ultimo aggiornamento: 26/04/13

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