Orlando riconquista Palermo col 72,43%
Il neo sindaco annulla ogni festeggiamento: "Forse in settimana".
Leoluca Orlando è il nuovo sindaco di Palermo. Al termine dello scrutinio delle 600 sezioni del capoluogo siciliano, il candidato dell'Italia dei Valori, sostenuto anche da Rifondazione e da altre liste, ha vinto il ballottaggio ottenendo il 72,43% delle preferenze, pari a 158.010 voti, contro il candidato del partito democratico Fabrizio Ferrandelli, fermo al 27,57% pari a 60.139 voti.
Nettamente battuto
Fabrizio Ferrandelli (Pd e Sel), il candidato "sbagliato" da Pd e
Sel, che già se l'era vista brutta al primo turno, fermandosi al
18,3%.

Orlando: "Nessun festeggiamento"
Alle 17,30, a risultato ormai acquisito Leoluca Orlando ha tenuto una conferenza stampa: "Il voto di oggi è la risposta di una città in ginocchio, dove la regola fin oggi è stata l'appartenenza e non la competenza. Un risultato che restituisce speranza a Palermo".
Orlando ha poi annunciato che non ci sarà nessun festeggiamento: "Non ci sarà nessuna esultanza perché oggi a Brindisi si celebrano i funerali di un'immensa tragedia, e per i morti nel terremoto in Emilia. Forse qualcosa si farà in settimana",
Il Pd: "Ci ricomporremo"
"La situazione di Palermo ci dice che probabilmente nei prossimi mesi la situazione politica e amministrativa sarà ricomponibile affinchè ci possa essere un governo di centrosinistra", ha assicurato Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd .
L'esito e le polemiche legate al primo turno
Allarme rientrato. Il voto in Sicilia è validissimo. La Regione siciliana ha confermato le
percentuali assegnate ai candidati sindaci dai vari uffici elettorali
dei comuni la notte scorsa.
Quindi risultererebbero eletti al primo
turno i candidati di Sciacca (Ag), Villabate (Pa), Erice (Tp),
Misterbianco (Ct).
Viene confermato anche il dato che vede Leoluca
Orlando al 47,34% a Palermo.
La scoperta dell'errore
L’errore è stato scoperto dal blog dipalermo.it; poi è arrivata la
conferma della Regione. Le preferenze dei voti ai sindaci sono state
calcolate sulla base dei voti totali espressi solo per i primi
cittadini. Invece, la base del calcolo dovrebbe essere effettuata sul
totale dei voti validi, ottenuti sia dai candidati sindaci che dalle
liste e candidati al Consiglio, con l'unica eccezione delle schede
nulle.
L'effetto immediato di questo errore, a riconteggio completato, sarebbe
dovuto essere un notevole ridimensionamento delle percentuali ottenute
dai due candidati a Palermo, Leoluca Orlando (Idv) e Fabrizio
Ferrandelli (Pd e Sel), arrivati al ballottaggio rispettivamente con il
49,7% e il 18,3%. Per entrambi sarebbe restato comunque valido l’accesso
al secondo turno, dato che le modifiche vanno applicate a tutti i
candidati.
Le conseguenze
Diversamente
da Palermo, l’errore nei conteggi ha portato a conseguenze ben più
drastiche a Misterbianco, dove il deputato regionale del Pd Antonio Di
Guardo ieri sera è andato a dormire con un'elezione assicurata dal 56%
di preferenze e oggi si è svegliato (dopo il riconteggio) al
ballottaggio con il 42,88%.
Orlando: “Il pressapochismo fatto sistema”
“Siamo davanti al
pressapochismo fatto sistema. Non commento questa cosa - ha detto
Orlando incontrando i giornalisti nella sede del suo comitato elettorale
- se io avessi il 37% qualcun altro avrebbe il 7%, non cambia niente mi
sembra comunque una cosa un po' bizzarra, sarebbe un vulnus della
democrazia se in consiglio fossero presenti solo 2 liste”. Ferrandelli,
invece, si concentra soltanto sul lavoro da svolgere in vista
dell'appuntamento fissato tra due settimane, dicendosi “fiducioso”
riguardo al ballottaggio.
A Palermo Orlando travolge Ferrandelli
Clamoroso a Palermo: al ballottaggio vanno solo i candidati del
centrosinistra, con uno in Pole position, Leoluca Orlando, che ha
raggiunto (a 574 sezioni scrutinate su 600) il 47,5% dei voti. Lo
sfidante è il giovane candidato del Pd, Ferrandellim, che si ferma però
al 17,4%.
Va peggio al candidato della forza che fino al voto ha governato
Palermo. Massimo Costa, l'esponente del centrodestra, è sotto il 15%.
Orlando: "Nessun patto col Pd"
"Voglio fare il sindaco per licenziare quei dipendenti comunali che
non lavorano": Leoluca Orlando, in un certo modo "sorpresa" del voto
palermitano, commenta ai microfoni di Sky il prossimo futuro.
L'ex sindaco della "primavera palermitana" esclude che, se si andrà
al secondo turno, farà accordi con il candidato del Pd, perché non ci
può essere accordo "con gli inciucisti che sostengono in Regione
Lombardo".
A Palermo sale ancora Leoluca Orlando
Secondo i primi dati del Viminale Leoluca Orlando (IdV) è in vantaggio con oltre il 40%.
Secondo la quinta proiezione dell'istituto Piepoli per il sindaco
di Palermo, invece, Orlando è al 47,3%; Fabrizio Ferrandelli
(centrosinistra) al 17,1%; Massimo Costa (centrodestra) al 13,4%;
Alessandro Aricò (Terzo Polo) al 7,9%.
"C'è un buon clima...attendiamo con fiducia l'esito dello spoglio":
commentava a caldo Orlando su Twitter dopo la chiusura dei seggi
elettorali. E ottimista si è mostrato anche Ferrandelli. "Provo delle
sensazioni positive, crediamo di poter arrivare al ballottaggio": sono
state le prime parole del candidato dal quartier generale per seguire in
diretta i risultati. "Credo di avere combattuto una forte battaglia -
aggiunge - siamo pronti a sfidare chiunque".
Nel capoluogo siciliano sono 11 i candidati in corsa, sostenuti da
28 liste che includono oltre 1.300 candidati per 50 posti in consiglio
comunale. Numeri che fotografano la frammentazione di queste
amministrative, che si chiuderanno probabilmente con il ballottaggio.
Secondo i sondaggi della vigilia i favoriti per sono Massimo Costa
(Pdl), Fabrizio Ferrandelli (Pd e Sel) e Leoluca Orlando (Idv).
Orlando sfida Ferrandelli

Fabrizio
Ferrandelli (in foto a sinistra, 31 anni) è il vincitore delle primarie
di centrosinistra sostenuto da Pd, Sel e altre liste civiche. Leoluca
Orlando - appoggiato da Idv, Verdi e Fds - ha deciso di candidarsi non
riconoscendo la vittoria del suo ex pupillo, “ripudiato” per essersi
presentato senza il consenso del partito.
I candidati del centrodestra
Spaccati anche Terzo polo e centrodestra. Il Pdl ha scelto di
appoggiare Massimo Costa (in foto a destra), ex presidente del Coni
siciliano, sostenuto anche dal Grande Sud di Gianfranco Miccichè e
dall'Udc. Mpa e Fli hanno invece virato verso Alessandro Aricò, deputato
regionale “futurista”. Il Pid dell'ex ministro Saverio Romano appoggia
la deputata regionale e collega di partito Marianna Caronia.
Gli altri: dal grillino ai Forconi
Ancora, c’è Riccardo Nuti, esponente del “Movimento 5 stelle” di
Beppe Grillo; l'ex operaio della Fincantieri Gioacchino Basile schierato
con Forza nuova; Marco Priulla del Partito dei comunisti italiani e
Rossella Accardo, appoggiata dal movimento dei Forconi.
Ultimo aggiornamento: 22/05/12