Polvere e acqua dai piani alti, che si può fare?
(1-8/10/2009)
Patrizia Pallara
Cara redazione del Salvagente, vorrei sapere se in un condominio è consentito battere i tappeti affacciandosi dal balcone e se è permesso innaffiare le piante, sui poggioli, con inevitabile caduta di acqua. Da noi questo accade spesso, ma non mi è chiaro se è consentito. Potreste darmi una risposta?
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Battere i tappeti, annaffiare le piante, stendere i panni sono attività che fanno parte della vita quotidiana di una casa, e quindi anche di un palazzo. Per svolgerle, occorre sempre rispettare le regole dettate dalla buona educazione, un elemento di civiltà che di solito non viene insegnato a scuola e non è neppure disciplinato dalle leggi, anche se in alcuni casi ce se sarebbe davvero bisogno. Non esistono norme “scritte” e codificate, né dello Stato né, ci risulta, dei Comuni, che vietano di annaffiare le piante sui balconi o di battere i tappeti.
Una disciplina di questo tipo di attività, che i partecipanti svolgono nell’ambito della proprietà esclusiva, potrebbe però essere contenuta nel regolamento di condominio. È possibile, infatti, che il regolamento interno, di natura assembleare o contrattuale, stabilisca norme di comportamento, orari e accorgimenti per stendere il bucato, innaffiare le piante, battere i tappeti. Allo stesso modo, il regolamento può porre limitazioni, per esempio vietando di stendere i panni all’esterno del balcone o della terrazza, o di battere i tappeti, per tutelare il decoro architettonico della facciata, che è un bene comune. Il regolamento potrebbe porre limitazioni del tipo: “È vietato stendere biancheria o altro all’esterno dei balconi e delle finestre comunque visibili dalla strada. È consentito stendere all’interno dei balconi e negli spazi appositamente predisposti”.
Quando si innaffiano le piante sul poggiolo, è sempre bene aver cura di non bagnare i balconi sottostanti: i vicini possono a loro volta avere steso tappeti o altri capi pregiati e, nel caso si rovinassero, potrebbero richiedere i danni.
Ma che fare se si subisce lo stillicidio dell’acqua che cade dalle piante innaffiate al piano di sopra? Come si può risolvere il problema? Se il regolamento del condominio limita questa operazione a certi orari, occorre chiedere il rispetto dei divieti e degli obblighi della disciplina interna al proprietario dell’appartamento, che a sua volta è tenuto a imporre per contratto lo stesso rispetto all’inquilino.
Il condomino che subisce “l’invasione” può inviare all’interessato una lettera raccomandata con la quale fa presente il problema, illustrando il rischio di danni che il gocciolamento può arrecare. Se non riceve riscontro, non può far altro che rivolgersi al giudice.
Ultimo aggiornamento: 02/10/09