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Il Salvagente

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Rai3: Ruffini ha fatto troppo bene e lo cacciano, arriva Di Bella, 1,5 milioni a Vespa

Il cda ha deciso a larga maggioranza l'avvicendamento, in base a logiche oscure.

Provate voi a capirci qualcosa, se ne siete capaci. Antonio Di Bella dirige bene il Tg 3, ma - qualche mese fa - decidono di togliergli l'incarico per affidarlo a Bianca Berlinguer.
Paolo Ruffini, a sua volta, ha dimostrato di essere un ottimo direttore di rete, costruendo in 7 anni una nuova identità di RaiTre. E decidono di cacciare anche lui, per mettere al suo posto Antonio Di Bella che da ieri è il nuovo direttore di Rai3 a larga maggioranza 8 voti voti favorevoli e uno solo contrario).
Il Consiglio di amministrazione della Rai (lo stesso che gli aveva tolto la direzione del telegiornale) ha pensato che andasse benissimo, invece, per la terza rete Rai. Mah!
Di Bella succede a Paolo Ruffini (nella foto sotto con Serena Dandini) che era alla guida della terza rete dal 2002. Ruffini va a Raidigit, che deve essere una cosa importante, tanto che nessuno (o quasi) sa cosa sia.
Il Consiglio di amministrazione ha anche approvato il contratto di Bruno Vespa, che era stato bloccato nella tornata precdente perché troppo "esoso". Bene, il contratto bloccato era per 1.670.000 euro l'anno (minimo) per 3 anni + 1. Ieri ne è stato approvato uno della stessa durata, per 1.500.000 euro l'anno. Vespa ne aveva assolutamente bisogno visto che guadagna "solo" 1.200.000 euro l'anno. 
 
 

La giornata di ieri, l'incontro tra i consiglieri di minoranza

Stamattina i tre consiglieri dell'opposizione - Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten - si erano rivisti per tentare di trovare una linea comune da portare in consiglio.
La mediazione, a quanto pare, è riuscita solo in parte, perché c'è stato un voto contro la nomina di Di Bella.
Probabilemente contrario alla nomina dell'ex direttore del Tg 3(o meglio favorevole alla riconferma di Paolo Ruffini) è rimasto Nino Rizzo Nervo che era per un no duro.
 
 

È importante anche il futuro di Ruffini

Per il presidente Garimberti il nodo è tutto qui, perché come aveva detto a suo tempo, la questione della condivisione delle nomine per lui è dirimente e domani deciderà di conseguenza. Se pure infatti il principio che lega il centrosinistra è mantenere l'identità della rete, cosa che sarebbe rispettata dall'arrivo di Antonio Di Bella, non indifferente per chi intende sedersi al tavolo e discutere sembra anche la questione del futuro incarico di Ruffini, ovvero i reali contenuti della direzione Rai digit che gli verrebbe proposta e che al momento è solo sulla carta.
 
 

Zavoli: "Mi sarei aspettato la conferma di Ruffini"

Ruffini non avrebbe ancora sciolto la riserva e potrebbe dire di no in ogni caso. Il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli spera in "una sorta di condivisione, di consenso, non credo entusiastico, di chi aveva lavorato così bene per sette anni e mi sarei aspettato di vedere confermato a Raitre". È però consapevole che "se gli succedesse Di Bella non avremmo motivo di dubitare delle cose buone che continuerà a fare".
 
 

L'ordine di avvicendamento è arrivato da fuori

La questione centrale non è nel confronto dei curriculum di Ruffini e del suo ipotetico successore, entrambi di valore, ma squisitamente politica con il timore che l'ordine per l'avvicendamento sia venuto da fuori. Del resto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e la sua maggioranza di governo non hanno mai fatto mistero dell'ostilità alle scelte editoriali di Ruffini e della sua rete.
 
 

Bersani: La Rai deve seguire logiche aziendali"

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani spiega che il Cda nelle sue scelte deve seguire logiche aziendali e non "di altro tipo": "La Rai è un'azienda e può fare l'azienda, ma deve fare attenzione a cose male interpretabili. Vediamo che non ci siano curvature di altro tipo". Più esplicitamente Carlo Rognoni, da oggi responsabile del Pd per le questioni della riforma radiotelevisiva, spiega che è "politicamente inaccettabile che si voglia far passare questo cambio, frutto di uno scontro interno al Pd. Se ci sono consiglieri che non sono d'accordo tra loro, la responsabilità è loro e solo loro per le decisioni aziendali che devono prendere". Nettamente ostile resta il responsabile comunicazione dello stesso partito, Paolo Gentiloni, per il quale la sostituzione sarebbe "un grave errore, sul quale il Pd è contrarissimo". Sottolinea Gentiloni che "la rimozione di Ruffini è da mesi l'obiettivo dei vertici Rai".
 
 

I sindacati di Rai3 chiedono in incontro urgente

Intanto i dirigenti di Raitre hanno chiesto un incontro urgente a Garimberti e Masi con l'Adrai e l'Usigrai, "per poter manifestare il loro sconcerto di fronte alle vicende che ormai da mesi contrassegnano l'ipotesi di sostituzione del direttore di rete, Paolo Ruffini". Ma, spiega in serata Loris Mazzetti, "non c'è stata risposta alcuna, la richiesta è caduta in un silenzio che è atto di grande arroganza di fronte all'appello di 15 dirigenti".



Ultimo aggiornamento: 26/11/09

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