Rivoluzione nella scienza: il bosone, ''la particella di Dio'', esiste
Scienziati in lacrime al Cern di Ginevra. Peter Higgs la teorizzò 48 anni fa.
"Nei nostri dati osserviamo chiaramente i segni di una nuova particella": dopo tanta prudenza, fughe di notizie e il video di presentazione finito on line per errore, i ricercatori parlano finalmente della particella che stanno inseguendo da decenni e che sono riusciti a catturare.
E’ la particella “di Dio”, la particella grazie alla quale ogni cosa ha un massa, e che dà vita alla materia. Finalmente la sua esistenza è stata provata.
Ricercatori in coda
Ricercatori di tutto il mondo erano in coda già dalle prime ore della mattinata, con un anticipo di tre ore, per assicurarsi un posto nel seminario affollatissimo. Prima dell'inizio dei lavori un enorme applauso ha accolto l'ingresso del fisico teorico Peter Higgs, che nel 1964 aveva previsto l'esistenza del bosone che dà la massa ad ogni cosa. Lo scienziato era in lacrime per l’emozione.
Il bosone di Higgs
E di fatti la particella di Dio è chiamata anche “bosone di Higgs”. Oggi Higgs non era solo: con lui gli altri teorici che in modo indipendente avevano previsto l'esistenza della stessa particella: Francois Englert, Gerald Guralnik, C. R. Hagen, Tom Kibble. Manca all'appello solo Robert Brout, morto poco più di un anno fa Il seminario del Cern viene trasmesso in diretta in diversi centri di ricerca in tutto il mondo, primo fra tutti il convegno internazionale di fisica delle particelle in corso a Melbourne.
In collegamento con l'Italia
In Italia il collegamento principale è con la sede centrale dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) a Roma. L'Infn riveste infatti un ruolo di primo piano nella partecipazione al Cern, con almeno 600 ricercatori, e nelle ricerche sul bosone di Higgs. "Le incredibili prestazioni di Lhc e di Atlas e gli enormi sforzi di un grandissimo numero di persone ci hanno portato a questo risultato entusiasmante", ha detto Fabiola Gianotti, presentando i dati.
Esperimenti senza errori
"C'é una nuova particella. Sappiamo che deve essere un bosone e che si tratta del bosone più pesante mai trovato", ha detto Joseph Incandela. Entrambi gli esperimenti sono stati condotti nel più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) ed il margine di errore raggiunto in entrambi gli esperimenti è pari a 5 deviazioni standard, vale a dire che la probabilità che ci sia un errore sono praticamente uguali a zero.
Il pianto di gioia di Higgs
Mentre l'italiana Fabiola Gianotti, responsabile dell'esperimento Atlas, finiva di presentare i dati, il 'papa'' della particella di Dio, il fisico Peter Higgs, non è riuscito a trattenere le lacrime. Piangeva . Un applauso interminabile ha travolto la sala quando i la presentazione era terminata e i dati erano ormai sotto gli occhi di tutti.
Poi il direttore generale del Cern, Rolf Heuer, ha invitato tutti a rivolgere gli applausi a Peter Higgs e gli altri quattro papà della particella presenti: Francois Englert, Gerald Guralnik, C. R. Hagen, Tom Kibble. Manca Robert Brout, morto poco più di un anno fa. "E' davvero incredibile - ha detto Higgs - che tutto questo sia successo mentre sono ancora in vita".
Ultimo aggiornamento: 04/07/12