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Satellite: paura addio, è precipitato nel Pacifico

La Nasa si contraddice di continuo. L'ultima versione è che si è disintegrato.

Ma la Nasa i suoi satelliti li controlla oppure no? Quanto è accaduto con Uars lascia forti dubbi in proposito.
Da stamattina, infatti, si inseguono le versioni dell'Ente spaziale americano.
L'ultima afferma che Uars è rientrato nell'atmosfera terrestre, distruggendosi nell'impatto, in una zona che si trova sull'oceano Pacifico.
Sulla base dei dati forniti dal Centro Interforse per le Operazioni Spaziali della base californiana di Vandenberg, l'agenzia spaziale americana ha individuato l'ora del rientro fra le 5,23 e le 7,09 di questa mattina (ora italiana).
 

 

Uars caduto in anticipo

Sempre secondo l'ultima versione, il satellite è rientrato nell'atmosfera con qualche ora di anticipo rispetto alle previsioni aggiornate in nottata nella Nasa proprio a causa del carattere imprevedibile della sua traiettoria.
"L'ultimo aggiornamento della Nasa, nella notte, dava un margine di 12 ore, invece il satellite è rientrato sensibilmente prima, a testimonianza della difficoltà di calcolare traiettorie di questo tipo", ha osservato l'astrofisico Gianluca Masi, del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope.
A influire sulla grande variabilità nella dinamica di rientro nell'atmosfera del satellite sono stati molto probabilmente cambiamenti avvenuti nell'atmosfera, ma è anche possibile che la perdita di un solo frammento, durante la discesa, possa avere influenzato in modo significativo l'assetto del satellite.
 

La scorsa notte ha cambiato rotta, "saltando" l'Italia

La caduta era prevista dalla Nasa fra la 05,45 e le 06,45 italiane. La scorsa notte il satellite defunto ha cambiato rotta, scongiurando il rischio di precipitare sui cieli d'Europa e d'Italia, e nelle ultime ore era previsto il transito su Africa, Canada e sugli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano.
Lungo 10,6 metri, largo 4,5 e pesante 5,9 tonnellate, Uars (Upper Atmosphere Research Satellite) è stato in orbita per 20 anni, studiando l'ozono e le altre componenti chimiche degli alti strati dell'atmosfera fino al 2005, quando ha terminato la sua missione ed ha costantemente perso quota.
 

La versione precedente: caduto in Canada

Il satellite della Nasa sarebbe caduto in Canada dopo aver rallentato la sua velocità d'impatto.
Lo rende noto l'agenzia spaziale Usa.
Tre messaggi su Twitter indicano la caduta di frammenti - presumibilmente del satellite - sulla cittadina di Okotoks, a sud di Calgary, nell'ovest del Canada.
Secondo altre notizie, invece, rietenute in questo momento più attendibili, Uars avrebbe "corretto" la sua rotta e si sarebbe diretto sugli Usa.
Allarme cessato, comunque, per l'Italia, anche se induce a riflettere sulle migliaia di "oggetti spaziali" che, nel corso di decenni, gli uomini hanno spedito nello spazio.
Utilissimi, per carità. Ma che a volte diventano fonte di angoscia, com'è accaduto per Uars.

 

Le "previsioni" della Nasa

Secondo il bollettino precdente della Nasa, il rientro del satellite era previsto tra le 5 e le 9 ora italiana, con possibile caduta di frammenti lungo una fascia che comprende Canada, Africa, Australia e zone degli oceani Atlantico, Atlantico e Indiano.
"Remoti i rischi per l'incolumità pubblica", sottolinea la Nasa.
La Protezione civile esclude, a questo punto, ogni rischio per il territorio italiano. 
 
 
 

L'allarme di ieri

Scarse possibilità che il satellite cada sull'Italia. A sostenerlo è Luciano Anselmo, dell'Istituto di Scienze e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) che sta lavorando ai dati su posizione e traiettoria del vecchio satellite che sta rientrando in atmosfera. "Abbiamo ristretto - ha sottolineato l'esperto - la probabile finestra di rientro: possiamo dire che il primo passaggio sull'Italia è oramai escluso, resta solo un potenziale passaggio compreso fra le 3,30 e le 4,15". Ma, ha aggiunto, "la probabilità che il satellite cada in Italia è comunque bassa, resta dello 0,9%. Molto probabilmente, per il 70%, cadrà nell'Oceano e per oltre il 99% non in Italia". 

Le possibili aree di impatto

Anche la Nasa conferma che la posssibilità di caduta sul nostro Paese è scesa allo 0,9% e cambiano di conseguenze le aree su cui eventualente potrebbe impattare. In considerazione della nuova rivisitazione dello scenario, il territorio potenzialmente interessato dall'evento comprende le province autonome di Trento e Bolzano, tutte le province del Veneto e del Friuli Venezia Giulia; Brescia e Sondrio per la Lombardia. Sarebbero di conseguenza escluse la Valle d'Aosta, il Piemonte, la Liguria e l'Emilia Romagna.
 

Il Piemonte verso il cessato allarme

"Per il Piemonte si va verso il cessato allarme" sostiene il Presidente della Regione, Roberto Cota. "I dati in nostro possesso - ha reso noto Cota, che ha costantemente seguito la vicenda in stretto collegamento con la Sala operativa della Protezione civile - ormai escludono che l'eventuale impatto si verifichi nel corso della finestra di
passaggio sul territorio della nostra regione". 

Probabilità di caduta in Italia molto basse

Nel pomeriggio di oggi era salita all'1,5% (fino a ieri era dello 0,6%) la probabilità che uno o più frammenti del satellite della Nasa Uars, che  impatterà con l'atmosfera della Terra,  possano cadere anche in Italia.
Le novità vengono diffuse dal Comitato Operativo della Protezione Civile, che aggiorna anche la possibile traiettoria e finestra temporale dei frammenti. Il satellite si è avvicinato all'atmosfera ieri sera (qui il video mandato in onda dalla Bbc), e si avvicina alla terra con la velocità prevista. Stando ai calcoli degli esperti della Nasa, il satellite dovrebbe disintegrarsi in circa 2.500 frammenti, di cui solo 26 potrebbero sopravvivere all'impatto con l'atmosfera. Questi avranno il 71% di probabilità di finire in mare (qui una simulazione della Nasa).
 
 

I consigli: state in casa e ai piani bassi

La Protezione Civile - ricordando comunque che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra sono assai rari - diffonde alcuni consigli.
Primo tra tutti, quello di privilegiare luoghi chiusi e i piani bassi, perché i frammenti, impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti.
Ancora, all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi).
I frammenti di satellite possono sprigionare gas tossici (idrazina). Chiunque avvistasse un frammento dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità e comunque dovrà mantenersi a un distanza di almeno 20 metri.

 

Interessato tutto il Mediterraneo

In verità è tutta l’area del Mediterraneo ad essere interessata. Il satellite entrerà in atmosfera tra venerdì 23 e sabato 24 settembre.
E i frammenti potrebbero disperdersi in un’area di 600-800 chilometri. Non solo. Il satellite Uars è molto vecchio, pesa 5 mila kg ed è grande quanto un autobus. La parte più esterna si disintegrerà più velocemente, mentre la parte più interna, più robusta e pesante, potrebbe rischiare di arrivare davvero sulla Terra. 
 

Nessun rischio: solo un cane egiziano...

Non c’è però da aver paura. Secondo Giovanni Bignami, ex Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, la possibilità che qualcuno rimanga ucciso da un pezzo di satellite è "minore di quella di essere morsi da uno squalo, in Piazza San Babila a Milano".
Secondo il fisico, "si è fatto un grande allarmismo ingiustificato" visto che "nella storia conosciuta, solo un cane egiziano è stato ucciso da un oggetto caduto dallo spazio, ma parliamo di molti secoli fa".




Ultimo aggiornamento: 24/09/11

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