UNICREDIT
TELETU'

Stampa questa pagina stampa articolo Invia articolo invia articolo

  • Favorites
  • Yahoo MyWeb
  • OKNotizie
  • Google Bookmarks
  • StumbleUpon
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Twitter
  • condividi:

Sclerosi multipla: parte dall'Emilia la terapia Zamboni

Sperimentazione da metà novembre. L'opinione di malati e famiglie del Ccsvi.

Scetticismo e cautela, certezze e speranza: la comunità scientifica è divisa intorno alla Ccsvi (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale), la nuova patologia scoperta dal professor Paolo Zamboni, da cui si svilupperebbe la sclerosi multipla.
Secondo gli studi realizzati dal chirurgo ferrarese, infatti, alla sclerosi è attribuita un’origine di natura cardiovascolare e non neurologica, come da sempre viene trattata, provocata dall’ostruzione di alcune vene che portano il sangue dal cervello al cuore. La soluzione? Un’operazione di angioplastica, semplicissima e banale come stappare un lavandino, a cui si sono sottoposti già diversi malati, con esiti e benefici sorprendenti.
Della terapia Zamboni hanno parlato nei giorni scorsi "Le Iene", tornati anche nella puntata di ieri sull'argomento.

Il tema affrontato anche a Goteborg

E il tema non è passato inosservato. Se ne è continuato a parlare nei giorni scorsi a Goteborg al congresso dell'Ectrims (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis), nel corso del quale il prof. Zamboni ha presentato la sua relazione, di fronte a una platea di 3.000 neurologi, con i risultati di alcune ricerche che confermerebbero, in molti dei casi, la correlazione esistente tra la CCSVI e la sclerosi multipla.
I malati compatti: “Proviamoci”
Se la comunità scientifica è divisa, il fronte dei malati si ritrova compatto. “È giusto verificare la correlazione tra la Ccsvi e la sclerosi multipla come sostiene il professor Zamboni, ma poiché la sperimentazione durerà ancora uno o due anni, chi è già malato non può permettersi di aspettare e chiede che venga intanto diagnosticata loro la malattia venosa a prescindere dalla sclerosi”, spiega Gisella Pandolfo, consigliera nazionale dell’associazione Ccsvi nella Sclerosi multipla, con sede a Bologna, di cui è presidente onoraria la vedova di Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani.

Su Facebook una pagina per dialogare

Nata sull’onda della mobilitazione di oltre 24.000 persone su Facebook, la pagina del social-network è diventata negli ultimi mesi il principale raccordo tra malati e parenti che da mesi via internet dialogano sulla terapia e sui suoi effetti. Proprio ad alcuni di loro la trasmissione “Le Iene” ha fatto riferimento per dare voce al caso, diventato dalla messa in onda in poi di dominio pubblico.

Da metà novembre parte la sperimentazione

Imtanto, da metà novembre partirà la sperimentazione del professor Zamboni in Emilia e si procederà in doppio cieco per valutare l’effetto placebo, unica metodologia accettata a livello internazionale per verificare se una terapia è efficace oppure no.
Coinvolgerà alcune centinaia di malati, tutti già risultati positivi all’ecocolordoppler, l’esame che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni e lo studio del flusso al loro interno, necessario a diagnosticare la Ccsvi.

Ecodoppler con un software specifico

Viene effettuato con un software dedicato e una poltrona apposita che risponde ai parametri della ricerca del professor Zamboni, non disponibile presso le strutture sanitarie nazionali, sebbene sia indispensabile per verificare l’effettiva ostruzione delle vene.
Ad una parte dei malati, più o meno due terzi, verrà introdotto il catetere con il palloncino e saranno loro liberate le vene, mentre alla restante parte verrà infilato il catetere ma non sarà loro sottoposta all’intervento di angioplastica. Solo dopo un anno di osservazione del decorso della malattia nei due diversi trattamenti si potrà effettivamente affermare se la terapia è efficace o meno.
 
 

Urgono linee guida nazionali

Un passo decisivo, ma nel frattempo rimane l’urgenza di definire a livello nazionale le linee guida per il trattamento della CCSVI, affinché la terapia sia resa accessibile a tutti e onde evitare la dispersione dei dati fin qui raggiunti.
“Al momento sia le strutture sanitarie sia i malati si organizzano come possono”, prosegue Gisella Pandolfo.
“Ci troviamo di fronte ad una situazione simile a quella degli aborti clandestini negli anni ’70. Negli ospedali si opera in scienza e coscienza, mentre c’è tanta gente che decide di intraprende la via dell’estero, dove esistono strutture anche valide ma non sempre eticamente controllate”.

Il rischio che si usino degli stent non compatibili

Il rischio maggiore, infatti, è che per stappare l’occlusione si applichino degli stent, generalmente usati per le arterie e quindi non compatibili, almeno quelli attualmente in circolazione, alle vene, con esiti spesso dannosi per la salute. Sperimentazione sì o no?

Il giro d’affari dei farmaci usati per la sclerosi

Comprensibile la prudenza da parte dei neurologi a riguardo, sebbene l’angioplastica sia praticata da trent’anni, proprio perché considerata operazione non invasiva e a zero rischi. Diverso il discorso se dall’ambito della salute ci si sposta verso il giro di affari che ruota intorno ai farmaci impiegati per la cura della sclerosi. Un volume pari a miliardi di euro l’anno che, da soli, bastano probabilmente a spiegare il motivo di tante e tali resistenze.





Ultimo aggiornamento: 22/10/10

Dalle associazioni dei consumatori

Direttamente on line le informazioni che ci arrivano dalle associazioni dei consumatori.

Multa ingiusta? Contestatela

Avete ricevuto una multa ingiusta e pensate di contestarla? Ecco come si presenta l'istanza al Giudice di pace.

Gli indirizzi utili

Authority e dintorni. Questi sono gli indirizzi di cui potreste aver bisogno..

I Portali delle Regioni e altri siti utili

Molte delle Regioni italiane hanno portali "dalla parte del consumatore". Tenerli d'occhio conviene sempre. Assieme agli altri che vi segnaliamo..

ARCHIVIO