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Scuola: riforma delle superiori al via, la Gelmini riduce tutto, Bersani e i sindacati: tagli epocali

Approvata ieri dal Consiglio dei ministri: "riorganizza" licei, professionali e tecnici. Ma l'unica logica è quella del risparmio.

Davide Sfragano
"Una riforma epocale", secondo il ministro Maristella Gelmini. "In linea con l’Europa",per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma quale riforma? "Un taglio epocale", ribatte il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.
Su un punto, quindi, tutti d’accordo: l’aggettivo per descrivere la riorganizzazione delle superiori appena approvata questa mattina dal Consiglio dei ministri è "epocale".
Anche i sindacati sono molto critici sulla decisione del Consiglio dei ministri di ieri.
 
 

Si comincia a settembre

Ad ogni modo a settembre le "matricole" delle superiori - licei, istituti tecnici, professionali - tasteranno il polso alla riforma Gelmini. Accompagnato da insistenti pressioni, su contenuti e tempi, il riordino dell'istruzione superiore ha avuto ieri il via libero definitivo dal Consiglio dei ministri e ora, dopo i passaggi di rito (Presidenza della Repubblica, Corte dei Conti e pubblicazione in Gazzetta ufficiale) entrerà nelle aule.
 
 

Si parte dalle prime

Si partirà dalle prime (ma le riduzioni d'orario nei tecnici e nei professionali saranno introdotte anche nelle classi successive) per poi andare progressivamente a regime. Le novità sono tante: sfoltimento dei corsi, ripensamento dei quadri orari, potenziamento delle lingue, incremento di matematica e scienze.
 
 

Licei, si passa da 450 indirizzi a 6

Iniziando dai licei, la parola d’ordine è semplificazione. Perché si passa da quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) a sei: classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e delle scienze umane (questi due ultimi licei sono vere "new entry").
Nel classico verrà introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio, potenziando anche l'area scientifica e matematica.
Mentre nello scientifico tradizionale è aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche.
 
 

Tecnici, da 10 a 2 settori

Per gli istituti tecnici si passa da 10 settori e 39 indirizzi a 2 settori - economico e tecnologico - e 11 indirizzi. E si avrà una riduzione dell'orario settimanale: da 36 ore di 50 minuti, si passerà a 32 ore di 60 minuti.
Il ministro dell’Istruzione spiega che sono previsti più laboratori: negli indirizzi del settore tecnologico 264 ore nel biennio e 891 nel triennio. Mentre ulteriori risorse di personale saranno assegnate alle scuole per potenziare le attività didattiche di laboratorio.
 
 

Professionali, da cinque a due macro-settori

Anche negli istituti professionali di nuovo si riducono gli indirizzi. Da cinque settori e 27 indirizzi si passa a 2 macro-settori (servizi e industria/artigianato) e 6 indirizzi.
I professionali avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione (ora 36).
Anche in questo comparto sono stati annunciati più laboratori, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno, attraverso l'esperienza diretta.
 
 

Sindacati e opposizioni in rivolta

Ma se il il presidente Berlusconi e il ministro Gelmini non hanno esitato a parlare di "riforma epocale", opposizioni e sindacati hanno puntato l'indice contro quelli che considerano peccati mortali del progetto: i "tagli" di ore, materie, insegnanti, soldi e il confinamento in "serie B" dell'istruzione tecnica e professionale.
 
 

Gelmini: "Più vicini al mondo del lavoro"

"Con queste riforme dal prossimo anno scolastico avremo scuole che possono essere comparate a quelle degli altri Paesi" ha assicurato il premier illustrandone i contenuti assieme al ministro Gelmini. E non si poteva rimandare. "La scuola superiore - ha spiegato - necessitava di una riforma perché, secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro". Anche nel 2009, nonostante la crisi - è stato ricordato - mancavano all'appello 50.726 diplomati tecnici.
Di riforma "epocale", senza "impronta ideologica" ha parlato Mariastella Gelmini che ha respinto l'accusa di aver voluto solo "far cassa", ha rivendicato il merito di aver riscattato dalla serie B l'istruzione tecnica e professionale e ha rivolto un appello ai sindacati, soprattutto quelli più moderati, per "proseguire con la collaborazione e per un assunzione reciproca di responsabilità".
 
 

Bersani: "Più lontani dall'Europa"

Di "epocale" nel progetto di viale Trastevere il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, vede, invece, solo il taglio alla scuola pubblica "che ci allontana dall'Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese".
 
 

Finocchiaro: "E' la riforma di Tremonti"

Per la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro "hanno vinto i diktat di Tremonti" e Francesca Puglisi, responsabile scuola del partito, lamenta un "ritorno al sistema elitario di Gentile".
 
 

Cgil: "Tagli pesantissimi"

Durissimi i sindacati. "I regolamenti delle superiori confermano la volontà del governo di falcidiare la scuola pubblica con tagli pesantissimi che aumentano le criticità" dice il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo.
 
 

Cisl: "Basta contenimenti della spesa"

Il leader della Cisl scuola, Francesco Scrima, fa appello ai "ministri moderati eventualmente presenti nella compagine governativa" perché mettano "un freno all'estremismo di chi continua a imporre il diktat del contenimento della spesa".
 
 

Uil: "Si vince sostenendo la scuola"

"La sfida della modernizzazione - ammonisce Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna - si vince sostenendo le scuole, la professionalità e il lavoro degli insegnanti".
 
 

Gli autonomi: "Sarà caos"

Lo Snals stigmatizza la penalizzazione degli istituti tecnici: "Vi sarà una forte penalizzazione delle materie professionalizzanti, ridotte fino a 4 ore settimanali nei trienni, con grave danno agli allievi, alla serietà e alla qualità degli studi". Mentre la Gilda teme il caos.
 
 

La sfida tecnologica del ministero

Una valanga di critiche che la titolare di viale Trastevere respinge al mittente. "La verità - conclude - è che la sinistra è allergica alle riforme". Quanto ai "tempi stretti", la "tecnologica" Gelmini (sono due anni che annuncia le materie per la maturità su Youtube) assicura che sul sito del ministero sono disponibili tutte le informazioni necessarie. E se non bastassero arriveranno pure opuscoli alle famiglie e nelle scuole medie.



Ultimo aggiornamento: 05/02/10

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