La Sicilia evita il default, trasferiti 400 milioni
Lombardo al contrattacco: "Lo Stato ci deve un miliardo, siamo solo in crisi di liquidità".
“La Sicilia non è in rischio default ma vive una crisi di liquidità legata alla recessione con il resto del Paese. Avremo debiti e mutui da 5 miliardi, ma il Paese ha toccato il massimo con duemila miliardi di debito pubblico”.

Così il presidente della regione Siciliana, Raffaele Lombardo commenta l'ultimatum lanciatogli ieri dal premier Mario Monti, che con una lettera ha chiesto la conferma delle dimissioni del governatore.
“A Monti - ha quindi chiarito Lombardo - spiegheremo che noi abbiamo un credito di un miliardo verso lo Stato, tra fondi per la sanità e Fas anticipati e fondi europei. Con questi soldi non avremo nemmeno problemi di liquidità”.
E, in serata, è arrivata la prima risposta concreta del governo: alla Sicilia - secondo l'Agenzia Ansa - sono stati trasferiti subito 400 milioni di euro.
Non solo la Sicilia è in difficoltà
“Noi abbiamo un bilancio approvato - aveva detto Lombardo nel pomeriggio - faremo un assestamento e poi certo, abbiamo una situazione difficile. Non solo una difficoltà siciliana, ma anche di tante altre regioni italiane. Poi lo Stato si inventa la spending review e i problemi sono i nostri. Tra Tremonti prima e Monti poi abbiamo dovuto pagare un miliardo in più di euro e abbiamo la spesa corrente come quella del 2001. C'è disinformazione quando si parla di camminatori e forestali, sono bugie e falsità”.
L'aggiornamento del 17/07, Monti scrive a Lombardo: "Confermi le dimissioni"
Il rischio che la Sicilia arrivi al default spinge Mario Monti a intervenire. Con tanto di lettera di chiarimenti indirizzata al presidente della Regione Raffaele Lombardo.
Lo comunica Palazzo Chigi in una nota, scrivendo che il presidente del Consiglio, “facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio” ha scritto una lettera a Lombardo per avere conferma dell’intenzione, dichiarata pubblicamente, di dimettersi il 31 luglio.
“Infatti - prosegue la nota - le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un’azione da parte dell’esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti piu efficaci e adeguati”.
Faccia a faccia il 24 luglio
A seguito della lettera inviata dal premier, il presidente della Regione Sicilia ha chiesto di essere ricevuto. L’incontro con Monti è stato fissato per martedì 24 luglio.
La denuncia: "A rischio fallimento"
In un'intervista al Corriere della Sera pubblicata lunedì, il numero due della Confindustria siciliano, Ivan Lo Bello, aveva denunciato che la Sicilia è "sull'orlo del fallimento" e aveva invitato il premier Monti a fare chiarezza sul bilancio dell'isola.
Dopo la lettera del capo del Governo, lo stesso Lo Bello esprime soddisfazione: "Se non fa chiarezza Lombardo, è giusto che intervenga Monti. In un mondo normale si deve consultare una società di revisione per la valutazione del bilancio della Sicilia. Se ciò non avviene è giusto che intervenga il Governo".
Ultimo aggiornamento: 18/07/12