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La Consulta: ''La legge Salva-Ilva è costituzionale''

La decisione arriva intorno alle 20. L'impianto di Taranto rimarrà aperto.

La sentenza arriva intorno alle 20. L'impianto del'Ilva potrà restare aperto e produrre nuovo acciaio, perchè per la Consulta la legge Salva-Ilva è costituzionale.
Questa la decisione arrivata dopo una lunga camera di consiglio. La Corte costituzionale ha respinto i ricorsi dei giudici di Taranto e ha stabilito che la legge "Salva-Ilva" è conforme al dettato della Carta. Vale a dire che non è stato rilevato un conflitto tra poteri dello Stato, cioè tra il legislatore e la magistratura.
Questa decisione – le cui motivazioni nel dettaglio si conosceranno quando sarà depositata la sentenza - è di estrema importanza: significa che la produzione di acciaio continuerà seguendo le prescrizioni fissate dall’Aia e contenute nel testo varato il 24 dicembre scorso, numero 231.
La Corte avrebbe dunque dichiarato in parte inammissibili in parte infondate le questioni di legittimità sollevate dal gip e dal Tribunale di Taranto sulla legge salva-Ilva.

Desideri opposti

La sentenza è stata attesa col fiato sospeso dalla città, anche perché i desideri sono opposti.
Da un lato, una parte degli operai che vuole continuare a lavorare; dall'altra chi chiede la chiusura dell'impianto per tutelare la propria salute. Una situazione drammatica in cui si scontrano due diritti fondamentali: quello alla salute e quello al lavoro.

Interventi ammessi e non

Nell'udienza la Consula ha ritenuto inammissibili gli interventi di Wwf, Confindustria e Federacciai che chiedevano di essere ascoltati.
Ammessi, invece, gli interventi dei titolari dell'azienda agricola Fornaro che hanno dovuto abbattere dei capi di bestiame a causa dei veleni prodotti dal gruppo siderurgico.

La questione di legittimità

Due le ordinanze con cui è stata sollevata la questione di costituzionalità di fronte la Consulta: una è stata proposta dal Tribunale di Taranto, l’altra dal gip della città pugliese, Patrizia Todisco.
Con i ricorsi si sostiene che numerosi articoli della Costituzione, tra cui il 32, inerente il diritto alla salute, il 107, sull’indipendenza della magistratura e il 112 relativo all’obbligatorietà dell’azione penale, siano stati violati e per sostenere tali tesi. Inoltre, si citano anche la convenzione dei diritti dell’uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
 

Stop alle sepolture nei cimiteri

Intanto domenica perfino le sepolture sono state bloccate per l'inquinamento. È questa le decisione delle autorità di Taranto per il cimitero del quartiere Tamburi, "vittima" dei terreni infestati dall'Ilva. Secondo il Tg di Studio 100 tv, le salme sono rimaste nelle celle frigorifere.
Una ragione in più per i partecipanti alla manifestazione domenica 7 aprile, indetta con partenza del corteo alle 10,30.
La manifestazione oggi si trasferirà a Roma, prorpio in attesa della sentenza.
 

La diretta streaming: le notizie di domenica 7 aprile

Dicono gli organizzatori: "Chiunque in Italia e nel mondo potrà interagire con la chat del canale in tempo reale e partecipare".
La diretta si potrà seguire cliccando qui.

Assenti politica e sindacati

A quattro mesi di distanza dalla grande manifestazione del 15 dicembre scorso e due giorni prima della pronuncia della Consulta sulla legge salva-Ilva, Taranto torna in piazza. Non tutta Taranto, però, perché nessun partito politico e nessun sindacato hanno annunciato la loro adesione alla marcia contro l'inquinamento, né tantomeno, come pure sarebbe stato legittimo (e almeno un segnale di esistenza in vita) la loro, argomentata o meno, contrarietà.



Ultimo aggiornamento: 09/04/13

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