Troppe le offese al nostro tricolore
(3-10/2/2011)
Antonio Lubrano
“Ricorda ognuno/ chi partiva./ E ora non uomini/ ma urne e ceneri/ tornano a casa”: questi versi di Eschilo, il poeta tragico greco che combatté a Maratona e a Salamina, riaffiorano nella mente ogni qualvolta assisto in tv alla triste cerimonia del ritorno di un nostro soldato caduto in Afghanistan. Vedo i presidenti della Repubblica che mettono le mani affettuosamente sul feretro portato a spalla dai commilitoni, li sento sinceri quando baciano il tricolore e mi chiedo se di fronte al sacrificio di una vita per una causa così lontana da noi, la bandiera nazionale abbia ancora lo stesso valore, lo stesso significato per tutti gli italiani.
Mai come da alcuni anni in qua, infatti, il tricolore è maltrattato, vilipeso. Al punto che è nato su internet un movimento di difesa, promosso da tre giovani, Lucia, Poldo e Bruno, che invitano a segnalare con foto e dati precisi gli uffici pubblici e le scuole statali che espongono bandiere tricolori stracciate. Il drappo sfilacciato è indice, a loro avviso, di trascuratezza, di mancanza di rispetto per il simbolo della nazione, proprio nel 150° dell’Unità. E di esempi ne hanno già collezionati diversi.
Ma ci sono, ahimè, altri segnali di questo atteggiamento sprezzante verso il vessillo verde-bianco-rosso. Cito il caso di Torino, 13 gennaio scorso. La Provincia consegna 45 dei duemila braccialetti tricolore destinati agli amministratori locali e agli alunni di tutte le scuole. Tra i primi a riceverli i consiglieri provinciali ma quelli della Lega Nord rifiutano di indossarli. Una consigliera dice che non s’intona, pensate un po’, con i colori del suo vestito.
Accadde di peggio nell’aprile 2007. La radio svizzera registra un coro di leghisti durante la visita di Bossi alla casa di Carlo Cattaneo: “Abbiamo un sogno nel cuore/ bruciare il tricolore”. Lo stesso leader, dieci anni prima, il 26 luglio del ’97, durante la festa della Padania a Cabiate (Como) aveva pronunciato la tristemente celebre quanto volgare battuta : “Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”. Meno male che c’è Napolitano. Il presidente della Repubblica a Reggio Emilia ha ribadito che “rispettare il tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo”.
L’amore per la bandiera, infine, si può affievolire per mancanza di soldi? Sul Monte Sabotino, conquistato dagli italiani durante la prima guerra mondiale dopo 14 assalti, da quando nel ’22 fu dichiarato monumento nazionale, un tricolore formato da lampadine verdi, bianche e rosse brilla giorno e notte. Improvvisamente però nell’autunno del 2007 si spense. Per colpa dell’impianto vecchio, si disse, ma poi la Brigata di Cavalleria Pozzuolo fece sapere che non aveva i fondi per ripristinarlo. Capite? Fu riacceso solo un anno dopo.
E vogliamo dimenticare la tassa sul tricolore che s’erano inventati a Desio contro un albergatore che aveva esposto il vessillo?
Ultimo aggiornamento: 11/02/11