TELETU'

Stampa questa pagina stampa articolo Invia articolo invia articolo

  • Favorites
  • Yahoo MyWeb
  • OKNotizie
  • Google Bookmarks
  • StumbleUpon
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Twitter
  • condividi:

Un rompiscatole da eliminare

(19-26/2/2009)

Un titolo del Salvagente di tre o quattro anni fa: “Il difensore civico? Non c’è e se c’è è in grave crisi”. Mi è tornato in mente leggendo quel che accade a Milano. Il mandato di Alessandro Barbetta, difensore civico da cinque anni, è scaduto il 9 febbraio scorso ma poiché non è stato ancora pubblicato il bando per l’elezione del nuovo dc da parte del Consiglio comunale, è logico che egli rimanga in carica fino a quando non sarà nominato il successore.
Lo statuto del Comune parla chiaro e tuttavia una parte della maggioranza non gradisce. Intanto il budget per la sede e per il personale è stato ridotto da 340mila a 120mila euro. Non bastasse, c’è adesso chi pensa di rinunciare al difensore civico comunale - per risparmiare, capite? - e di affidarsi a quello regionale. Eppure negli ultimi tre anni più di diecimila richieste di aiuto sono arrivate sul tavolo di Alessandro Barbetta.
Il caso viene a confermare una pericolosa tendenza. Ancora una volta, cioè, si tenta di spuntare una delle pochissime armi in mano al cittadino. La guerra sotterranea alle autorità garanti, il rinvio reiterato della class action e l’indifferenza generale per lo “sceriffo senza pistole”, come fu definito con fantasia e ottimismo il difensore civico, ne sono la palmare riprova. La legge istitutiva di questa figura di garante del cittadino risale all’8 giugno ’90: da allora sono passati 19 anni e degli ottomila grandi e piccoli centri della penisola soltanto cinque-seicento ne hanno seguito il dettato. Del resto, grazie alla contraddittorietà delle nostre norme, nessun Comune è obbligato a nominarlo. L’art. 11 del Testo unico sugli enti locali (legge 267 del 2000) dice che le amministrazioni comunali possono nominare il difensore civico. “Possono”, dunque, non devono.
Certo, se Milano rinuncia non è un bell’esempio per gli altri Comuni che forse vorrebbero nominare un difensore civico ma non hanno ancora trovato l’accordo sul nome e sul colore.
A conferma dell’antipatia che i politici in genere hanno per i controllori indipendenti, c’è il fatto che l’Italia non ha mai eletto il difensore civico nazionale, il quale dovrebbe coordinare la rete dei difensori civici comunali, provinciali e regionali. In compenso a Bruxelles c’è il mediatore europeo (il greco Nikiforos Diamandouros) che interviene nel contenzioso fra i singoli cittadini e gli organismi comunitari.
Sempre tenendo presente l’esempio di Milano, sapete di che cosa si lamentano i cittadini col dc? Di inquinamento acustico, di edilizia popolare (manutenzione scarsa o nulla), di parcheggi sotterranei in costruzione che fanno tremare i palazzi, di tributi locali (Ici e Tarsu), di accesso ai documenti amministrativi. Tutte rotture di scatole. Ecco perché gli amministratori mal sopportano i garanti.



Ultimo aggiornamento: 19/02/09

Dalle associazioni dei consumatori

Direttamente on line le informazioni che ci arrivano dalle associazioni dei consumatori.

Multa ingiusta? Contestatela

Avete ricevuto una multa ingiusta e pensate di contestarla? Ecco come si presenta l'istanza al Giudice di pace.

Gli indirizzi utili

Authority e dintorni. Questi sono gli indirizzi di cui potreste aver bisogno..

I Portali delle Regioni e altri siti utili

Molte delle Regioni italiane hanno portali "dalla parte del consumatore". Tenerli d'occhio conviene sempre. Assieme agli altri che vi segnaliamo..

RUBRICHE

SALVA CASA - di Patrizia Pallara LE PAROLE - di Luisella Costamagna IO, UN CITTADINO - di Antonio Lubrano ANIMALI E ANIMALI - di Licia Colò COSE DA PAZZI! - di Barbara Cataldi SALVAGIOVANI - di Delia Vaccarello RECENSIONI - di Rocco di Blasi PIT STOP - di Eugenio Manca